Ricordando il prof. Anton Blok
| La società civile e le associazioni locali continuano ai nostri giorni a promuovere iniziative di contrasto culturale. Movimenti come Addiopizzo operano attivamente per sostenere le vittime del racket e favorire una cultura della legalità. |
La mafia siciliana (Cosa Nostra) nasce nell'Ottocento come sistema di privatizzazione della violenza. Si sviluppa nei latifondi della Sicilia occidentale – tra Palermo, Agrigento e Trapani – dove i proprietari (generalmente assenti o comunque incapaci di proteggere i propri interessi) delegavano la gestione dei terreni e l'ordine pubblico a mediatori violenti, i gabellotti
Questi mediatori imposero il loro controllo sul territorio attraverso l'estorsione (il pizzo) e l'intimidazione. Divennero noti come "uomini d'onore" e crearono una rete di potere basata su regole non scritte come l'omertà (il silenzio) e la protezione reciproca.
Dopo l'Unità d'Italia nel 1860, lo Stato ebbe enormi difficoltà ad affermare la propria autorità in Sicilia. La mafia, da semplice rete di criminalità locale, si trasformò in un sistema di intermediazione parassitaria tra la società contadina e lo Stato. Sfruttando la capacità di controllare vaste fasce di popolazione, i mafiosi offrirono pacchetti di voti ai politici in cambio di immunità e favori. Divennero frequentemente e diffusamente gli unici a garantire "ordine" nelle campagne, punendo i furti e risolvendo dispute, in cambio di obbedienza e sottomissione.
La transizione della mafia dalle aree rurali alle grandi città è avvenuta principalmente a partire dagli anni '50 e '60 del Novecento. In questo periodo, Cosa Nostra ha abbandonato la sua storica vocazione di "polizia privata" dei latifondi per riciclarsi come potente impresa criminale ed economica radicata nei grandi centri urbani.
Il passaggio alla città coincise con il "sacco di Palermo" e il boom economico degli anni '50 e '60. La mafia si spostò nei centri urbani per infiltrarsi in nuovi settori altamente redditizi:
Edilizia e appalti: Attraverso la speculazione e il controllo delle licenze, la mafia ha riciclato denaro sporco.
Traffico di stupefacenti: I proventi del contrabbando e del narcotraffico internazionale hanno trasformato le cosche in vere e proprie holding finanziarie.
Controllo politico: Istituendo solidi legami con la pubblica amministrazione e il ceto politico, la mafia è diventata un'entità in grado di orientare appalti e flussi di cassa.
Nelle città, la suddivisione del potere si è riorganizzata su base territoriale attraverso le "famiglie" coordinate da una Commissione. Successivamente, questa espansione ha varcato i confini regionali, portando le mafie (come 'Ndrangheta, Cosa Nostra e camorra) a radicarsi nel Nord Italia e sui mercati finanziari internazionali.
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Ricorrendo alle pubblicazioni di Anton Blok, Francesco Renda, Fiandaca/Costantino, Giuseppe Carlo Marino ed altri, contiamo -per qualche tempo- di tracciare in particolare la vicenda latifondistica (e non solo essa) nell’area più prossima a Contessa Entellina.
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