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mercoledì 8 aprile 2026

La Repubblica fondata sul lavoro (7)

Lo Statuto dei Lavoratori (Legge
20 maggio 1970, n. 300) è stato
emanato a seguito 
del clima di forti
tensioni sociali dell'"Autunno caldo"
 del 1969 e delle pressanti lotte
sindacali che chiedevano maggiore
dignità e diritti nei luoghi di lavoro
. Fu
fortemente voluto dal ministro
Giacomo Brodolini e sostenuto da un
governo di centro-sinistra, con
l'obiettivo di tradurre in legge le
richiesta di tutele operai.
La legge mirava a tutelare la libertà,
la dignità e l'attività sindacale,
limitando il potere di controllo e il
potere disciplinare dei datori di
lavoro. Il 
disegno di legge fu elaborato
da una commissione presieduta da
 
Gino Giugni (sotto il ministro Giacomo
Brodolini) e approvato durante
il terzo governo Rumor. Ha
sancito diritti fondamentali, tra cui il
diritto di assemblea, la protezione
contro i licenziamenti illegittimi (art.
 18) e la limitazione dei controlli a
distanza.

 Lo Statuto dei Lavoratori

Statuto dei Lavoratori è la denominazione comunemente indicata alla legge 20 maggio 1970, n. 300 sulla “tutela della libertà e dignità dei lavoratori, della libertà sindacale e dell’attività sindacale nei luoghi di lavoro” approvata -a suo tempo- a coronamento delle lotte sindacali  degli anni Sessanta nel quadro dei primi governi di centro-sinistra. Elaborato e sostenuto dal ministro del Lavoro Giacomo Brodolini, socialista, ha tra l’altro istituito e concesso diritti in materia di contrattazione alle rappresentanze sindacali aziendali.

 Introducendo questa pagina con lo Statuto dei Lavoratori, ci proponiamo, in più tempi, di riflettere, per più tempo, su quelle che i giuristi definiscono: Le fonti del diritto del lavoro, ossia quell’insieme di leggi e di interpretazioni giurisprudenziali che regolano:

-il rapporto di lavoro,

-il mercato del lavoro,

-l’amministrazione e la sicurezza del lavoro,

-i rapporti sindacali,

-la previdenza sociale,

-le tutele e gli interessi dei lavoratori

Il tutto entro la cornice e i diritti costituzionali e comunitari che tali diritti perseguono.

(Segue)

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