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venerdì 30 giugno 2023

Patrimoni ed assetti.

L'Impero berlusconiano


L’attuale struttura, lascito di Berlusconi, si articola su quattro finanziarie che detengono la quota di controllo (al 61%). Il patrimonio in gioco dovrebbe essere intorno ai 4 miliardi. L'interrogativo riguarda il futuro della holding Fininvest, l'azienda a cui fanno riferimento gran parte delle attività della famiglia, tra cui Mediaset, Mondadori e il Monza. Berlusconi padre deteneva il 61%, mentre la quota restante è suddivisa in parti uguali tra i figli. 

Stando alle notizie di stampa gli eredi procederanno alla riorganizzazione e in parte anche allo smantellamento, con nuovi statuti, per essere più aderente alle esigenze di governance di un gruppo che non ha più una sola persona fisica che deteneva la maggioranza assoluta.

La cassaforte di famiglia che governa le partecipate sarà controllata — salvo clamorose sorprese contenute nelle ultime volontà del fondatore — dai 5 fratelli, forse riuniti in un patto di sindacato, con un’eventuale quota «tecnica» a far da cerniera tra Pier Silvio-Marina e i più giovani Barbara, Luigi ed Eleonora.

L’EREDITa'


Un Personaggio

Alessandro Barbero:  è professore di Storia medievale presso l'Università del Piemonte orientale. E' autore di studi e saggi importanti sui temi della tarda antichità , del Medioevo e di Storia militare.

Nascita: 30 aprile 1959 (età 64 anni), Torino


la vicenda umana


L'esigenza di capire chi siamo e da dove veniamo

è particolarmente sentita in questo inizio di millennio.

Mentre i confini nazionali dei paesi europei si dissolvono

sotto l'impulso della globalizzazione  e una spinta migratoria

senza precedenti provoca  nuovi assetti di popoli e culture, 

conoscere e comprendere  la Storia diventa sempre più importante.

E' infatti  in un passato condiviso che si può trovare  la risposta

al nostro bisogno di identità  e si possono scoprire  i fondamenti

del futuro che ci aspetta.


Dalla preistoria all'età contemporanea, 

la vicenda umana che si è sviluppata nell'arco dei millenni

nel bacino del Mediterraneo e nel suo entroterra continentale

è stata cruciale  per lo sviluppo del mondo occidentale

e decisiva per il destino dell'umanità.

giovedì 29 giugno 2023

Nostri giorni. Le diseguaglianze e la società

Una questione, quella delle diseguaglianze,

che grava sull'umanità, dall'alba del mondo. 

A dar retta all'ISTAT quasi una persona su dieci, per la precisione il 9,4 per cento della popolazione residente in Italia, vive in una condizione di «povertà assoluta». 

Il dato, se lo si confronta con quello di 15 anni fa, ci fa sapere che lo squilibrio sociale si è aggravato; allora tale condizione toccava solo il 3 per cento di noi, i «poveri» in Italia erano meno di 2 milioni (esattamente 1,8),  adesso superano i cinque milioni e mezzo

Le stime dell’Istat ricalcolate secondo i nuovi parametri europei, che verranno diffuse in autunno, non lasciano presagire miglioramenti. Anzi. I dati ulteriori provenienti dalla Caritas ci dicono che la povertà tocca ai nostri giorni pure i laureati: una novità che ha probabilmente dell'incredibile

La crescita del Pil nel 2022 si è fermata al +3,7% a fronte del +7% registrato nel 2021. L’inflazione al consumo ha raggiunto livelli mai raggiunti dal 1985. E, incredibilmente, fa sapere l'Istat, sono i poveri a pagare il prezzo più alto: i rincari hanno inciso sulla vita dei ricchi nella misura del +9,9 per cento, mentre sulla vita dei poveri il balzo è stato +17,9 per cento. Si rafforzano, quindi, le disuguaglianze tra le famiglie più benestanti e quelle meno abbienti.

I quasi tremila centri di ascolto e servizi informatizzati Caritas, nel 2022, fanno sapere di avere aiutato in totale 255.957 persone, con un aumento del 12,5 per cento rispetto all’anno prima. Ovviamente, ci sono stati i profughi dell’Ucraina. Ma anche escludendo costoro l’aumento è stato del 4,4 per cento in un anno. Si apprende, inoltre, che quasi il 30 per cento delle persone è accompagnato dalla Caritas da più di 5 anni. A chiedere aiuto sono donne (52,1%) e uomini (47,9%), con una età media di 46 anni. In crescita del 16 per cento i senza dimora.

