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lunedì 21 settembre 2026

Cosa può riservarci il futuro

Possibili vie della crescita sociale ed economica 

La crescita socio-economica del
Mezzogiorno d'Italia è una delle
sfide storiche e strutturali più
complesse del Paese. Per sbloccare
 il potenziale del Meridione, 
l'analisi
economica contemporanea e
le linee guida europee (come
il PNRR) individuano
 cinque
macro-direttrici fondamentali: 
-Modernizzazione delle
Infrastrutture e Logistica 

Il divario infrastrutturale con il
Nord frena lo sviluppo industriale
e l'attrattività degli investimenti.
-Transizione Ecologica ed
Energia
 Il Sud ha le caratteristiche  
geografiche ideali per diventare
l'
hub energetico verde d'Europa.
-
Valorizzazione del Capitale
Umano e Contrasto allo
Spopolamento
 
La "fuga
dei cervelli" e il declino demografico
sono le emorragie più gravi del
Mezzogiorno.
-
Turismo di Qualità e
Riqualificazione Culturale

Il turismo al Sud deve evolvere
da stagionale/balneare a
risorsa strutturale attiva tutto l'anno
- 
Riforma della Pubblica
 Amministrazione e Legalità

L’efficienza istituzionale è la
precondizione per la messa a terra
 di qualsiasi investimento.




Il nostro Paese (l’Italia) è fra i più indebitati dell’Occidente. E però, e’ chiamato come tutti i paesi dell’Occidente, ad assolvere la spesa tipica di tutti gli Stati su base sociale: pensioni, sussidi, indennità di cassa integrazione, ripianamento dei deficit delle aziende pubbliche, interventi a sostegno della produzione nel settore privato. 

Il contesto entro cui da decenni procede il sistema Italia non consente sicuramente di ridurre il debito pubblico. Fare a meno di tutti questi ammortizzatori sociali è ormai impossibile. Da qui il processo inflazionistico che intacca quella che sappiamo essere la moneta europea: l’euro.

Il problema è molto serio per il futuro delle generazioni che seguiranno: stiamo per lasciare montagne di debito pubblico a chi verrà dopo di noi. E però nessuno può sottovalutare ciò che ne consegue. Come e perché si muovono continuando ad indebitarsi i tanti governi di dx o di sx che si susseguono?

Premettiamo che tutti riconoscono che i costi per le pensioni, i sussidi, le casse di integrazione, i ripianamenti del deficit delle aziende pubbliche e gli interventi a sostegno della produzione nel settore privato vanno sostenuti. Tutti riconoscono -di contro- che il modo di procedere italiano su feste e sprechi rappresenta una anomalia che andrebbe presa di petto, quanto meno bloccando le spese inutili che inducono Comuni grandi e piccoli a deliberarli quando nulla hanno a che fare con lo “stato sociale” che tutti dobbiamo preservare. Organizzare e finanziare feste territoriali, di qualsiasi origine in Comuni dove l’unica fonte di sostentamento stanno diventando le pensioni e le rimesse degli emigranti esigerebbe sensibilità politiche.

E’ ovvio che lo “stato sociale” va preservato, ma gli sprechi della pubblica amministrazione per gonfiare personaggi che promuovono festeggiamenti e poi atteggiarsi a ciò che non sono, vanno segnalati. In una realtà dove si hanno tratti di strade dissestate, emigrazione che coinvolge il 95% delle famiglie, e permanenza -nel terzo millennio- del clientelismo, gli sperperi del denaro pubblico non devono sussistere.

(Segue)

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