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martedì 21 aprile 2026

Frana di Niscemi

Sicilia Nostra

La frana il 25 gennaio 
scorso ha devastato il 
paese in provincia di 
Caltanissetta. Fascicolo 
aperto per disastro 
colposo e 
danneggiamento 
seguito da frana. Tra 
gli indagati anche il 
Ministro per la protezione 
civile Nello Musumeci 
e l'attuale presidente 
della Regione Siciliana 
Renato Schifani





Prime iniziative dalle indagini sulla frana che il 25 gennaio scorso ha devastato 
Niscemi: 13 persone sono state iscritte nel registro degli indagati. Il fascicolo per disastro colposo e danneggiamento attiene allo smottamento che trascinò a valle case e mezzi e decine di 
immobili rimasero sospesi nel vuoto. 

Gi sfollati sono stati circa 1500. Tra gli indagati ci sono i presidenti della Regione siciliana in carica 
dal 2010 al 2026: Raffaele Lombardo, Rosario Crocetta, Nello
 Musumeci e Renato Schifani, tutti indagati sia in qualità di commissari delegati all'attuazione 
degli interventi previsti dall'ordinanza di Protezione civile
 nazionale che imponeva la realizzazione di opere di
 mitigazione del rischio della frana, che in qualità di commissari di
 governo contro il dissesto idrogeologico.

Sono pure indagati i capi
 della Protezione civile regionale dal 2010 al 2026, tra cui Calogero
 Foti e Salvatore Cocina, i direttori generali della Regione
 preposti all'ufficio contro il dissesto idrogeologico e il
responsabile dell'Ati che avrebbe dovuto eseguire le opere di
 mitigazione appaltate a inizio 2000. Il contratto si risolse per inadempimento nel 2010. I fondi stanziati, circa 12 milioni, sono ancora nelle casse della
 Regione.

Il quadroTra il 1997, anno della prima frana, e il 2009, quando della
 vicenda si è occupata la prefetta Giannola, si sono succedute
 diverse ordinanze della Presidenza del Consiglio. Poi si 
indisse un bando di gara per interventi complessivi, e si ebbe un progetto esecutivo nel 2005, aggiudicato per la
 realizzazione delle opere di mitigazione della frana e nel 2009
 si sottoscrisse il contratto di appalto con l'Ati composta dalle ditte Comer costruzioni Meridionali spa e la Edil ter costruzioni srl.

Nel 2010 il contratto si risolse per gravi ritardi delle imprese, nel 2013 a contratto terminato si tentò una transazione. Fino al 2016 non si è fatto nulla se non confermare l’avvenuta risoluzione del contratto, cosa anomala visto che la risoluzione era avvenuta anni prima. E l'inerzia 
si è continuato a protrarsi fino alla frana dello scorso gennaio.


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