| Gli italiani all'estero sono oltre 6,6 milioni, un numero che sale a circa 80 milioni se si considerano i discendenti e gli oriundi nel mondo. Oggi si contano oltre 6,6 milioni di residenti all'estero iscritti all'AIRE, soprattutto in Europa (Germania, Regno Unito, Svizzera e Francia). Paesi come il Brasile e l'Argentina accolgono le comunità di origine italiana più grandi del pianeta. |
A partire dal prossimo anno scolastico (2027-28), in prima elementare potrà esserci al massimo il 30% di bambini «stranieri». Ma nel conto non entreranno i nati in Italia o che abbiano frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia. Alle scuole medie e superiori, il limite del 30% non riguarderà gli studenti stranieri che abbiano frequentato con successo (cioè senza bocciature) la scuola italiana per almeno tre anni. Le classi intermedie già formate non saranno toccate. Il tetto si applica da subito solo a chi arriva in Italia ad anno scolastico iniziato.
Cosa devono fare i dirigenti scolastici se si trovano con più del 30% di alunni migranti di prima generazione che non abbiano frequentato due anni di scuola dell’infanzia o tre anni delle elementari e medie? Devono rivolgersi agli uffici scolastici territoriali, cui toccherà spostare il numero di studenti necessario a rispettare il tetto.
Quanto lontano dal loro luogo di residenza? Il decreto sancisce il «principio di prossimità» da rispettare, ma non specifica il raggio massimo di distanza tra casa e scuola. Sono previste deroghe (per esigenze familiari particolari, a partire dai casi di disabilità). Quando il superamento del tetto è inevitabile, scatta la misura alternativa dei corsi di lingua.
Divieto di volto coperto
Il decreto non menziona burqa e niqab (mentre nella relazione tecnica sono citati i caschi). E’ dunque vietato «partecipare alle attività curriculari ed extracurriculari delle istituzioni scolastiche con il volto coperto o con qualsiasi altra modalità atta a non consentire il riconoscimento del volto».
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