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martedì 7 aprile 2026

Culture diverse e il nuovo modo di scrivere la Storia

 La novità del Novecento.

L’antropologia è la disciplina
scientifica che studia l’essere
umano in modo olistico, 
analizzandone le caratteristiche
fisiche, biologiche, culturali e
sociali sia nel presente che 
nel passato. Essa esplora 
l’evoluzione biologica, i
comportamenti, le 
credenze e le diverse
forme di organizzazione 
sociale, con un approccio
comparativo che va dalle
società antiche a quelle
contemporanee.







Gli studi di antropologia. Uno dei fenomeni culturali agli inizi del XX secolo è stato l'avvento di un modo nuovo di  scrivere la storia che ha comportato la descrizione e l'analisi di società che mai prima di allora erano entrate nella storia ufficiale delle nazioni. 

 Gli storici dell’Europa occidentale, del Medio Oriente, della Cina e dell’Asia meridionale, fino a quel momento, curavano prevalentemente le vicende storiche delle grandi dinastie oppure le guerre di conquiste che conducevano alla glorificazione di una nazione o di un impero.


 Raramente i gruppi subalterni, le classi sociali inferiori erano state considerate come attori di grandi eventi mondiali e le classi umane a cui appartenevano venivano, nel migliore dei casi, citate solo marginalmente.


 I primi studi etnografici degli inizi del xx secoli favorirono l'emergere di descrizioni sistematiche e analisi di  società che mai prima erano apparse nella storia ufficiale di ciascun Paese. Storici e antropologi sostengono che se oggi avessimo a disposizione simili resoconti su comunità ristrette dei periodi storici precedenti, la nostra conoscenza della vicenda umana e delle varie culture sarebbe enormemente più ricca e anche la nostra visione ed interpretazione del mondo sarebbe sicuramente diversa. 

 Per meglio intendere il senso di quanto stiamo riportando: noi contessioti, noi arbereshe d’Italia, cosa sappiamo sul vivere, sull’operare, e sul pensare dei primi profughi che per sfuggire al dominio turco arrivarono alle falde di Calatamauro? Nulla!  o quasi.


  Ovviamente non  si può  affermare in modo assoluto che prima del xx secolo non esistessero conoscenze di vita sociale su comunità ristrette.  Dopo la scoperta delle Americhe e ancor più in seguito, dopo i viaggi di James Cook in Polinesia patrocinati dalla Royal Society britannica, gli archivi coloniali europei iniziarono ad arricchirsi di informazioni, inevitabilmente con occhio e interpretazione di parte, sulle culture sottomesse (e ritenute incivili)  dalle potenze imperiali e coloniali

    Nel  XIX secolo nelle principali capitali europee sorsero varie società scientifiche con  lo scopo ufficiale  di studiare le società "primitive",  cioè i popoli e le culture poste sotto l'egida del governo imperiale britannico. 


  L'approccio allo studio di questi gruppi era influenzato dal paradigma scientifico del darwinismo, allora orientato allo studio dell'evoluzione di pratiche culturali specifiche o della cultura umana nel suo complesso. 

  I primi teorici delle scienze  umane studiavano fenomeni come l'evoluzione di forme specifiche di matrimonio o di parentela, dato che il passaggio dal matriarcato al patriarcato o viceversa rappresentava un interesse comune, e si riteneva che entrambe le forme fossero state probabilmente precedute da una promiscuità primitiva. Un altro ambito di ricerca inizialmente era costituito dall'evoluzione sequenziale della religione da forme di culto di forze soprannaturali (mana), animismo, politeismo ed enoteismo verso il monoteismo.

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