| L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme nei limiti della Costituzione. |
Il diritto del lavoro è l'insieme di norme e di interpretazioni giurisprudenziali che regolano il rapporto di lavoro, il mercato, l'amministrazione e la sicurezza del lavoro, i rapporti sindacali e la previdenza sociale, tutelando gli interessi dei lavoratori e delle imprese e attuando i principi costituzionali e comunitari che tali interessi per l'appunto perseguono.
Nel diritto del lavoro italiano si è passati dall'isolata e laconica norma ottocentesca a un fin troppo ampio e circostanziato sistema normativo del rapporto di lavoro, le cui principali fonti conviene di seguito passare in rassegna.
La Costituzione, entrata in vigore il 1 gennaio 1948, con particolare riguardo al principio fondamentale dell'art. 4, secondo cui lo Stato «riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto». Oltre a questo articolo sono fondamentali le norme del Titolo terzo, sempre della Costituzione, dedicato interamente ai rapporti economici, dove primeggia la tutela del lavoro «in tutte le sue forme ed applicazioni» (art. 35), cioè sia subordinato, sia autonomo, sia all'interno dell'impresa, sia al di fuori o indipendentemente dalla stessa; l'art. 36, che stabilisce il principio della retribuzione “sufficiente”; l’art. 37, che protegge il lavoro femminile e dei minori; l'art. 38, che introduce il diritto del cittadino lavoratore inabile, malato o disoccupato all'assistenza pubblica; l'art, 39, che sancisce la libertà sindacale e le organizzazioni sindacali e l'art 40, che riconosce il diritto di sciopero.
• Le leggi ordinarie e speciali. Fra le leggi ordinarie che trattano questo argomento il Codice civile del 1942 dedica alla disciplina del rapporto di lavoro subordinato gli artt. da 2096 a 2134 e 2239, gli artt. da 2222 a 2238 che disciplinano il lavoro autonomo. gli artt. da 2240 a 2246 che regolano il rapporto di lavoro domestico e il Codice di procedura civile nella parte riservata alle controversie di lavoro (art. 409 e seguenti), riformato nel 1973 e ai rapporti continuativi e coordinati, prevalentemente personali, nonché ai contratti d’agenzia.
Fra le leggi speciali, qui ricordiamo: la legge 15 luglio 1966, n. 604, sui licenziamenti individuali; la legge 20 maggio 1970, n. 300, denominata Statuto dei lavoratori; la legge 23 luglio 1991 n. 223 sui licenziamenti collettivi; il decreto legislativo, 6 settembre 2001, n. 368, sul contratto di lavoro a tempo determinato; la legge 14 febbraio 2003, n. 30, attuata con il decreto legislativo 10.09.2003 n. 276 di riforma del mercato del lavoro, conosciuto come “legge Biagi” e il decreto legislativo 66/2003 in materia di orario di lavoro, fra molte altre.
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