Sicilia Nostra
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| La frana il 25 gennaio scorso ha devastato il paese in provincia di Caltanissetta. Fascicolo aperto per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. Tra gli indagati anche il Ministro per la protezione civile Nello Musumeci e l'attuale presidente della Regione Siciliana Renato Schifani |
Prime iniziative dalle indagini sulla frana che il 25 gennaio scorso ha devastato Niscemi: 13 persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Il fascicolo per disastro colposo e danneggiamento attiene allo smottamento che trascinò a valle case e mezzi e decine di immobili rimasero sospesi nel vuoto.
Gi sfollati sono stati circa 1500. Tra gli indagati ci sono i presidenti della Regione siciliana in carica dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello Musumeci e Renato Schifani, tutti indagati sia in qualità di commissari delegati all'attuazione degli interventi previsti dall'ordinanza di Protezione civile nazionale che imponeva la realizzazione di opere di mitigazione del rischio della frana, che in qualità di commissari di governo contro il dissesto idrogeologico.
Sono pure indagati i capi della Protezione civile regionale dal 2010 al 2026, tra cui Calogero Foti e Salvatore Cocina, i direttori generali della Regione preposti all'ufficio contro il dissesto idrogeologico e il responsabile dell'Ati che avrebbe dovuto eseguire le opere di mitigazione appaltate a inizio 2000. Il contratto si risolse per inadempimento nel 2010. I fondi stanziati, circa 12 milioni, sono ancora nelle casse della Regione.
Il quadro: Tra il 1997, anno della prima frana, e il 2009, quando della vicenda si è occupata la prefetta Giannola, si sono succedute diverse ordinanze della Presidenza del Consiglio. Poi si indisse un bando di gara per interventi complessivi, e si ebbe un progetto esecutivo nel 2005, aggiudicato per la realizzazione delle opere di mitigazione della frana e nel 2009 si sottoscrisse il contratto di appalto con l'Ati composta dalle ditte Comer costruzioni Meridionali spa e la Edil ter costruzioni srl.
Nel 2010 il contratto si risolse per gravi ritardi delle imprese, nel 2013 a contratto terminato si tentò una transazione. Fino al 2016 non si è fatto nulla se non confermare l’avvenuta risoluzione del contratto, cosa anomala visto che la risoluzione era avvenuta anni prima. E l'inerzia si è continuato a protrarsi fino alla frana dello scorso gennaio.

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