Le motivazioni di razza
È fondamentale valutare le caratteristiche, e nello specifico le motivazioni di razza, di un cane che intendiamo avere al fianco per una parte significativa della nostra vita. Dobbiamo sapere se, di base, può avere una spiccata motivazione cinestesica (ovvero una forte attitudine al movimento); oppure predatoria; perlustrativa; di ricerca; sillegica, ovvero il desiderio di portare un oggetto (o una preda) in un luogo sicuro; territoriale, che porta il cane a difendere lo spazio che occupa; possessiva, che lo induce a difendere un oggetto; competitiva. L’emergere incontrollato di una o più di queste caratteristiche potrebbe avere conseguenze nella vita di tutti i giorni.
Ce ne sono poi altre che possono essere viste in un’ottica quasi sempre positiva: la motivazione affiliativa, per esempio, che porta il cane a cercare l’appartenenza ad un gruppo ristretto; la motivazione epimeletica, che gli fa desiderare di prendersi cura dei suoi famigliari; quella sociale, che lo apre al confronto con altri cani o con soggetti di specie diverse, a partire dagli esseri umani.
Cerchiamo allora di capire come la razza possa incidere sui comportamenti del cane. E, ancora prima, quali bisogni determini. Saperli soddisfare è il modo migliore per avviare una relazione proficua per entrambi e per l’intero contesto sociale. L’accettazione dei cani nella società dipende infatti molto, più che dai cani stessi, da coloro che ne sono responsabili. Quando ci si lamenta delle deiezioni non raccolte lungo strade e marciapiedi non si punta infatti il dito contro l’animale, bensì contro la persona che sta dall’altra parte del guinzaglio. Se non che le conseguenze – divieti, astio generalizzato, insofferenza – poi si ripercuotono soprattutto sul cane.
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