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lunedì 20 aprile 2026

La vita pubblica (3)

 Una società  migliore 

 Compito di tutti, di elettori e di eletti, in un sistema democratico e’ di operare sempre sapendo che il sistema si regge sul principio della legalità. Gli eletti dovrebbero sempre saper garantire autorevolezza, rigore, senso delle istituzioni. Essere «eletti» non è solo un titolo: è un compito esigente, che implica competenza, misura, responsabilità: una forma visibile di eccellenza civica. Capita invece di  assistere -a più  livelli istituzionali- a risse da talk show, improvvisazioni elevate a metodo.

Ma il livello non si alza per decreto: si chiede prima a sé stessi e poi agli altri. Non è una formula retorica, non nasce nei palazzi, ma nella trama quotidiana dei comportamenti. Sta nel linguaggio, nel rispetto dell’avversario, nella capacità di dissentire senza degradare. Negli ultimi anni abbiamo scambiato il decoro per artificio e l’immediatezza per autenticità, sacrificando educazione e responsabilità. Così abbiamo finito per diffidare della forma, dimenticando che è proprio la forma a custodire il senso del limite. 

Se oggi la politica appare come uno specchio opaco, è perché si è smarrita un’idea essenziale: la visione oltre l’immediato, alzare il livello non è un esercizio di stile. È sopravvivenza civile.

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