Appare interessante la relazione che si coglie tra povertà e bassa istruzione: il 44 per cento degli assistiti ha fatto la terza media, il 16 per cento la quinta elementare, e un 6 per cento che non è arrivato neanche lì. 

La rete Caritas ha erogato oltre 3,4 milioni di interventi, una media di 13,5 interventi per ciascun assistito (considerate anche le prestazioni di ascolto). 

°° Il 71,8% ha riguardato l’erogazione di beni e servizi materiali (distribuzione di viveri, accesso alle mense/empori, docce, ecc.); 

°° Il 9,4% gli interventi di accoglienza, a lungo o breve termine (in forte crescita rispetto al 2021);

°°  il 7,4% le attività di ascolto, semplice o con discernimento; 

°° il 4,6% il sostegno socio-assistenziale; 

°° il 2,5% l’erogazione di sussidi economici, utilizzati soprattutto per il pagamento di bollette e tasse; 

°° l’1,4% interventi sanitari.

Un Personaggio

Oggi i personaggi/autori sono due

Gian Luca Potestà: insegna Storia del Cristianesimo nell'Università Cattolica di Milano. Tra i suoi libri: "Il tempo dell'Apocalisse. Vita di Gioacchino da Fiore" e "L'anticristo. Vol. I: Il nemico dei tempi finali".

nascita: 15 novembre 1952 (età 70 anni)

Giovanni Vian: insegna Storia delle chiese cristiane nell'Università Ca' Foscari di Venezia. Tra i suoi libri: "La riforma della Chiesa per la restaurazione cristiana della società" e " La condanna del modernismo".

nascita: Roma, 10 marzo 1952



Il Cristianesimo

Dalle origini a oggi, l'annuncio di Gesù

ha suscitato scelte di vita e ha influito su linguaggi

e culture, leggi e consuetudini.

Nel corso del tempo le Chiese cristiane sono cambiate

anche attraverso drammatici conflitti e rotture, si sono

misurate in controversie e dialoghi con ebrei, pagani e

mussulmani, sono entrate nei campi

dell'etica, della politica, del diritto.


mercoledì 28 giugno 2023

Sui Media

Che giorni, i nostri giorni!

Non appena accendiamo la tv, o se leggiamo i giornali, subito spunta il  caso Santanchè.

La ministra del Turismo, stando alle accuse di Report,  nelle sue aziende Visibilia e Ki Group è sotto più inchieste per problemi di bilanci, tra fornitori non pagati, dipendenti licenziati e lasciati senza Tfr, prestiti ottenuti da Invitalia ai tempi del Covid e ad oggi non ancora restituiti. 

Santanché sostiene che si difenderà in Parlamento, dove l'opposizione Pd con interrogazioni ed interpellanze chiede chiarimenti. Ad oggi però non è ancora fissata la giornata dei chiarimenti!


Diritto alla salute. Si mobilitano i comitati civici del corleonese

Nel Corleonese alle carenze ospedaliere denunciate dal manifesto  qui riportato, si aggiunge l'intransitabilità divenuta cronica della viabilità di pertinenza della Provincia. 

Volendo essere più precisi, nemmeno la viabilità di pertinenza di alcuni comuni (necessaria per raggiungere le campagne agricole per ragioni di lavoro) è -da gran tempo- di facilissima transitabilità.

Manifestare disappunto sia per le carenze nel settore sanitario-ospedaliero che in quello della difficile transitabilità delle strade è doveroso da parte dei cittadini, tutti, che insistono sui territori. 

Noi residenti a Contessa Entellina conosciamo, fra l'altro, la pessima condizione di transitabilità della provinciale per Campofiorito, unica arteria per raggiungere l'Ospedale di Corleone.

Apprezzabile è l'adesione alla manifestazione indetta da "comitati civici" di Corleone dell'Arcivescovo di Monreale.

Ricostruzione storica. Lo sciovinismo della Russia di Putin, un pericolo o una farsa per la pace mondiale?

  Ad oggi la stampa occidentale pare non abbia bene identificato il personaggio Putin: questi è al potere ininterrottamente, come primo ministro o presidente, dal 1999. In Russia, con Putin, vige un sistema politico e di governo dai connotati inequivocabilmente dittatoriali e di classe: ossia a beneficio della ristretta classe degli oligarchi.

  La vicenda ucraina e non solo ..


  Nel 2016, nel corso di un intervento militare in Siria a sostegno del dittatore Bashar al-Asad, l'esercito russo si diede a spettacolari bombardamenti non tanto per soffocare la rivolta popolare contro l'amico ed alleato dittatore, quanto per mostrare al mondo quanto l'esercito russo era capace di fare. 

