| Dell’antica fiera bestiame ai nostri giorni, fin tanto che sussiste buona volontà resiste, non solo localmente, e anzi pigliano luogo incontri e dibattiti con esperti del settore agricolo e zootecnico per fare il punto sul comparto. Ma anche questo filone culturale pare si avvii al tramonto. |
Erano il mercato periodico per vendere e comprare buoi, muli, cavalli, pecore e varie attrezzature per lo svolgimento della tradizionale attività contadina.
Alla fiera bestiame del 9 settembre di Contessa Entellina, a cui partecipavano allevatori dell’area del Corleonese fino a Camporeale e contadini e coltivatori dell’area agrigentina (Santa Margherita Belice, Sambuca ed altri), si arrivava all'alba dopo ore di cammino o di viaggio a dorso di muli o con i carretti. Dagli scambi commerciali sul bestiame venduto/comprato in quel regime di economia rurale dipendeva il guadagno di intere famiglie per tutto il resto dell'anno. La circostanza che quel tipo di fiera non rispecchiava per nulla la bontà del regime socio-economico rurale/contadino e’ dimostrato dalla circostanza che i decenni a noi più vicini non possiedono traccia alcuna di quel mercato. Non solamente nell’area del Corleonese, ma nell’intero Meridione. La figura del contadino proprietario di due/tre vacche, di uno o due muli e magari una giùmenta non esiste più e l’agricoltura contadina siciliana, stenta con gravi difficoltà a trasformarsi in impresa agricola. Ma di questo processo avremo modo di ragionare sulle pagine del blog.
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