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martedì 21 aprile 2026

Hanno detto

 Minacciare

Non sapevate che, se l'uomo promette troppo spesso più che non sia per mantenere, minaccia anche non di rado, più che non s'attendi poi di commettere?

Non sapevate che l'iniquità non si fonda soltanto sulle sue forze, ma anche sulla credulità e sullo spavento altrui?

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Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, (il cardinale Federico a don Abbondio)

*  *  *  *


Minacciare un singolo o un
intero paese nel terzo
millennio è un
reato grave
 o un atto di
aggressione internazionale,
con conseguenze severe.
 Nel diritto internazionale la
minaccia contro uno Stato
viola la sovranità e può
portare a sanzioni o risposte
di legittima difesa.





Ai nostri giorni

Nelle ultime settimane le minacce del presidente statunitense Donald Trump contro l’Iran sono cresciute in toni e violenza, raggiungendo livelli mai visti. Le più gravi sono state pronunciate circa dodici ore prima della scadenza dell’ultimatum che Trump aveva imposto all’Iran per accettare un accordo: aveva minacciato di colpire le infrastrutture civili iraniane e aveva prospettato la morte di «un’intera civiltà» se il regime non avesse riaperto lo stretto di Hormuz. Uccidere «un’intera civiltà» equivale a compiere un genocidio, cioè uno dei crimini più gravi riconosciuti dal diritto internazionale.

La situazione poi è rientrata, perché poco prima della scadenza dell’ultimatum Trump ha accettato una proposta di cessate il fuoco avanzata dal Pakistan. La frase sulla morte di un’intera civiltà ha provocato però reazioni forti e inedite, anche tra gli stessi alleati di Trump, e nuove ipotesi secondo cui il presidente americano avrebbe perso controllo e ragione.

Avvenne il 21 Aprile

 1786 

Sicilia nostra


Il viceré borbonico principe di Caramanico fa approvare dal Parlamento siciliano il progetto del  nuovo Catasto, su cui era caduto il suo predecessore, il marchese Caracciolo di Villamaina.

I tentativi di riforma fiscale promossi dal Principe di Caramanico, viceré in Sicilia tra il 1786 e il 1795, puntavano a istituire un catasto moderno per superare il sistema feudale, ma incontrarono forti resistenze baronali. Sebbene il periodo sia cruciale per le riforme illuminate, il vero catasto fondiario borbonico cartografico fu realizzato successivamente, tra il 1837 e il 1853. Egli provò più volte di riformare il sistema fiscale siciliano, puntando a colpire i privilegi feudali e a imporre una tassazione più equa tramite il nuovo catasto. Per questo fine affidò a Francesco Paolo Di Blasi il riordino delle Prammatiche del Regno (leggi del regno) per limitare gli abusi feudali, base necessaria per la riforma catastalè.

L'opera vera e propria fu realizzata principalmente tra il 1837 e il 1853. Consiste in 427 carte, inclusi disegni di territori comunali e piante urbane, con l'incarico speciale affidato al Marchese Vincenzo Mortillaro di Villarena. Serviva a determinare la contribuzione fondiaria definitiva, superando i vecchi donativi (tasse forfettarie).
Le mappe del catasto borbonico dell'Ottocento sono consultabili presso l'Archivio di Stato di Palermo, e risultano essere di grande interesse storico, anche per chi ama la Storia della nostra Contessa Entellina.

Frana di Niscemi

Sicilia Nostra

La frana il 25 gennaio 
scorso ha devastato il 
paese in provincia di 
Caltanissetta. Fascicolo 
aperto per disastro 
colposo e 
danneggiamento 
seguito da frana. Tra 
gli indagati anche il 
Ministro per la protezione 
civile Nello Musumeci 
e l'attuale presidente 
della Regione Siciliana 
Renato Schifani





Prime iniziative dalle indagini sulla frana che il 25 gennaio scorso ha devastato 
Niscemi: 13 persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Il fascicolo per disastro colposo e danneggiamento attiene allo smottamento che trascinò a valle case e mezzi e decine di 
immobili rimasero sospesi nel vuoto. 