  Sempre nella vicenda siriana, Putin per domare quella rivolta fece arrivare nel Mediterraneo dal mar Baltico attraversando lo stretto di Gibilterra una flotta posizionatasi lungo le coste siriane, al largo di Damasco, ed inoltre, con bombardieri e con altri missili lanciati dalla flotta del mar Caspio volle dimostrare al mondo che la sua "Armata", tecnologicamente, sapeva competere con la Nato.

  L'intervento in Siria volle effettivamente essere, nelle intenzioni,  una dimostrazione di capacità tenologica dell'Armata Russa.

  Dopo quell'esperienza, con cui Putin (e con lui la ristretta oligarchia che controlla il Paese)  volle saggiare il grado di reattività dell'Occidente, peraltro rallentata da una certa accondiscendenza del turco Erdogan, la Russia volle mostrare assertività pure in Europa.

 Nel febbraio 2014 un moto di piazza costrinse alle dimissioni il presidente ucraino (filorusso) Viktor Janukovyc, che rifiutava di adempiere al voto parlamentare di adesione all'U.E. secondo -appunto- i desiderata russi.

  A Janukovyc subentrò Oleksandr  Turcynov, filooccidentale e favorevole all'intesa con l'U.E.

  Il nuovo quadro politico non tardò a suscitare rivendicazioni secezionistiche nelle regioni ucraine di confine con la Russia, dove insistono minoranze di lingua russa. In Crimea, in particolare, gruppi militari (senza identificazioni nazionali, ma sicuramente di provenienza russa) autoproclamarono l'indipendenza da Kiev (11 marzo, del 2014) e nel giro di pochi giorni, dopo un plebiscito  al di fuori della legalità (17 marzo), chiesero l'adesione alla Federazione russa. Putin, immediatamente il 21 marzo ratificò l'adesione. Contestualmente a quanto accaduto in Crimea, egualmente avvenne -sempre col sostegno di forze militari provenienti dalla Russia- nel Donetsk e nel Luhansk.

  Quanto accaduto in Ucraina costituì -da subito- un precedente pericoloso  ed inedito (annessione di parte di territorio di uno stato  da parte di una potenza confinante). L'Unione Europea, insieme agli Stati Uniti, decretò da subito delle sanzioni economiche e politiche nei confronti dello stato annessionista.  Da quelle vicende annessionistiche e scioviniste della Russia, in tutti i paesi del Nord Europa, è scattata la percezione generalizzata di minaccia e da più parti è stata evocata l'applicazione della deterrenza dell'articolo 5 del Trattato dell'Atlantico del Nord (l'aggressione  contro uno stato membro sarà considerata aggressione contro tutti i paesi Nato).

  ===

  Avremo modo e tempo di riflettere su quanto accaduto nei giorni recenti in Russia con Putin che pare strumento dell'oligarchia di quel Paese.

Un Personaggio

Edouard Louis: nato Eddy Bellegueule è uno scrittore francese. Proviene da una famiglia della classe operaia: suo padre è disoccupato e la madre non ha mai lavorato. La povertà, il razzismo, l'alcolismo con cui si è confrontato nella sua infanzia e la sua classe sociale sono il punto di partenza della sua opera letteraria.È il primo della famiglia a concludere gli studi e viene ammesso alla Scuola Normale Superiore di Parigi e all'École des hautes études en sciences sociales. Nel 2013 ottiene di poter cambiare nome e diventa Édouard Louis.Nel suo impegno letteraio analizzata il pensiero filosofico sulle politiche dell'emancipazione. Nel gennaio 2014, all'età di 21 anni, pubblica Il caso Eddy Bellegueule, un romanzo autobiografico. A lungo recensito dai giornali, che ne hanno sottolineato le qualità, il libro ha anche alimentato molte polemiche, in particolare per l'acre ritratto che l'autore fa della sua famiglia e del contesto sociale nel quale è cresciuto.

Nascita: 30 ottobre 1992 (età 30 anni), Hallencourt. 


nella vita bisogna essere diretti

C’e un breve manifesto all’inizio di Lotte e metamorfosi di una donna, in cui affermo che per scrivere delle classi dominanti e

 delle persone escluse bisognerebbe opporsi ad una serie di norme che sembrano fondamentali in letteratura. 

Per esempio il dogma, che ho sentito ripetere così tante volte, che per scrivere bene non si debba essere espliciti. 

E se io decido di fare letteratura con l'esplicito? 


Scrivendo di mio padre, all’inizio sentivo inappropriato nominare 

i presidenti  e i politici che avevano influito con le loro decisioni  

sulla sua vita: Sarkozy, Macron, Chirac. 

