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sabato 25 luglio 2026

Flash di Storia

 L'italia dopo il 1815

Il 9 giugno 1815 si chiuse il congresso di Vienna, apertosi il primo novembre 1814, nel quale le potenze vincitrici di Napoleone, Austria, Russia, Prussia e Inghilterra, decidono la nuova sistemazione politica dell'Italia. La penisola italiana, che complessivamente contava una popolazione di poco inferiore ai venti milioni di abitanti, era divisa in 10 Stati:

=  il Regno di Sardegna, comprendente Piemonte, Savoia, Nizza, Sardegna e Liguria, con una popolazione di 3 814 000 abitanti; 

=  il Regno Lombardo-Veneto, sotto la sovranità dell'imperatore d'Austria, con 4 065 000 abitanti; 

= il Ducato di Parma e Piacenza (383 000 abitanti);

=  il Ducato di Modena e Reggio (375 000 abitanti); 

= il Ducato di Massa e Carrara (20 000 abitanti); 

= il Granducato di Toscana (1 264 000 abitanti); 

= il Ducato di Lucca (131 000 abitanti); 

= lo Stato della Chiesa, comprendente le Legazioni di Bologna, Ferrara e Ravenna, le Marche, Benevento e Pontecorvo (2 425 000 abitanti);

=  la Repubblica di San Marino (7 000 abitanti); 

= il Regno di Napoli e di Sicilia, comprendente tutto il Meridione (6.766.000 abitanti).

 Il Trentino e il Sud Tirolo tornavano a far parte dell'Austria e la Venezia Giulia divenne provincia illirica dell'impero asburgico.


                                

“La lotta senza vittoria inaridisce”. Quando,
una quindicina d’anni dopo, Pier Paolo
Pasolini con una lunga ode lo invitò a
rompere tutti gli indugi e a riportare la
sinistra nel governo del Paese, a Pietro
Nenni
quella categorica asserzione finale
non piacque. Almeno così raccontano. Si
era nel 1961, e il grande capo socialista era
 combattuto. Da una parte, l’esigenza di
puntellare la democrazia, investita in pieno
da pericolosi venti di restaurazione;
dall’altra, l’atavico massimalismo, che
gli faceva sembrare l’invocazione finale
del poeta un invito a cedere, anche a costo
di stipulare qualche compromesso al ribasso
con la Dc nelle trattative per il primo
centro-sinistra organico. Nel biennio ’44-’46,
invece, il giacobino libertario e antifascista
che si era fatto l’esilio in Francia e il
confino, e nel ventennio aveva (con
Rosselli, Saragat, Pertini e pochi altri)
tenuta accesa la tremula fiammella del
socialismo italiano, partì proprio da
quell’assunto: “la lotta senza vittoria inaridisce”.
 E se oggi festeggiamo il 2 Giugno – scritto
rigorosamente con la maiuscola – come Natale
della nuova Italia, lo dobbiamo
essenzialmente alla cocciutaggine, tutta
romagnola, con egli cui sostenne la
necessità, storica e indifferibile, della “rottura
istituzionale”.




  …….  L'italia dei nostri giorni


L’Italia dei nostri giorni, per programma che all’interno dei collaboratori del blog ci siamo dati, e’ quella del secondo dopoguerra mondiale. Avvieremo pertanto il percorso storico dalla fine degli anni quaranta del Novecento in poi. Fino a quando il gruppetto intenderà proseguire.


=E’ convinzione ampiamente condivisa, sia al livello storiografico che della coscienza popolare,  che il successo che porto’ nel secondo dopoguerra alla Repubblica democratica fondata sul lavoro sia stato assicurato  dall’apporto diretto e indiretto del mondo contadino ed operaio alle brigate partigiane. Allo sviluppo di queste pagine contribuiscono le memorie raccolte da due prigionieri contessioti nei campi di concentramento nazisti (ai nostri giorni deceduti e di nome entrambi Pietro) ed un militante delle brigate partigiane, pure egli ormai deceduto, di nome Salvatore. 


