Dal comunismo sovietico al neo fascismo: un percorso
| Il partito di governo Russia Unita, legato al presidente Vladimir Putin, ha ottenuto una maggioranza record del 57,83% dei voti nelle recenti elezioni legislative per il rinnovo della Duma di Stato (la camera bassa del Parlamento). I dati definitivi diffusi dalla Commissione elettorale centrale russa sanciscono l'assegnazione di 355 seggi su 450 a Russia Unita, blindando ulteriormente il controllo del Cremlino sul potere legislativo. |
Il vincitore annunciato e predeterminato dispone comodamente di una maggioranza sui trecentocinquantacinque deputati su 450 parlamentari. Ma come noto, non c’è problema. Alle sue spalle, infatti, si sono piazzati tutti gli altri partiti satelliti, nell’ordine esatto che era stato disegnato e preannunciato da tempo.
Al secondo posto ci sono i comunisti dell’eterno Gennady Zjuganov, che nel giugno scorso ha compiuto 82 anni. Al terzo i liberaldemocratici, al quarto Gente nuova, neonata formazione secondo molti concepita nella provetta del Cremlino per dare sfogo al malcontento della classe media, comunque l’unica a non pronunciarsi apertamente a favore della guerra. Che rimane cosa diversa dal dirsi contrari.
In queste elezioni politiche, che a detta di Putin dovevano essere «un contributo comune alla vittoria della Russia», hanno dunque funzionato i meccanismi che devono garantire al potere il risultato voluto.
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