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sabato 25 aprile 2026

Élite politico/civiche di ieri, élite di oggi (1)

Le democrazie non sono senza 
élite, ma le selezionano 
attraverso il voto e la 
competizione. Una buona
 élite deve essere competente
 e responsabile per 
garantire la stabilità 
democratica.








La competenza vale ?
 Le élite politiche e civiche in linea generale nell’ultimo secolo, hanno subito una profonda trasformazione, passando da classi dirigenti basate su competenza, appartenenza ideologica e radicamento territoriale (ieri) a gruppi fluidi, spesso tecno-economici, a volte mediatici e frequentemente populisti (oggi). Si distinguono tra élite come "aristocrazie" del merito e in quanto tali oligarchie chiuse e in una costante ridefinizione del rapporto tra potere e popolo. Certo, esiste una classe politica strutturata, legata ai partiti di massa, con forte ideologia e, specialmente nei centri maggiori, selezionata all’interno dei partiti, dopo una più o meno lunga gavetta politica, e con presunto radicamento sociale e territoriale.

 Di cosa si accorge oggi la società su ciò che emana la politica dei nostri giorni?

 == della esponenziale personalizzazione della politica, del suo operare attraverso la tecnocrazia, dell’uso irreale dei media e dei social network, e dei comportamenti spesso anti-istituzionali.

  == dell’avvenuto passaggio da élite partitiche a élite personalistiche alla maniera populista, come dire alla Conte.

  ==  la base di consenso non è più la sezione di partito, ma la capacità di influenzare l'opinione pubblica online, e/o comunque in maniera demagogica.

  ==   La dicotomia oggi non è piu’ destra/sinistra, ma élite (del tipo l’avvocato del popolo)  contro procedure democratiche/partitiche, dove l'élite è spesso definita dalla presunta competenza tecnica/giuridica contro la "pancia-necessita’ sociale" del paese. In sostanza: il passaggio dalle élite partitiche alle élite personali.

(Segue)


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