= Al di là del sacrificio individuale di chi alla Resistenza partecipo’ direttamente, la nostra Repubblica democratica è frutto direttamente e indirettamente dipendente dal contesto popolare che circondò e condusse la guerra di Liberazione dal nazi-fascismo, grazie  alla protezione, ai rifugi, ai rifornimenti, alle collaborazioni delle popolazioni delle valli e delle città che consentirono il prosieguo delle guerriglie e costrinsero alle ritirate le armate naziste.


giovedì 23 luglio 2026

Flash di Storia

Ci proponiamo di riportare periodicamente dei resoconti storici su personaggi, movimenti politici ed istituzioni, accompagnati, ove a noi disponibili, da tabelle, indici e immagini d’epoca. Filo conduttore sarà  la Storia politica e civile dell’Italia post-napoleonica con frequenti raffronti socio-politici-istituzionali più vicini a noi, cittadini del terzo millennio.

 L'italia dopo il 1815

Sebbene in epoche precedenti non fossero mancati precursori e progetti per un Italia unita, convenzionalmente l'anno 1815 è stato assunto dagli storici come data d'origine del processo risorgimentale che porterà nel 1861 alla proclamazione del Regno d'Italia sotto la dinastia dei Savoia. 


Il 1815 è una data spartiacque per tutta l'Europa: il congresso di Vienna sancisce infatti la dissoluzione dell'impero napoleonico e la restaurazione dei sovrani  assoluti. Per tutto il periodo le vicende interne dei vari Stati della penisola, tutti sotto l'influenza o il diretto dominio degli austriaci a eccezione del solo Piemonte, sono largamente determinate dal contesto internazionale. İ più significativi moti insurrezionali sono infatti strettamente correlati a rivoluzioni scoppiate in altre nazioni, in particolare in Francia, ed è grazie ad alleanze europee favorevoli che il Regno di Sardegna può alla fine degli anni Cinquanta procedere, dopo una serie di conflitti, all'annessione degli altri Stati italiani. 


Essenziale è comunque la mobilitazione popolare sotto la guida dei democratici per la cacciata dei Borboni dal Regno delle Due Sicilie.


Dal punto di vista economico i vari Stati,  e loro insieme, sono in condizioni di relativa arretratezza rispetto ai principali paesi europei.

                                                                            


Nel 2026 l'Italia sarà l'economia
con la crescita più bassa tra i
Paesi del G20. E’ quanto emerge
dalle ultime previsioni dell’OCSE




  …….  L'italia dei nostri giorni


Ancora oggi l'Italia non primeggia economicamente in Europa. Pur rimanendo tra le prime 10 economie mondiali e la terza nell'Eurozona, la sua economia presenta forti criticità strutturali, registrando ritmi di crescita e livelli di debito tra i peggiori del continente. 


Le stime della Commissione Europea collocano l'Italia nelle ultime posizioni per crescita economica. Con un aumento del PIL previsto attorno allo 0,5% - 0,6%, il Paese viaggia a rilento rispetto alla media europea, frenato dal calo della produzione industriale.


Il rapporto debito/PIL italiano è purtroppo ai vertici in Europa, superando il 137% e attestandosi come uno dei più alti dell'Eurozona.


Sul fronte del lavoro, l'Italia ha raggiunto livelli storici di occupazione, ma questo dato si scontra con salari stagnanti e un costo della vita che incide pesantemente sul potere d'acquisto.


I cittadini italiani mantengono una buona solidità per quanto riguarda il risparmio e il patrimonio privato (soprattutto immobiliare), ma la ricchezza netta pro capite rimane inferiore alla media dei paesi OCSE.

Esportare la democrazia?

Riflessioni

Trump ha attaccato l’Iran. Ritiene di avere tutte le ragioni dalla sua parte. Il pensiero diffuso in Occidente secondo cui esistono valori universali che andrebbero rispettati da tutti i paesi del pianeta e’ -in realtà- privo di fondamenta.

