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sabato 12 settembre 2026

Fra scienza e fede (1)

 

"La porta della conoscenza" ci ricorda il grande filosofo "è stretta, non sbarrata, ma la dobbiamo aprire tutti insieme."

Negli ultimi quattro secoli la cultura occidentale ha invaso lentamente, ora con le buone ed ora con le cattive, l'ambito delle altre culture del pianeta, elevando la scienza e la tecnologia al rango di criteri ultimi di verità. Tutto ciò che non è misurabile secondo i parametri della scienza è stato relegato ai margini o addirittura negato. 

La porta della saggezza, che ci apre all'ideale dell'umanità fin dall'avvento dell' homo sapiens, ha però tre chiavi: 

con i sensi si "tocca" un aspetto del reale, 

con la ragione si scopre ciò che ci circonda, 

con la fede si è consapevoli che vi è qualcosa di più. 

Solo integrando queste tre dimensioni è possibile conoscere il rapporto continuo e ininterrotto di armonia fra uomo, mondo e infinito.


Il rapporto tra fede, ragione e sensi rappresenta i tre pilastri fondamentali della conoscenza umana. Nel corso della storia della filosofia e della teologia, questi elementi sono stati visti come una scala gerarchica o come strumenti complementari per raggiungere la verità.


I Sensi raccolgono dati dal mondo esterno tramite l'esperienza materiale. Si fermano all'apparenza, al presente e al particolare. Possono essere ingannevoli.

La Ragione rielabora i dati dei sensi, scopre le leggi universali e organizza il pensiero in modo critico. Non può dimostrare ciò che trascende la natura (il mistero o l'infinito).

La Fede va oltre i dati sensibili e i passaggi logici per attingere a verità ultime. Le "verità ultime" (chiamate in teologia novissimi) sono gli eventi finali che riguardano il destino dell'uomo e dell'intero universo: la morte, il giudizio, il purgatorio, l'inferno e il paradiso.

(Segue)


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