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venerdì 10 aprile 2026

L’uomo del disordine

Persino Crosetto dice 

no alla sudditanza

La percezione di Donald Trump
come una figura pericolosa per
l'umanità
è un tema dibattuto, con diverse
prospettive che evidenziano rischi
 legati al suo stile di leadership e alle
sue politiche.

1) è spesso descritto come un leader
 impulsivo e imprevedibile, capace di
agire d'istinto senza freni istituzionali,
il che crea incertezza a livello globale.
2) La sua strategia mira a smantellare i
principi della politica internazionale
degli ultimi 80 anni, opponendosi al
multilateralismo (ONU, UE) e favorendo
un approccio che minaccia l'ordine
globale.
3) Diverse organizzazioni, tra cui
Amnesty International, hanno
espresso preoccupazione per
il rispetto dei diritti umani durante
il suo mandato, segnalando
potenziali violazioni. Alcuni
commentatori parlano di un "delirio
di onnipotenza" che ignora il
diritto internazionale.








L’uomo dei disastri continua a guidare la potenza più attrezzata del pianeta. Stando ai giornali quelli che riportiamo di seguito sono solo alcuni dei disastri che Trump sta causando al pianeta degli uomini.

1) ha posto il mondo sull’orlo della guerra mondiale, ha prodotto la crisi del petrolio, ha ridotto a pezzi il diritto internazionale.

2) ha risvegliato i popoli del pianeta,  con piazze che tornano a riempirsi come non si vedeva da anni di giovani che partecipano, con intellettuali e artisti che si mobilitano, con le stesse chiese cattoliche, protestanti ed ortodosse che si schierano. Trump è stato capace di mobilitare con sfilate e cortei di gente di ogni razza e colore preoccupata per un mondo senza pace, per il massacro politico degli ideali americani più autentici e un tempo universali, per i diritti civili calpestati. La gente si mobilita negli Stati Uniti, in Canada, in Europa, in Italia, dove sarebbe anche utile una grande riflessione collettiva.

3) i governi «alleati» e «amici» degli Stati Uniti — in testa il Canada e la Spagna, ma non solo loro — condannano la politica della Casa Bianca. Il Canada sta mettendo in pratica misure per diluire la dipendenza economica e politica dal vicino. La Spagna ha espresso pesanti reazioni sul piano diplomatico. Alcuni Paesi hanno vietato il sorvolo dei caccia americani. 

4) Con maggiore o minore timore reverenziale, pur senza mettere in discussione lo storico legame con gli Usa, si avverte la generale presa di coscienza — in Francia, in Germania e persino nel governo di centro-destra italiano, come nella vicenda di Sigonella e nelle ultime dichiarazioni del ministro Crosetto — che la sudditanza agli USA può rivelarsi una catastrofe, mentre la critica potrebbe a breve o a medio termine rivelarsi salutare per gli stessi americani.

5) Le piazze gremite di giovani negli Stati Uniti si riverberano a Roma, Parigi, Berlino, come se il «pendolo» dei valori democratici avesse ricominciato a oscillare dalla parte giusta. Tutti ci auguriamo il decollo di una politica europea di difesa comune. Oggi Trump offre l’autonomia alla politica autonoma europea  su un piatto d’argento, salvo pretendere con minacce e ricatti di continuare ad usare basi militari, come ha fatto per bombardare l’Iran.

6) Putin, i russi, festeggiano e ringraziano Trump per aver posto in un angolo Zelensky.

7) Forse, la crisi di Hormuz, creata dagli USA, obbliga il mondo a ripensare, come già dopo la crisi degli anni Settanta, un modello di sviluppo dipendente da fonti energetiche primarie — gas e petrolio. 

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