 L’universalita’ delle istituzioni occidentali (democrazia, libero commercio, libero transito marittimo, libero pensiero etc.) non è altro che una illusione; esse sono solamente particolarità fra altre, con dignità come le altre, senza alcun valore intrinseco superiore o migliore di quello delle altre.

 Da decenni sui media leggiamo che si dovrebbe esportare la democrazia, come se si trattasse di far cambiare una giacca. Taluni in Occidente ritengono che voler esportare un modo di pensare, di vivere, di svolgere relazioni, senza prima considerare che cambiare le condizioni sociali, economiche, giuridiche, istituzionali dei paesi interessati su spinta di qualsiasi iniziativa dei paesi occidentali  si rivelerà sempre prematura in quanto va ad innestarsi su culture e civiltà diverse da quelle originarie, quelle già affermatesi in Occidente. Dove peraltro siamo ancora imbrigliati nella guerra russo-ucraina.

mercoledì 22 luglio 2026

Parole frequenti sui media

Perché la difesa sia considerata
legittima dall'ordinamento, devono
 coesistere precisi elementi tassativi:
Pericolo attuale: La minaccia deve
essere incombente o perdurante.
Non è ammessa la difesa preventiva
né la ritorsione a reato già esaurito.
Offesa ingiusta: L'aggressione deve
violare un diritto protetto dalla legge,
senza che l'aggressore sia autorizzato
a farlo. 
Necessità della reazione:
L'azione difensiva deve essere l'unica
via praticabile per evitare il danno,
configurando una situazione in cui
l'alternativa è solo agire o subire.
Proporzionalità:Deve sussistere
un equilibrio tra il valore del bene
minacciato (es. la vita o l'incolumità
fisica) e il bene sacrificato dalla
reazione.


legittima difesa

L’articolo 52 del Codice penale sulla legittima difesa (la non punibilità per fatti che sarebbero reati) prevede la proporzionalità con l’offesa.

Sul caso Ruggero, in tanti più che di legittima difesa parlano di “vendetta”. Il comportamento di Roggero è infatti progressivo: esce dalla gioielleria, rincorre i malviventi per strada, non nelle pertinenze del negozio, spara ai primi due alla schiena, poi va avanti, insegue il terzo e cerca di sparare anche a lui. Questa è proprio una vendetta, che può essere giustificata dal punto di vista psicologico di chi ha subito un’ aggressione violenta, ma non è certo legittima difesa».

Infatti è stato condannato per omicidio plurimo.

martedì 21 luglio 2026

Parole frequenti sui media

 

L'INVALSI è l'Istituto nazionale per
la valutazione del sistema educativo
di istruzione e di formazione
. Si tratta
di un ente pubblico di ricerca controllato
dal 
Ministero dell'Istruzione e del Merito
 (MIM)
. Il suo compito principale è misurare
 periodicamente il livello di competenze
degli studenti italiani per monitorare la
qualità della scuola su scala nazionale.
invalsi

Invalsi è l’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e di Formazione è un ente di ricerca pubblico italiano che ha lo scopo principale di valutare la qualità e l’efficacia del sistema scolastico nazionale. 

La valutazione avviene attraverso prove e test standardizzati eseguiti dagli studenti in momenti chiave del percorso scolastico.

I risultati scolastici degli studenti italiani non riescono a tornare ai livelli di prima del Covid. La percentuale degli alunni che raggiungono almeno la sufficienza continua a registrare solo piccole oscillazioni in su o in giù, ma un vero e proprio recupero nelle competenze di base (italiano, matematica e inglese) ancora non si vede: segno che, nonostante il Pnrr, gli investimenti europei e i piani del governo, il sistema continua ad arrancare. «È come se si fosse assestato più in basso», ha detto il direttore dell’Invalsi Roberto Ricci, presentando il Rapporto sui test Invalsi: «Succede anche in altri Paesi, ma non abbiamo una spiegazione».

