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lunedì 13 luglio 2026

La Letteratura (30)

Il capolavoro di Sant'Agostino
sono 
le Confessioni (scritte
intorno al 398 d.C.). In quest'opera
 autobiografica in 13 libri, il filosofo
 e Dottore della Chiesa si rivolge
 direttamente a Dio per
ripercorrere la propria vita,
raccontando il suo travaglio
interiore, gli errori di gioventù
e la conversione.



Dalla cultura medievale a … 

Nonostante le differenze nell’utilizzazione degli autori e dei metodi, non furono troppo diverse le "autorità" filosofiche, sempre più ampliate nel corso del Duecento, e costituite, in massima parte, sia da taluni testi del secolo precedente (basti pensare alla fortuna degli scritti usciti dalla scuola di Gilberto de la Porrée, alla costante incidenza di idee derivate dagli scolastici di Chartres, alla lunga presenza di temi tratti dalle opere dei maestri di San Vittore), sia dal corpus aristotelico, ormai divenuto il presupposto essenziale del sapere e del linguaggio scolastici, sia dagli interpreti islamici, sia dalla letteratura araba ed ebraica, sia, ancora, dai trattati e dalle summulae che raccoglievano gli insegnamenti della logica nova. 

Recependo, pure con atteggiamenti assai vari nelle diverse scuole e nei singoli maestri, la cultura ormai preminente nelle università, gli ordini mendicanti si posero sullo stesso piano teorico sul quale operavano, sin dai primi decenni del secolo, molti maestri secolari e, in particolare, quelli delle "arti”.

Non solo: non esitarono ad affrontare anche le dottrine scientifiche proposte da medici, astronomi e matematici, spingendosi, talvolta, anche nel pericoloso dominio delle arti segrete, delle dottrine astrologiche, della pratica alchimistica o di quell'oscura terra di confine sempre disputata tra le tecniche della magia "benefica" e quelle delle arti meccaniche".

Più oltre si avrà occasione di ricordare il singolare interesse per queste discipline manifestato da maestri francescani o domenicani; un interesse che, in taluni casi, era connesso alla loro attività di architetti e costruttori, ma che. in altri casi, nasceva piuttosto dall'accettazione di grandi disegni di radicale rinnovamento della Chiesa e dal proposito di attuare in terra il regnum Dei per homines. Però l'insistenza su questi aspetti della loro cultura profana non può far dimenticare che gli studia degli ordini coltivarono e, in molti celebri casi, rinnovarono anche la tradizione mistica del cristianesimo occidentale, richiamandosi alle esperienze spirituali dei cistercensi e dei vittorini, per risalire all'originaria ispirazione neoplatonica della "teologia mistica" dionisiana, così influente non solo tra i francescani, ma anche tra i domenicani (e basti ricordare soltanto il nome di Meister Eckhart!), gli agostiniani e gli autori di altri ordini. A ciò si aggiunga che una forte tensione escatologica li indusse spesso a riassumere quell'immagine della storia ecclesiale e del destino umano già affidata alle profezie gioachimite o pseudogioachimite, quando non favorì, addirittura, le influenze, manifeste o celate, di ispirazioni mistiche non cristiane, delle quali si trovano tracce precise in opere e personalità "emblematiche". Sicché l'universo culturale nel quale i maestri degli ordini svolsero la loro attività di teologi, insegnanti, predicatori, missionari o riformatori appare estremamente ricco e complesso, all'incrocio tra tutte le tendenze e aspirazioni culturali proprie di un'epoca segnata da grandi conflitti religiosi e politici e da dibattiti speculativi non meno intensi.

Naturalmente le propensioni per i diversi aspetti e soluzioni teoriche della comune cultura filosofica duecentesca variarono nel tempo, secondo i momenti particolari della storia interna degli ordini e il loro rapporto con le altre forme della ecclesiastica e istituzionale. Ma, per indicare subito un dato molto concreto, andrà sottolineato che i domenicani si erano assunti sin dall'origine il compito di ricondurre all'ordine cattolico quei ceti sociali e quegli ambienti intellettuali sui quali era stata più forte l'attrazione dei grandi movimenti ereticali o l'influenza delle filosofie "pagane".

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