Gi sfollati sono stati circa 1500. Tra gli indagati ci sono i presidenti della Regione siciliana in carica 
dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello
 Musumeci e Renato Schifani, tutti indagati sia in qualità di commissari delegati all'attuazione 
degli interventi previsti dall'ordinanza di Protezione civile
 nazionale che imponeva la realizzazione di opere di
 mitigazione del rischio della frana, che in qualità di commissari di
 governo contro il dissesto idrogeologico.

Sono pure indagati i capi
 della Protezione civile regionale dal 2010 al 2026, tra cui Calogero
 Foti e Salvatore Cocina, i direttori generali della Regione
 preposti all'ufficio contro il dissesto idrogeologico e il
responsabile dell'Ati che avrebbe dovuto eseguire le opere di
 mitigazione appaltate a inizio 2000. Il contratto si risolse per inadempimento nel 2010. I fondi stanziati, circa 12 milioni, sono ancora nelle casse della
 Regione.

Il quadroTra il 1997, anno della prima frana, e il 2009, quando della
 vicenda si è occupata la prefetta Giannola, si sono succedute
 diverse ordinanze della Presidenza del Consiglio. Poi si 
indisse un bando di gara per interventi complessivi, e si ebbe un progetto esecutivo nel 2005, aggiudicato per la
 realizzazione delle opere di mitigazione della frana e nel 2009
 si sottoscrisse il contratto di appalto con l'Ati composta dalle ditte Comer costruzioni Meridionali spa e la Edil ter costruzioni srl.

Nel 2010 il contratto si risolse per gravi ritardi delle imprese, nel 2013 a contratto terminato si tentò una transazione. Fino al 2016 non si è fatto nulla se non confermare l’avvenuta risoluzione del contratto, cosa anomala visto che la risoluzione era avvenuta anni prima. E l'inerzia 
si è continuato a protrarsi fino alla frana dello scorso gennaio.


lunedì 20 aprile 2026

Parole frequenti sui media

 

Trump appare in tunica,
mentre impone la mano
su un malato, circondato
 da militari e fedeli. Sullo
sfondo compaiono simboli
 patriottici statunitensi, dalla
bandiera alla Statua della
Libertà. Dopo alcune ore, il
post è stato cancellato.
Trump in conferenza stampa:
 "Ritratto come un medico
che fa del bene agli altri"
truth

È il social network di Donald Trump, lanciato dal Trump Media & Technology Group il 21 febbraio 2022. L’anno precedente l’allora ex presidente Usa dichiarò l’intenzione di creare una nuova piattaforma di social media dopo la decisione di Facebook e Twitter di bandire il suo profilo in conseguenza dell’assalto al Campidoglio del 6 gennaio 2021, seguito alle Presidenziali che videro la sconfitta del tycoon e la vittoria di Joe Biden.

Il social network lanciato da Donald Trump nel 2022, e’ nato come alternativa conservatrice alle grandi piattaforme tech dopo la sua esclusione da Twitter e Facebook. Gestito da Trump Media & Technology Group (TMTG), la piattaforma assomiglia a Twitter per funzionalità e mira a promuovere la "libertà di parola", spesso attirando sostenitori dell'ex e attuale presidente.

Il social mira a contrastare il potere delle cosiddette "Big Tech", offrendo uno spazio con regole di moderazione diverse.

La vita pubblica (3)

 Una società  migliore 

 Compito di tutti, di elettori e di eletti, in un sistema democratico e’ di operare sempre sapendo che il sistema si regge sul principio della legalità. Gli eletti dovrebbero sempre saper garantire autorevolezza, rigore, senso delle istituzioni. Essere «eletti» non è solo un titolo: è un compito esigente, che implica competenza, misura, responsabilità: una forma visibile di eccellenza civica. Capita invece di  assistere -a più  livelli istituzionali- a risse da talk show, improvvisazioni elevate a metodo.

Ma il livello non si alza per decreto: si chiede prima a sé stessi e poi agli altri. Non è una formula retorica, non nasce nei palazzi, ma nella trama quotidiana dei comportamenti. Sta nel linguaggio, nel rispetto dell’avversario, nella capacità di dissentire senza degradare. Negli ultimi anni abbiamo scambiato il decoro per artificio e l’immediatezza per autenticità, sacrificando educazione e responsabilità. Così abbiamo finito per diffidare della forma, dimenticando che è proprio la forma a custodire il senso del limite. 

Se oggi la politica appare come uno specchio opaco, è perché si è smarrita un’idea essenziale: la visione oltre l’immediato, alzare il livello non è un esercizio di stile. È sopravvivenza civile.

