Sicilia nostra
1864
Viene presentato alla Camera dei deputati un disegno di legge per la trasformazione dei beni ecclesiastici in beni demaniali. Sarà una nuova batosta per l’economia siciliana. La legge sarà varata nel 1866 e il mondo cattolico parlerà di “eversione dell’asse ecclesiastico”. Si tratterà della confisca dei beni degli enti religiosi (convertendoli, in verità, in titoli di Stato).
Noi residenti a Contessa Entellina quando ci riferiamo a quella vicenda storica andiamo, col pensiero, al destino di Santa Maria del Bosco, dove oltre che la cessione ai privati del complesso del già Monastero, lo Stato e le Gerarchie della Chiesa di Monreale non sono state in grado di salvaguardare la parte pubblica, quella tuttora assegnata, prescindendo dalle competenze territoriali, alla Curia di Monreale.
Di quei monumenti storici, in particolare di Santa Maria del Bosco, ai nostri giorni, la coscienza culturale civica, non esigerebbe altro che un equilibrio tra conservazione, carisma religioso e nuove esigenze comunitarie. Ma pare manchi la coscienza civica, e non solo quella purtroppo, sufficiente, a salvaguardare ciò che ormai simbolicamente resta di quei ruderi.
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