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giovedì 23 luglio 2026

Flash di Storia

Ci proponiamo di riportare periodicamente dei resoconti storici su personaggi, movimenti politici ed istituzioni, accompagnati, ove a noi disponibili, da tabelle, indici e immagini d’epoca. Filo conduttore sarà  la Storia politica e civile dell’Italia post-napoleonica con frequenti raffronti socio-politici-istituzionali più vicini a noi, cittadini del terzo millennio.

 L'italia dopo il 1815

Sebbene in epoche precedenti non fossero mancati precursori e progetti per un Italia unita, convenzionalmente l'anno 1815 è stato assunto dagli storici come data d'origine del processo risorgimentale che porterà nel 1861 alla proclamazione del Regno d'Italia sotto la dinastia dei Savoia. 


Il 1815 è una data spartiacque per tutta l'Europa: il congresso di Vienna sancisce infatti la dissoluzione dell'impero napoleonico e la restaurazione dei sovrani  assoluti. Per tutto il periodo le vicende interne dei vari Stati della penisola, tutti sotto l'influenza o il diretto dominio degli austriaci a eccezione del solo Piemonte, sono largamente determinate dal contesto internazionale. İ più significativi moti insurrezionali sono infatti strettamente correlati a rivoluzioni scoppiate in altre nazioni, in particolare in Francia, ed è grazie ad alleanze europee favorevoli che il Regno di Sardegna può alla fine degli anni Cinquanta procedere, dopo una serie di conflitti, all'annessione degli altri Stati italiani. 


Essenziale è comunque la mobilitazione popolare sotto la guida dei democratici per la cacciata dei Borboni dal Regno delle Due Sicilie.


Dal punto di vista economico i vari Stati,  e loro insieme, sono in condizioni di relativa arretratezza rispetto ai principali paesi europei.

                                                                            


Nel 2026 l'Italia sarà l'economia
con la crescita più bassa tra i
Paesi del G20. E’ quanto emerge
dalle ultime previsioni dell’OCSE




  …….  L'italia dei nostri giorni


Ancora oggi l'Italia non primeggia economicamente in Europa. Pur rimanendo tra le prime 10 economie mondiali e la terza nell'Eurozona, la sua economia presenta forti criticità strutturali, registrando ritmi di crescita e livelli di debito tra i peggiori del continente. 


Le stime della Commissione Europea collocano l'Italia nelle ultime posizioni per crescita economica. Con un aumento del PIL previsto attorno allo 0,5% - 0,6%, il Paese viaggia a rilento rispetto alla media europea, frenato dal calo della produzione industriale.


Il rapporto debito/PIL italiano è purtroppo ai vertici in Europa, superando il 137% e attestandosi come uno dei più alti dell'Eurozona.


Sul fronte del lavoro, l'Italia ha raggiunto livelli storici di occupazione, ma questo dato si scontra con salari stagnanti e un costo della vita che incide pesantemente sul potere d'acquisto.


I cittadini italiani mantengono una buona solidità per quanto riguarda il risparmio e il patrimonio privato (soprattutto immobiliare), ma la ricchezza netta pro capite rimane inferiore alla media dei paesi OCSE.

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