Avvenne il 20 Aprile

 

L’Assemblea Regionale
Siciliana (ARS) è l'organo
legislativo della Regione
Siciliana, istituita nel 1947
come erede dello storico
Parlamento del Regno
di Sicilia (attivo dal 1097
al 1816), spesso citato come
uno dei più antichi
 parlamenti d'Europa
.
Ha sede a Palermo,
nel prestigioso Palazzo
dei Normanni (o Palazzo
Reale), ed è un
parlamento a statuto
speciale.
1947. 

Sicilia nostra

Risorge l’antico Parlamento siciliano, col nome di “Assemblea Regionale Siciliana”.  Vengono eletti 90 deputati, di cui 29 socialcomunisti, 20 democristiani, 14 liberali, 8 indipendentisti, 9 monarchici, 4 socialdemocratici, 3 repubblicani, 3 liberal-democratici e qualunquisti. Il primo Presidente del governo regionale fu l’avv. Giuseppe Alessi da Caltanissetta  democristiano; e il primo presidente  dell’Assemblea Regionale fu il liberale Ettore Cipolla da Palermo.

L'ARS, in qualità di organo legislativo, emana leggi regionali nelle materie di competenza esclusiva e concorrente previste dallo statuto. È composto da 70 deputati regionali, eletti direttamente dal corpo elettorale siciliano, e ha sede in Piazza del Parlamento.

I deputati regionali svolgono la propria attività parlamentare sia individualmente sia nell'ambito del gruppo parlamentare a cui appartengono.

Ma il loro mandato è libero, non può essere vincolato nemmeno alla disciplina del gruppo o del partito di cui il gruppo è generalmente espressione.


domenica 19 aprile 2026

La domenica è fatta per riflettere

 

Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”

Al di là dei luoghi sacri della religione giudaica, acquistano importanza per i primi cristiani altri luoghi.

Innanzitutto la casa (oij-ko", oljkiva) privata, la casa di semplici fedeli. E' un fatto abituale che il rito dello spezzare il pane sia compiuto nelle case dei fedeli (2,46), ma anche l'insegnamento e l'evangelizzazione (5,42; 20,21). La discesa dello Spirito a pentecoste avviene in una casa (2,2). E' presupposto che si tratti di una casa, quando si parla di "una sala superiore" (to; uJperw/~on): qui vanno direttamente gli apostoli, quando tornano a Gerusalemme dopo l'ascensione (1,13); qui Pietro risuscita la vedova Tabità (9,37.39); qui, a Troade, i cristiani sono riuniti per spezzare il pane e ascoltare Paolo (20,8).

Talora l'abitazione è indicata in modo estremamente generico: è definito semplicemente "il luogo (tovpo") in cui erano radunati" quello dei credenti raccolti in preghiera (4,31). Caratteristica è l'espressione ejpi; to; aujtov ("nello stesso posto"): sottolinea che l'aspetto più importante è il fatto che i credenti siano riuniti insieme, non importa dove (cfr. 1,15; 2,1; 2,44.47). Non c'è più, infatti, per i cristiani un luogo privilegiato ed esclusivo.

In più casi sono menzionate case appartenenti a specifiche persone. A Damasco Paolo, dopo la chiamata, mentre è ancora cieco, alloggia a casa di Giuda (9,11). C'è, a Gerusalemme, la casa di Maria, madre di Giovanni Marco, cugino di Barnaba e per un certo tempo loro compagno nella missione: qui Pietro si reca quando viene miracolosamente liberato dal carcere e vi trova un buon numero di fratelli raccolti in preghiera (12,12). Ma l'apostolo ha occasione di essere ospitato anche in altre case. A Criaffa, in Giudea, soggiorna presso un tale Simone conciatore, la cui casa era sulla riva del mare, come viene ripetuto due volte (9,43; 10,6.32). Di lì verrà chiamato per andare nella casa del pagano Cornelio, a Cesarea (10,27; 11,12), fatto che creerà scandalo e gli sarà rimproverato (11,3: "Sei entrato in casa di uomini non circoncisi"). Donde si vede che talora andare in certe case non è un fatto neutro, ma assume un significato forte e provocatorio: Da questo punto di vista già la casa di Simone conciatore, in riva al mare, potrebbe non essere un particolare semplicemente pittoresco o realistico. Il fatto che questo anfitrione sia conciatore già fa pensare a una decisione anticonformista: "II mestiere di Simone, 'conciatore' - dice Fabris 54 - lo esponeva al disprezzo e sospetto di disonestà negli ambienti dei giudei integristi. Chi lo esercitava era di fatto escluso dalle cariche civili e religiose [forse perché ritenuto impuro, attraverso il contatto con cadaveri]. Pietro che accetta questa ospitalità 'inquinante' ha fatto una scelta liberale contro i tabù di separazione? Forse Luca vuole con questo particolare preparare il lettore al racconto successivo che affronta questo problema". Ma anche la posizione "in riva al mare" potrebbe avere una sfumatura simbolica: il mare, come si vedrà poi nell'episodio del viaggio verso Roma, diventa immagine del vasto e turbinoso mondo nel quale occorrerà pure portare la salvezza, oltrepassando i limitati recinti delle cerchie giudaiche e dei confini della Palestina.