lunedì 20 luglio 2026

Parole frequenti sui media


Il progetto di ampliamento
strategico della coalizione verso
il centro (forze riformiste e liberali)
e verso la sinistra radicale per
massimizzare il bacino elettorale.
Non si tratta di un partito unico,
ma di un accordo di coalizione
tattico nato per sfruttare i
meccanismi delle leggi elettorali
 e competere nei collegi unici o
nelle sfide regionali e nazionali.
campo largo

È l’alleanza di centrosinistra tra Pd, M5S, AvS e +Europa, che punta a includere anche Iv: alle ultime Regionali ha vinto in Sardegna, Umbria, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Campania. Dopo la vittoria del No al referendum sulla Giustizia, a fine marzo, nel Campo largo è partito il dibattito sulla scelta del leader per le Politiche 2027. Superato il flop della prima manifestazione unitaria, l’8 luglio a Napoli, l’alleanza prova ora a ricompattarsi.

La coalizione politica unisce le principali forze di opposizione del centro-sinistra e dell'area progressista e’ nata con l'obiettivo di creare un fronte unito alternativo alla maggioranza di centro-destra. I quattro partiti cardine e i rispettivi leader dell'alleanza sono il Partito Democratico con Elly Schlein, il Movimento 5 Stelle guidato da Giuseppe Conte, e l'alleanza Alleanza Verdi e Sinistra rappresentata da Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli

venerdì 17 luglio 2026

Parole frequenti sui media



emendamento

È una proposta di modifica, correzione o integrazione a un testo di legge durante l’iter di approvazione, per cambiarlo prima che diventi definitivo. L’emendamento di FdI, Nm e Udc che prevedeva capilista bloccati e fino a 3 preferenze sulla legge elettorale è stato votato a scrutinio segreto e bocciato per 1 voto con l’ovvia esultanza delle opposizioni due giorni fa’ alla Camera, dopo la bocciatura dell’emendamento della maggioranza sulle preferenze alla legge elettorale.

Quello che poteva essere un braccio di ferro tra l’una e l’altra parte del centrodestra — FdI e Noi moderati che volevano le preferenze e Lega e FI che erano contrarie — si trasforma in una grande sconfitta per Giorgia Meloni. Che sul contestato, stradiscusso, divisivo emendamento alla legge elettorale che prevedeva che si potessero indicare fino a tre preferenze per lista in ogni circoscrizione, ma con il capolista bloccato, ha voluto «mettere la faccia» (ma non votare lei stessa) e impegnare anche il governo. Del quale adesso tutta l’opposizione unita chiede le immediate dimissioni: «Si torni al voto ora, la maggioranza non c’è più!», gridano Elly Schlein, Giuseppe Conte, ma anche Avs e Iv. Mentre la replica della maggioranza è: «Andremo avanti». 


Politica e cultura

 Senso civico?

Le culture ci proponiamo
di studiarle  nella loro
fluidità e complessità.



Chi coltiva, chi ama la Storia, dagli Egizi a Trump, Putin e Xi Jinping, si accorge che i simboli più evidenti, importanti e riconosciuti dal potere sono sempre stati:

La terra,

L’oro,

Le armi.

Da quando l’uomo è entrato sulla scena storica ha sempre portato in sé una costante vicenda umana e inevitabilmente l’ha storicizzata secondo il colore del tempo, fermo restando l’essenzializzazione dei tre elementi.

   La terra è sempre stata lo spazio elementare e naturale su cui ogni gruppo ristretto di uomini ha risieduto, senza che per questa ragione fosse strumento di produzione e scambio per un’economia ampia e sviluppata.

   L’oro è sempre stata una merce preziosa, anzi la più preziosa: e’ sempre stato il tesoro depredato ai vinti.

  Le armi sono sempre stati strumenti di difesa e di offesa, e sempre riservate ai più forti e valorosi e destinati ad esercitare, collettivamente o individualmente, senza un superiore ordinamento civile, lo strapotere piegato al volere.

