In base alle cronache di aprile 2026, l'umore e l'azione politica di Donald Trump appaiono caratterizzati da una forte imprevedibilità, descritti spesso come aggressivi e volti a scuotere mercati e alleanze internazionali. Viene descritto un andamento umorale altalenante, in cui alterna minacce di guerra a insulti verso l'Europa, arrivando a minacciare l'uscita immediata dalla NATO. Le dichiarazioni di Trump continuano ad avere un impatto diretto sui mercati finanziari, creando una situazione di incertezza. In aprile 2026 (ieri) ha espresso la volontà di far circolare liberamente il petrolio. L'immagine che emerge è quella di un leader che cavalca l'onda del conflitto e della provocazione, con un impatto significativo sulla politica interna ed estera americana. |
==Pete Hegseth al Pentagono con la mascella volitiva dei momenti più tesi ha parlato durante un briefing di «vittoria decisiva», «l’Iran ci ha implorato», «Trump ha forgiato una vittoria con la V maiuscola», «l’Iran è decimato», con l’avvertimento finale «in queste due settimane rimarremo da quelle parti», cioè in pratica stay tuned, non cambiate canale. Trump attaccava le «fake news» (con Hegseth che lo seguiva a ruota) perché sa che attaccando i media è garantito l’applauso del popolo Maga.
== «Cambio di regime produttivo» . E poi? La parte più «noiosa», i dettagli che una volta erano al centro di tutta la diplomazia e ora finiscono sul Truth social presidenziale: «Gli Stati Uniti lavoreranno a stretto contatto con l’Iran, che secondo noi ha attraversato quello che sarà un cambio di regime molto produttivo! Non ci sarà alcun arricchimento dell’uranio e gli Stati Uniti, collaborando con l’Iran, dissotterreranno e rimuoveranno tutta la polvere nucleare sepolta in profondità (bombardieri B-2). Ora è, ed è stato, sotto una sorveglianza satellitare molto rigorosa (Space Force!)… Stiamo parlando e continueremo a parlare di riduzione dei dazi e delle sanzioni con l’Iran. Molti punti sono già stati concordati».
== L'età dell'oro (anche) in Medio Oriente Hormuz? «Pensiamo di farne una joint venture, come modo per metterlo in sicurezza da molte persone. Una bella cosa» (Teheran ha dichiarato che i suoi militari coordineranno il passaggio delle navi, e secondo gli esperti di navigazione l’intasamento attuale dello Stretto resterà tale, almeno a breve termine). E un altro post: «Un grande giorno per la pace nel mondo! L’Iran vuole che ciò accada, ne ha avuto abbastanza! Allo stesso modo, lo hanno fatto anche tutti gli altri! Gli Stati Uniti d’America contribuiranno all’aumento del traffico nello Stretto di Hormuz. Ci saranno molte azioni positive! Si guadagneranno tanti soldi. L’Iran può avviare il processo di ricostruzione. Faremo il pieno di carichi merci di ogni tipo e resteremo semplicemente in giro per assicurarci che tutto vada bene. Sono fiducioso che succederà. Proprio come quella che stiamo vivendo negli Stati Uniti, questa potrebbe essere l’Età dell’Oro del Medio Oriente!!!».
== «Il Libano? Ce ne occuperemo» . Il Libano? «Non è incluso nell’accordo», ha precisato Trump, per poi aggiungere, magnanimo, che «ce ne occuperemo». Che è poi il vero problema di Trump, insieme con Hormuz: perché se la minaccia nucleare iraniana è davvero stata fermata, sostituirla con la minaccia di nuovi blocchi dello Stretto non appare ai più foriero di sviluppi positivi. Quella però sarà la trama della prossima puntata dello show.
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Avremo modo di intrattenerci su una ulteriore pagina, quella su cui Trump parla dell’Europa, quella dei paesi ingrati.
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