Non va trascurato questo aspetto dell'essere ospitati: il verbo greco è xenivzesqai e ricorre spesso negli Atti: per Pietro, ospite di Simone, viene usato molte volte, con un'insistenza che non può essere casuale (10,6.18.32), ma viene poi anche usato per Paolo e i compagni, ospiti di un certo Mnàsone di Cipro, un cristiano, mentre vanno verso Gerusalemme (21,16), e in séguito, dopo il naufragio e lo sbarco a Malta, durante il viaggio verso Roma, ospiti per tre giorni del governatore dell'isola, Publio (28,7). A Roma Paolo abiterà e predicherà in una xeniva (28,23), ossia in una casa d'altri, presa in affitto (28,30). La condizione di "ospite" assume una valenza simbolica per un credente, che non è a casa sua in nessun luogo della terra. Vengono in mente gli accenni fatti da Stefano nel suo discorso ad Abramo, che non ebbe nessun possedimento stabile, alla sua discendenza, pellegrina in terra straniera, a Mosè, pure pellegrino nella terra di Madian (7,5.6.29).

Da questo punto di vista assume importanza anche la strada, il luogo per eccellenza dell'instabilità, del movimento, e perciò adatto alla missione. Molte volte, per interventi divini, i personaggi degli Atti sono mandati sulla strada.


= = = 

L’uomo e l’esperienza religiosa

Nel grande sistema delle religioni non è possibile sottovalutare, pur nel rispetto della ricchezza e della varietà dei culti, i grandi vettori rappresentati dalle religioni sovranazionali: il Cristianesimo, l’Induismo, l’Islam, le religioni cinesi e così via. I fenomeni di contaminazione sincretica, di proselitismo, di conversione, di arricchimento o impoverimento del patrimonio etnico-religioso dei popoli, hanno incessantemente rimodellato i confini in cui si sono via via affermate le esperienze religiose. Il rispetto e la considerazione per le specificità culturali e rituali  delle culture più periferiche legate ad ambiti spaziali circoscritti, non va disgiunto dalla consapevolezza dell’alto grado di elaborazione teologica  e intellettuale formatasi  nei più importanti centri geo-politici.


Nostro intento è cogliere centro e senso profondo.

(Segue)

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Avvenne il 19 Aprile

 

Sicilia nostra

1898. Nasce a Favignana (Trapani) il 19 aprile 1898 l’economista e storico Alberto Bertolino, morto a Firenze  nel 1978. Professore di Economia  Politica nelle Università di Siena e di Firenze, curo’ la pubblicazione degli studi senesi e della prestigiosa rivista Il ponte. Diresse la nota collana scientifica “Il pensiero economico”,  e curò l’edizione nazionale degli scritti economici di Carlo Cattaneo in tre volumi. Ha insegnato presso l'Università di Firenze, dove ha ricoperto ruoli di rilievo nelle facoltà di Economia e Scienze Sociali. Tra i suoi scritti Il latifondo siciliano (1927). Economia di guerra (1946), Politica della piena occupazione (1951) e Cooperazione internazionale e sviluppo economico (1961).