   I tre “simboli” (terra, oro, armi) sono le insegne della complessa organizzazione economica e sociale che ha, e non può non avere, gli elementi della violenza e della forza, senza pregiudizio dei diritti di chi le armi non può o non vuole o non e’ chiamato a portarle.

= = = 

La riflessione su “politica e cultura” sarà in avanti pagina frequente del blog. Vogliamo puntare ancora sui contenuti delle parole … politicaculturademocraziaamiciziasocietà dell’egoismo … e di molte altre, contenuti per, infine, tratteggiare le tantissime ingiustizie delle manifestazioni di potere, …appena temperate nei regimi democratici … ma persistenti ogni volta che forze opportunistiche puntano sul crollo del senso civico.

venerdì 10 luglio 2026

Parole frequenti sui media


Il National Mall è il parco
monumentale nel cuore
di Washington, D.C
.
, famoso
in tutto il mondo per
ospitare i più importanti
memoriali americani e i
musei della
Smithsonian Institutio

national Mall Il National Mall è il grande viale nel centro di Washington D.C., che si estende per circa 3 chilometri tra il Campidoglio e il Lincoln Memorial. È il centro simbolico degli Stati Uniti, incorniciato dai musei dello Smithsonian, dai memoriali di guerra e da monumenti come il Washington Monument. Qui si svolgono le principali celebrazioni nazionali (come il 4 luglio) e si sono tenute le grandi manifestazioni della storia americana, dal discorso «I Have a Dream» alle marce per i diritti civili. Spesso viene descritto come il «cortile d’America», uno spazio pubblico dove passato e presente si incrociano.

Lungo il parco si possono visitare gratuitamente monumenti iconici come il Lincoln Memorial, il Washington Monument (il celebre obelisco) e i memoriali dedicati alla Seconda Guerra Mondiale, alla Guerra di Corea e alla Guerra del Vietnam.

giovedì 9 luglio 2026

Parole frequenti sui media


Il lavoro è il pilastro della
Repubblica italiana. 
L'articolo
1
 stabilisce il principio lavorista,
ponendolo a fondamento dello
Stato
 . Esso è un diritto
inalienabile
 che la Repubblica
si impegna a rendere effettivo
(art. 4) e, al contempo, un 
dovere sociale, poiché ogni
cittadino è chiamato a concorrere
al progresso della società.




Salario Minimo

È una paga oraria fissata per legge, sotto la quale nessun lavoratore può essere retribuito. In Italia non esiste ancora: i minimi salariali sono stabiliti dai contratti collettivi. 

La proposta di introdurre una soglia di 9 euro lordi l’ora (compresi tredicesima e Tfr) è sostenuta da Partito democratico, M5S, Alleanza Verdi e Sinistra e Azione. Mentre il governo della premier Giorgia Meloni, inclusa tutta la coalizione di centrodestra, è contrario al salario minimo e punta a rafforzare la contrattazione collettiva.

In Italia non esiste per legge perché il sistema è storicamente basato sulla contrattazione collettiva, demandando a sindacati e associazioni datoriali la definizione delle retribuzioni minime tramite i CCNL (Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro).

mercoledì 8 luglio 2026

Dichiarazione finale NATO

 I capi di Stato e di governo dell'Alleanza Nord Atlantica, riuniti ad Ankara, hanno riaffermato il loro «incrollabile impegno per la difesa collettiva ai sensi dell'articolo 5 del Trattato di Washington e per il legame transatlantico». 

 

È quanto si legge nella dichiarazione conclusiva del vertice in Turchia. 

«Un attacco a uno è un attacco a tutti. La nostra unità, solidarietà e forza collettiva rimangono il fondamento della pace, della sicurezza e della prosperità per il miliardo di cittadini della nostra Alleanza di nazioni libere e democratiche. Rimaniamo fedeli al nostro approccio a 360 gradi in materia di deterrenza e difesa», si legge.

