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venerdì 24 aprile 2026

Culture diverse e il nuovo modo di scrivere la Storia (2)

 

Il dopoguerra della Prima Guerra
Mondiale (1919-1920) in Europa fu
un periodo di profonda crisi sistemica
e radicale trasformazione,
caratterizzato da 
disillusione culturale,
instabilità economica (inflazione,
disoccupazione) e una svolta verso
la politica di massa
. L'Europa perde
la sua centralità economica a favore
degli Stati Uniti, mentre il crollo di
quattro imperi (tedesco, austro-ungarico,
russo, ottomano) ridisegna la mappa
con nuovi Stati nazioni.

L'ingresso massiccio delle donne nel
mercato del lavoro (fabbriche) durante
il conflitto portò a una nuova autonomia
economica e sociale, inclusa la
conquista del diritto di voto in
diversi Paesi (es. Germania,
Regno Unito).

La società si massifica, con la
crescita di sindacati, partiti
socialisti, cattolici e movimenti
nazionalisti radicali, criticando
la vecchia classe dirigente liberale.








Le novità del Novecento. 

La prima guerra mondiale lasciò i suoi segni culturali ed economici e politici sopratutto nel vecchio continente per più ragioni:

1) Le trasformazioni sociali più radicali  dell’anteguerra (di cui la più traumatica fu la conversione di milioni di contadini in operai industriali) avvennero e si concentrarono proprio in Europa.  E vedremo che ciò non avvenne senza traumi. Sembrerà strano, ma l’immensa ondata migratoria dai paesi europei (per quanto più  ci interessa dalla Sicilia) verso gli Stati Uniti nella seconda metà dell’Ottocento non costituì per quel paese occasione se non di espandere  e complicare ulteriormente la società di tipo tradizionale da cui provenivano.

2) I paesi europei subirono più direttamente di altri le conseguenze negative della prima guerra mondiale. Nello scenario va inserita la rivoluzione bolscevica che influì sopratutto nella parte orientale del vecchio continente.

3) L’Europa, insieme all’America del Nord, divenne culla della nascente “cultura popolare” che lungo il Novecento si sarebbe diffusa in ogni angolo del pianeta, grazie ai nuovi mezzi di informazione e al contributo delle nuove tecnologie informatiche.

4) Le vecchie ideologie e culture sociali conservatrici, che si basavano sull’ordine socio-economico rurale iniziarono il loro irreversibile declino.

5) I partiti nazional-liberali contendevano ai conservatori, oltre che alla Chiesa Cattolica, i consensi ed il controllo delle nuove classi operaie inurbate.

6) Nei paesi dove l’affermarsi dell’economia industriale era più solida e la prima guerra mondiale aveva lasciato  ferite profonde, il contesto sociale iniziò ad assistere ad alleanze che vedevano scontrarsi forze nazionaliste e inizialmente pure liberali contro presunte minacce socialiste.

    Vedremo cosa accadeva sul piano più prettamente culturale. 

(Segue)

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