Ciò che di lui tracciano i contemporanei è l’avere colto i dolori le convulsioni di un periodo che però preludeva ad una rinascita: rinascita di cui individuava le condizioni segni, rispettivamente, nel posto saldamente tenuto dai lavoratori, con le loro organizzazioni sindacali politiche, nel quadro della società italiana nel crescere consolidarsi nella cultura, economica anzitutto, poi anche politica filosofica storica, della coscienza della « intrinseca socialità » dei problemi del nostro paese. Ebbe a collaborare con Gaetano Salvemini e Piero Calamandrei. Condusse, da economista, profondi studi sul latifondismo siciliano.

La vita pubblica (2)

Una società  migliore

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In un piccolo ente, alla prima visita da revisore, ciò che balzo’ all’attenzione fu un quadro appeso nell’aula consiliare con uno scritto a caratteri cubitali, senza immagine alcuna
L’ESEMPIO  È LA PIÙ ALTA FORMA D’INSEGNAMENTO”.

La portata di quella frase effettivamente si rifletteva negli atti amministrativi che in quell’Ente ebbi modo di verificare. Rispecchiava davvero il pensiero di quel sindaco. La portata del messaggio era riflessa nel rigore che gli atti deliberativi e le ordinanze coglievano. Gli atti amministrativi  oltre che motivati e articolati e rivolti alla crescita umana erano coerenti all’Ordinamento.

La riflessione

Chi riveste ruoli di responsabilità pubblica deve sempre, con azioni e parole, trasmettere  nell’attività amministrativa e politica i propri valori, e però frequentemente a sfogliare i giornali è dato accorgersi che ad emergere più che i propri valori sono i propri difetti.  

Altra riflessione è che certi politici frequentemente fanno le vittime di ingiustizie, si ritengono  bersaglio di pregiudizi.

La creazione di una comunità migliore passa anche e sopratutto attraverso la partecipazione diretta dei cittadini, riducendo la delega alla sola politica.

sabato 18 aprile 2026

Scienza: osservare l’Universo

 Grazie all’apporto di amici/lettori, il blog conta di aprire (almeno per qualche tempo) pagine finora mai affrontate, mai rientrate nella programmazione. Sarà stato il recente viaggio di cinque astronauti USA che hanno fatto conoscere (con alcune immagini) la parte a noi umani non nota del nostro satellite (la Luna), o un’altra ragione, un conoscente-lettore per qualche tempo gestirà una pagina periodica dedicata alla Scienza, pagina che egli definisce di “Astronomia”. 

 Assicura che tutto sarà reso di facile lettura e di facile interpretazione e in qualche modo in linea con le tante curiosità che il blog ha -in modo vario- sempre provato a sodisfare in più campi del sapere sociale  umano. Il tutto puntando, appunto,  sulla maniera facile.

 

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Vastissimo e multiforme e’ il campo di tutto quanto noi uomini definiamo “scienza”. Per affrontare quel campo tutto dipende dal livello di approfondimento che intendiamo raggiungere e, pure dal linguaggio con cui si intendono affrontare i singoli argomenti. Tanta gente rifiuta di dedicare attenzione su tematiche che “in partenza” e senza alcun tentativo considera “difficile”

Col tempo smentiremo i tanti luoghi comuni e contiamo di coinvolgere giovani e non nella divulgazione scientifica di tanti argomenti di grande rilevanza. E’ scontato che qui, sul blog,  verrà usato il linguaggio chiaro e accessibile a chiunque.

La cultura “scientifica” è in continuo sviluppo e non sempre le notizie arrivano all’attenzione dell’opinione pubblica, nemmeno quando esse risultano attinenti alla sfera della nostra vita pratica.

Qui, sul blog da sempre curato da Mimmo Clesi, si intende riflettere e spiegare alcuni fenomeni scientifici senza ne’ pretese di completezza, ne’ di sconvolgente. Perseguiremo con periodicità una narrazione dell’avventura  conoscitiva del nostro pianeta Terra  e dell’uomo all’interno della visione dell’Universo.

Affronteremo, sopratutto, tematiche di astronomia,  quella scienza naturale che studia i corpi celesti (stelle, pianeti, comete, galassie) e i fenomeni oltre l'atmosfera terrestre, analizzandone origine, evoluzione e proprietà fisiche/chimiche. Tematiche che ci pervengono attraverso il metodo scientifico e le tecnologie avanzate, come telescopi per comprendere l'universo, e distinguendosi nettamente dall'astrologia. Avremo modo di intrattenerci su stelle, pianeti, buchi neri, galassie, nebulose e leggi fisiche che governano l'universo.