==== 

Il premier spagnolo Pedro Sánchez 
e il Presidente statunitense 
Donald Trump si trovano al
centro di un duro scontro
diplomatico
 che vede Sánchez
alla guida della fronda europea
contraria alle politiche belliche
di Washington. 
Il governo di Madrid
ha formalmente negato agli Stati
Uniti l'autorizzazione all'utilizzo
delle basi militari strategiche
di Rota e Morón in Andalusia
per le operazioni belliche
condotte contro l'Iran. Sánchez ha
rivendicato la scelta dichiarando
che la Spagna non sarà complice
di azioni contrarie ai propri
valori e al diritto internazionale.




Poco prima dell'avvio del vertice, Trump aveva nuovamente attaccato la Spagna nel corso di una conferenza stampa con il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Il presidente americano ha definito il Paese iberico «una causa persa», sostenendo che «non ha speranza» e che gli spagnoli sono «cattiva gente», chiedendo inoltre di interrompere «tutti i rapporti commerciali» con Madrid, «comprese le visite». 

In attesa della replica ufficiale di Sanchez, prevista nella conferenza stampa conclusiva del vertice, fonti del governo spagnolo hanno dichiarato di accogliere le parole del presidente americano «con tranquillità e normalità», ricordando che la politica commerciale rientra nelle competenze dell'Unione europea e che gli Stati Uniti non possono instaurare relazioni commerciali differenziate con un singolo Stato membro.

sabato 4 luglio 2026

La cultura, cosa è?

La distanza tra l'Europa e
gli Stati Uniti nell'era Trump è
diventata evidente su più
fronti, separando due modelli
di società e di governance.
Questo allontanamento si
basa su divergenze profonde,
che coinvolgono le scelte
economiche, la tutela dei
diritti e la visione del ruolo
dell'Occidente nel mondo.

L'approccio isolazionista
statunitense mira a
disimpegnarsi dal ruolo
di "poliziotto del mondo" e
mette in discussione accordi
storici. L'Europa, costretta
a fare i conti con un conflitto
alle proprie porte, si trova
a dover ripensare e rafforzare
la propria autonomia
strategica e il suo sistema
di difesa comune.






Viaggio dentro il processo culturale. 

Per qualche tempo all’interno delle pagine del blog contiamo di intrecciare storia, cronaca, politica, sentimenti umani ai problemi della cultura. Stiamo assistendo ai nostri giorni alla frattura (rottura?) di visione delle cose del mondo fra USA ed Europa e ci chiediamo se il dato e’ solo politico, magari con l’aggiunta economica, oppure fra le due sponde dell’Atlantico sta accadendo qualcosa di più profondo? Qualcosa di culturale? Parleremo pertanto di cultura, di arte e di politica in quanto espressione di ben altro.

La pagina, per la natura della tematica, è aperta a chi conviene su ciò che andremo sviluppando ed a chi dissente. 

= = = 

Cosa sta provocando la rottura fra Europa e Nord America? Esiste sicuramente una serie di ragioni storiche e persino ideologiche. Esiste una problematica che risale all’Ottocento che ha assistito all’unita’ spirituale e culturale fra le due sponde dell’Atlantico e che sembra recentemente via via spezzarsi. 

Partiremo da lontano, ma a noi più che la lontananza politica (che persisterà con certezza fino alla fine della presidenza Trump), interesserà quella culturale e spirituale che invece  è andata spezzandosi e probabilmente resterà di difficile ricomposizione, per non dire impossibile.  Proveremo a cogliere come dalla polemica trumpiana si sviluppa una visione nuova e differenziata delle cose del mondo; e a questo punto la differenziazione da politica va, andrebbe, letta in termini culturali. Ossia ci ritroviamo diversi noi europei dagli americani.

