Gli eletti nei sistemi democratici, che siano parlamentari nazionali o regionali oppure amministratori di municipi o enti pubblici dovrebbero sempre garantire autorevolezza, rigore, senso delle istituzioni. Essere «eletti» o “investiti” di incarichi pubblici non è solo un titolo: è un compito esigente, che implica competenza, misura, responsabilità: una forma visibile di eccellenza civica.
Cosa capita con relativa frequenza nella nostra Italia? Assistiamo a scontri istituzionali, improvvisazioni elevate a metodo, fino all’invocazione di miracoli da parte del ministero dell’Economia, o dalle Ragionerie dei distinti enti, il cui compito è di tenere i conti pubblici in ordine.
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Con periodicità su questa pagina, di tanto in tanto ci soffermeremo su argomentazioni “politiche”, del nostro tempo. Ci preoccupano certe derive populiste esistenti nella vita pubblica e le tante ambiguità che offuscano la chiarezza ed i significati distintivi fra la destra e quella che e’ la sinistra dello schieramento politico.
Perché un Paese, una realtà, che sia regionale o comunale, possa crescere e proiettare fiducia serve che la gente dedichi parte del proprio tempo a seguire le cose pubbliche, gli interessi che riguardano il destino di tutti, ossia la politica. Si tratta di coinvolgere più gente su temi come la legalità, il rispetto delle cose comuni, la parità di genere, il dare spazio ai giovani in una realtà italiana troppo vecchia per essere espansiva sul sociale e purtroppo ripiegata nella vita privata.
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