L'astronomia è la scienza basata su dati e prove fisiche; lavora a stretto contatto con la fisica, spesso utilizzando la radiazione elettromagnetica per indagare oggetti a distanze immense.

La vita pubblica (1)

  Una società  migliore 

Gli eletti nei sistemi democratici, che siano parlamentari nazionali o regionali oppure amministratori di municipi o enti pubblici  dovrebbero sempre garantire autorevolezza, rigore, senso delle istituzioni. Essere «eletti» o “investiti” di incarichi pubblici non è solo un titolo: è un compito esigente, che implica competenza, misura, responsabilità: una forma visibile di eccellenza civica. 

Cosa capita con relativa frequenza nella nostra Italia? Assistiamo a scontri istituzionali, improvvisazioni elevate a metodo, fino all’invocazione di miracoli da parte del ministero dell’Economia, o dalle Ragionerie dei distinti enti,  il cui compito è di tenere i conti pubblici in ordine.

= = = 
Con periodicità su questa pagina, di tanto in tanto ci soffermeremo su argomentazioni “politiche”, del nostro tempo. Ci preoccupano certe derive populiste esistenti nella vita pubblica e le tante ambiguità che offuscano la chiarezza ed i significati distintivi  fra la destra e quella che e’ la sinistra dello schieramento politico.
Perché un Paese, una realtà, che sia regionale comunale, possa crescere e proiettare fiducia serve che la gente dedichi parte del proprio tempo a seguire le cose pubbliche, gli interessi che riguardano il destino di tutti, ossia la politica. Si tratta di coinvolgere più  gente su temi come la legalità, il  rispetto delle cose comuni, la parità di genere, il dare spazio ai giovani  in una realtà italiana troppo vecchia per essere espansiva sul socialepurtroppo ripiegata nella vita privata.

Avvenne il 18 Aprile

 1444

Sicilia nostra

Il catanese  Giovanni Di Prima, abate di San Paolo a Roma, ottiene da Papa Eugenio IV, con la collaborazione del domenicano Pietro Geremia, la bolla pontificia di approvazione definitiva  per l’Universita’ di Catania, fondata da re Alfonson il Magnanimo di Aragona  nel 1434. E’ la prima università siciliana, e la seconda del Meridione, dopo quella di Napoli (1224).

Nata come Studium Generale con il privilegio di rilasciare lauree, ha attraversato secoli di storia, diventando un polo didattico e di ricerca centrale nel Mediterraneo, con una forte tradizione giuridica e umanistica. L'ateneo si avvia a celebra i 600 anni di storia, con un focus attuale sull'internazionalizzazione, la ricerca e le sedi decentrate di Ragusa e Siracusa

venerdì 17 aprile 2026

Le citazioni del saggio "Vittorio"

 

Le azioni e le dichiarazioni
di Donald Trump, spesso
caratterizzate da toni iperbolici
e attacchi diretti sui social media,
sono interpretate dagli
osservatori come una
combinazione di strategie
politiche calcolate ("secondi
 fini") e di uno stile comunicativo
diretto e provocatorio
.
Attualmente, Trump sta
esercitando pressioni su
alleati, inclusa l'Italia,
in merito alla gestione di
crisi internazionali.


Le riflessioni del saggio-anziano Vittorio

.....su Trump

*    *     *

   Se la geografia costituisce il palcoscernico della Storia

   sono pur sempre gli esseri umani a fare la buona o la

 cattiva  S T O R I A

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I giudizi storici esigono continuità. La continuità costituisce la vera sostanza della Storia. Sebbene ogni evento storico sia unico, e ogni sequenza di eventi pertanto caratterizzata da flusso e cambiamento, è la connessione di un dato attuale con il suo passato a rendere il primo significativo e a permetterci la storiografia.

In termini sociologici, la continuità è indispensabile alla cultura del gruppo: senza di essa, ogni nuova generazione di esseri umani dovrebbe ricominciare da zero.

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E il New York Times, “il comportamento erratico del presidente e i commenti estremi delle ultime settimane hanno rinforzato il dibattito "furbo come una volpe o fuori di testa che lo ha accompagnato sulla scena politica nell’ultimo decennio”?


