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sabato 18 aprile 2026

La vita pubblica (1)

  Una società  migliore 

Gli eletti nei sistemi democratici, che siano parlamentari nazionali o regionali oppure amministratori di municipi o enti pubblici  dovrebbero sempre garantire autorevolezza, rigore, senso delle istituzioni. Essere «eletti» o “investiti” di incarichi pubblici non è solo un titolo: è un compito esigente, che implica competenza, misura, responsabilità: una forma visibile di eccellenza civica. 

Cosa capita con relativa frequenza nella nostra Italia? Assistiamo a scontri istituzionali, improvvisazioni elevate a metodo, fino all’invocazione di miracoli da parte del ministero dell’Economia, o dalle Ragionerie dei distinti enti,  il cui compito è di tenere i conti pubblici in ordine.

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Con periodicità su questa pagina, di tanto in tanto ci soffermeremo su argomentazioni “politiche”, del nostro tempo. Ci preoccupano certe derive populiste esistenti nella vita pubblica e le tante ambiguità che offuscano la chiarezza ed i significati distintivi  fra la destra e quella che e’ la sinistra dello schieramento politico.
Perché un Paese, una realtà, che sia regionale comunale, possa crescere e proiettare fiducia serve che la gente dedichi parte del proprio tempo a seguire le cose pubbliche, gli interessi che riguardano il destino di tutti, ossia la politica. Si tratta di coinvolgere più  gente su temi come la legalità, il  rispetto delle cose comuni, la parità di genere, il dare spazio ai giovani  in una realtà italiana troppo vecchia per essere espansiva sul socialepurtroppo ripiegata nella vita privata.

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