A) L’Ottocento europeo ha conosciuto una tendenza rivoluzionaria di fondo, sulla cui base si è sviluppato il pensiero filosofico, letterario e politico, oltre che la produzione artistica e l’impegno degli intellettuali in Europa. Il tutto era sopratutto avvenuto già nel periodo antecedente le tante rivoluzioni del 1848. Nella generalità dei paesi europei, nonostante le differenze di lingue e di stirpi, di livello politico, sociale ed economico, si puntava ovunque all’affermarsi di uno sviluppo spirituale, che era quello ereditato dalla Rivoluzione francese (nozione di popolo, concetto di libertà, fiducia nel progresso). Nel 1848, quando tutta Europa si infiammò, mai tanti poeti, letterati si ritrovarono tra gli insorti col fucile in spalla. L’arte, la letteratura sono state viste come specchio della nuova realtà in movimento, espressione attiva del popolo. In quel movimento politico del 1848 per la prima volta l’arte, la letteratura, la cultura in generale per la prima volta furono viste come specchio, espressione attiva del popolo.

C’è’ una frase di Jules Michele (1798–1874 è stato uno dei massimi storici e saggisti francesi del XIX secolo), che sottolinea la necessità del popolo nella cultura: “La generazione passata è stata una generazione di oratori, l’attuale sia di veri produttori, di uomini d’azione, che di lavoro sociale. E d’azione in molti sensi. La Letteratura, uscita dalle ombre della fantasia, prenderà di fatto corpo e realtà, sarà una forma dell’azione; essa non sarà più divertimento di qualche individuo, o di pigri, ma la voce del popolo al popolo”.

(segue)

martedì 30 giugno 2026

Per chi ama la Storia

La Restaurazione è il periodo
della storia europea che va dal 
1814 al 1830, caratterizzato dal
tentativo delle potenze continentali
di ripristinare l'Antico Regime
dopo la sconfitta di Napoleone


Pagine di cronologia 

1816 In tutti gli Stati italiani il ritorno sul trono degli antichi sovrani porta alla liquidazione della gran parte dell’eredità bonapartista. Ritornano in vigore gli antichi ordinamenti prerivoluzionari e, in diversi Stati, la classe dirigente napoleonica e’ sostituita almeno in parte, dai legittimisti. Grazie all’opera di alcuni ministri illuminati, come il cardinale Ercole Consalvi a Roma, Luigi de Medici a Napoli, Vittorio Frossombroni in Toscana, il generale Adam Neipperg a Parma, la reazione non assume ovunque quel volto poliziesco  che era nei voti della cultura più intransigente della Restaurazione e riesce talvolta a ritrovare una continuità con il riformismo settecentesco. Ma censura, repressione di antichi privilegi diffondono un profondo malcontento negli ambienti liberali, nostalgici dell’età napoleonica, costituzionalisti, rivoluzionari “giacobini” e “comunisti” buonarottiani si organizzano in società segrete. Una grave crisi economica, provocata dalla carestia che investe tutta l’Europa, fa sentire le sue conseguenze in diverse parti d’Italia, suscitando manifestazioni  di malcontento popolare prontamente represse dalle autorità.


«Restaurazione» 

Restaurazione è un concetto che indica il ritorno a condizioni politiche antecedenti a un rivolgimento sociale o a una rivoluzione.

Come categoria storiografica fu coniata nell'Ottocento dagli storici francesi con l'intento di designare il periodo segnato dal ritorno in Francia dei sovrani borbonici (1814-1830). Successivamente il suo significato si è esteso sino a definire un ciclo della storia europea segnato dal ritorno dei sovrani spodestati da Napoleone e dalla volontà di ripristinare l'assolutismo, impedire la ricomparsa delle rivoluzioni, stabilizzare l'Europa intorno alle grandi monarchie. Tuttavia il  concreto svolgimento degli avvenimenti dimostrò l'impossibilità di restaurare compiutamente l'antico ordine. Infatti, se sul piano della giustificazione teorica l'azione dei re fu accompagnata da ideali controrivoluzionari, nella realtà  dei comportamenti molti di loro scelsero una linea di compromesso, accettando alcune riforme realizzate da Napoleone e servendosi di personale militare e amministrativo formatosi in età napoleonica. In alcuni casi, come in Francia, il compromesso finì con l'accogliere, seppure con forti limitazioni, il principio della Costituzione e della rappresentanza della nazione tramite il parlamento.