Parole frequenti sui media


Pasdaran

È il nome in persiano del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, organo militare istituito in Iran dopo la rivoluzione del 1979. Nati come milizia con profonda fede ideologica, con gli anni hanno ampliato molto il loro potere all’interno dello Stato. Il Corpo dispone tra i 200.000 e 300.000 uomini suddivisi in forze di terra, aeree e navali.

Sono la più potente forza militare, politica ed economica dell'Iran. Istituiti per proteggere il regime teocratico, controllano un vasto impero economico, gestiscono l'intelligence e guidano la politica estera attraverso le Forze Quds. Loro obiettivo primario è difendere l'ideologia della Repubblica Islamica e la Guida Suprema. Nella sostanza svolgono un ruolo di polizia politica, reprimendo il dissenso interno e controllando le frontiere.

Avvenne il 17 aprile

 

Il Parlamento Siciliano, le
cui radici risalgono all'assise
 del 1097 a Mazara del
 Vallo del 
Conte Ruggero I, è
considerato tra i più antichi
 al mondo. Istituzionalizzato
da 
Ruggero II nel 1130 a Palermo,
 aveva inizialmente funzione
consultiva e di ratifica
per il sovrano. 
Aveva sede
nel Palazzo dei Normanni, cuore
del potere normanno, e
composto da tre bracci:
 feudale, ecclesiastico e
demaniale



1849. Nell’imminenza  della riconquista borbonica della Sicilia, dopo la grande rivoluzione del 1848-49, viene sciolto il Parlamento siciliano. Rinascera’ dopo un secolo, il 20 aprile 1947, sotto la denominazione di Assemblea Regionale Siciliana (ARS).

Il Parlamento siciliano, è stato l'assemblea legislativa del Regno di Sicilia dal 1097 al 1816, nonché nel biennio 1848-1849 nel contesto della rivoluzione siciliana. Dopo la seconda guerra mondiale, con l'autonomia speciale della Sicilia, nel 1947 fu istituita l'Assemblea regionale siciliana, erede dello storico parlamento.

Il parlamento siciliano viene considerato uno dei più antichi del mondo. (assieme a quello dell'Isola di Man e di quello islandese, che però non avevano poteri deliberativi, aspetto che rende il parlamento siciliano il primo nel senso moderno). Nel 1097 ci fu la prima assise a Mazara del Vallo convocata dal Gran Conte Ruggero I di Sicilia, di un parlamento inizialmente itinerante. Istituzionalizzato da Ruggero II nel 1130 a Palermo, aveva inizialmente funzione consultiva e di ratifica per il sovrano. Aveva sede nel Palazzo dei Normanni, cuore del potere normanno, e composto da tre bracci: feudale, ecclesiastico e demaniale

Tra Trump e ayatollah


Dare voce a Cassandra ( Cassandra era una principessa troiana, figlia del re Priamo e della regina Ecuba, e quindi sorella di personaggi leggendari come Ettore e Paride; figura mitologica, incarna la voce inascoltata della ragione che preannuncia la catastrofe).

 «E’ stata la prima donna della letteratura che svolge una professione»  e che nei racconti degli uomini è poco più di una comparsa, è un modo per criticare anche la cultura occidentale. 

 La letteratura è nata con i poemi omerici Iliade/Odissea come glorificazione della guerra. Ci ha abituati a pensare che nel mondo degli uomini esista solo un'alternativa: "uccidere o morire, essere uccisi". 

Esiste una visione diversa e ai nostri giorni è il femminismo, quello strumento critico della violenza maschile, proiezione utopica, grazie all'immaginata comunità femminile del fiume Scamandro, dove le donne dei due popoli nemici (greci/troiani) e di ogni condizione sociale (schiave e figlie di re) si trovano per dire no alla guerra, insieme ai pochi uomini che hanno fatto la stessa scelta. «Eravamo grate perché era concesso proprio a noi di godere del massimo privilegio che esista, far avanzare una sottile striscia di futuro dentro l'oscuro presente che occupa ogni tempo» dice Cassandra, dopo aver scelto di vivere tra loro.

giovedì 16 aprile 2026

Avvenne il 16 Aprile

 

Sicilia nostra

1839. Nasce a Palermo lo statista Antonino Starrabba, marchese di Rudini’ e Principe di Giardinello, morto a Roma il 7 agosto 1908, Sindaco di Palermo dal 1864 si ritrovò  ad esserlo nella rivolta del “Sette e mezzo” del 1866, fu prefetto a Palermo e a Napoli, e Ministro dell’Interno nel 1869. Riporto’ la Destra al potere, e fu Presidente del Consiglio  nel 1891-92 e nel 1896-98. Fu avversario politico di Francesco Crispi.

Abbiamo voluto evocarlo su questa rubrica del blog in quanto, Antonino Starrabba, marchese di Rudinì e Principe di Giardinello (politico italiano e due volte Presidente del Consiglio), apparteneva alla stessa famiglia Starrabba che deteneva il titolo di principi di Giardinelli e che storicamente sul territorio di Contessa Entellina possedeva due vasti feudi (Costiere e Badessa). Feudi, che su impegno politico-sindacale dell’allora giovane sindaco socialista Francesco Di Martino, negli anni sessanta del Novecento, furono, sulla scorta della legislazione in più versi sollecitata dalla sua parte politica, vennero affrancati dal regime ad enfiteusi.

 Sul blog ci riserviamo in prosieguo di pubblicare il carteggio legale di assegnazione e poi di riscatto dei due ex feudi sopra citati che insistevano in territorio di Contessa Entellina, nonché il resoconto di una lunga conversazione (a sfondo storico) che il conduttore del blog ha avuto oltre un quarto di secolo fa col già’ pilota di formula uno Gaetano Starrabba di Giardinello nella sua abitazione, in corso Vittorio Emanuele, nei pressi della Cattedrale, della quale gode di una magnifica vista dello splendido frontale. Quel materiale storico e quelle conversazioni, assieme a tante altre, sulla vicenda storica locale, attendono tutte di essere un giorno diffuse.

Parole frequenti sui media

 Articolo 5

L’Articolo 5 del Patto atlantico, che è il pilastro della difesa collettiva della Nato, stabilisce che se uno o più Paesi che fanno parte della Nato subiscono un attacco armato ogni altro Paese dell’Alleanza deve intervenire in loro difesa. L’attivazione dell’Articolo 5 ha finora trovato applicazione una sola volta: in seguito agli attacchi terroristici islamisti avvenuti negli Stati Uniti l’11 settembre 2001.

L’Articolo 5 del Trattato NATO è, in buona sostanza, il pilastro della difesa collettiva, stabilendo che un attacco armato contro uno o più membri (in Europa o Nord America) è considerato un attacco contro tutti. In tal caso, ogni alleato assisterà la parte attaccata intraprendendo azioni necessarie, inclusa la forza armata, per ripristinare la sicurezza.

Contessa Entellina e il disinteresse della politica

Continua il calo demografico,
anzi si accentua.

-Contessa Entellina continua
a non essere patria dei giovani
che, seppure formati
professionalmente con
Diplomi, Corsi di formazione,
Lauree,
etc. etc.
se vogliono essere attivi 
devono lasciare la terra
di origine in direzione dei
dei Paesi UE.

Le riflessioni di un giovane contessioto 


Il senso della politica risiede nel suo essere un'arte di servizio, finalizzata al bene comune e alla gestione etica della comunità, piuttosto che alla semplice gestione del potere

 Il senso della politica rappresenta il passaggio di testimone tra generazioni, il dialogo, il confronto, la reciprocità e l'impegno per organizzare la società intorno a ideali di progresso, in direzione del Sol dell’Avvenire.

*    *     * 

* * *  Così Enzo

 Per una Contessa Entellina migliore, per una Sicilia migliore, per  . . . 

Serve coltivare una speranza e formulare un impegno.

Serve rianimare uno spirito civico perduto. 

Serve un senso di responsabilità collettivo annebbiato da un individualismo miope e scomposto. 

* * * 

C'è una Sicilia che attende il segno di una riscossa. 

Una Sicilia, una Contessa Entellina che vorrebbero emanciparsi dalla paura di bruciare nel nulla gli anni migliori della vita dei suoi giovani.

 Serve una Contessa Entellina che creda nella possibilità di costruire  una società migliore, solidale, aperta, basata sul lavoro, lo studio e il merito. 

Non sulla furbizia obliqua, sulla flessibilità opportunistica delle regole. 

Non sull'arte - che arte poi non è - di arrangiarsi. 

                                                                Enzo