Non sembravano riferimenti  abbastanza nobili. 

Ma poi mi sono detto: le loro decisioni sono dentro la carne

di mio padre, quei personaggi hanno con lui la stessa intimità di certe relazioni  personali, perché gli hanno 

reso impossibile  sistemarsi i denti quando hanno

tagliato il welfare, e gli hanno impedito di curarsi lo stomaco  togliendo i rimborsi  dei farmaci. 

Quindi, se voglio raccontare  davvero la storia 

di mio padre, devo dire i loro nomi. 

Se si può fare filosofia con un martello,

 si può fare  anche letteratura con un martello.

martedì 27 giugno 2023

La Russia di Putin. Dal totalitalismo comunista al totalitarismo oligarchico

Cosa si intende per OLIGARCHIA?

La parola oligarchia deriva dal greco antico olígoi (ὀλίγοι) = pochi 

e arché (ἀρχή) = comando/governo. 

Conseguentemente "governo di pochi"

In altri termini, l'oligarchia è il governo concentrato nelle mani di poche persone. Di pochi super-ricconi.

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 Quanto avvenuto negli ultimi giorni in Russia smitizza la simpatia che gli ambienti di certa Destra italiana ha avuto da alcuni anni in quà nei confronti di Putin, l'amico di sempre di Berlusconi, il quasi amico di sempre di Salvini e non solamente di questi due capi partito italiani.

  Fosse stato per certa Destra italiana Kiev avrebbe dovuto da subito piegarsi alla volontà del capo degli autarchi russi. 

  La marcia della Wagner, pur anche se bloccata o comunque fermatasi, dimostra quanto Putin non possieda più il pieno controllo del suo Paese. Ed ancora, gli insuccessi militari russi nei confronti degli ucraini inevitabilmente stanno dimostrando, se non alimentando, una lotta di potere in essere all'interno dell’oligarchia russa. 

  Quell'oligarchia non intende -di certo- cadere al seguito di un Putin dall'immagine indebolita ed in qualche modo chiaramente vacillante. C'è -purtroppo- pure il rischio che al Cremlino possa arrivare un uomo, un nuovo oligarca, persino peggiore di Putin.  Sono, quelle riportate, tutte impressioni che si colgono leggendo i giornali.

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Come hanno fatto a crescere gli Oligarchi russi?

Gli oligarchi russi, adesso sono tutti super uomini d’affari arricchitisi nel periodo  del disfacimento dell’Unione Sovietica e in quello della corsa selvaggia e scriteriata alle privatizzazioni, durante il periodo dell’allora presidente russo Boris Eltsin. Da allora continuano ad accumulare immense ricchezze.

Tutti questi oligarchi, a causa dell’invasione da parte delle truppe russe di Vladimir Putin in Ucraina, rischiano pesanti sanzioni dalla comunità internazionale, in particolare da Stati Uniti, Unione Europea e Gran Bretagna.

Un Personaggio

Stefano Simontachi: Commercialista. Laureato in Economia e commercio presso
l’
università “Bocconi” di Milano, ha conseguito un master in International Taxation all’Università di Leiden, in Olanda, ed è tra i massimi esperti di fiscalità nazionale e internazionale. 

Nascita: 1970


Quale l'etica ed i valori del prossimo avvenire?


Oggi è l’intelligenza artificiale a porci

nuovi interrogativi, nuove sfide, limiti 

che non ci eravamo posti preventivamente. 


Si parla infatti di algoretica. 

Se prima di domandarci a quale etica devono 

rispondere le macchine tornassimo ad interrogarci 

sulla nostra etica? Sui nostri valori? 

Su quello che rende le nostre vite ricche e degne 

di essere vissute e ci tiene assieme come persone e società?


L’intelligenza artificiale è l’occasione per 

pensare al futuro come promessa e

 non come minaccia. Ma serve aprire un’epoca di 

visioni grandi e passioni coraggiose!

lunedì 26 giugno 2023

Orientamenti elettorali. In Molise vince il centro-destra

 Elezioni regionali 2023 in Molise. 

Gli sfidanti alla presidenza erano: il sindaco di Termoli Francesco Roberti per il centrodestra; il sindaco di Campobasso Roberto Gravina per il centrosinistra e per il Movimento 5 Stelle; Emilio Izzo per il movimento Io non voto i soliti noti.

L'incredibile è che il Centro-Sinistra si è presentato per la guida della Regione non con un uomo della Sinistra, ma con un uomo del movimento "populista".

I risultati, a scrutinio avanzato, ricalcano il seguente prospetto.

REGIONALI MOLISE 2023


Ambienti e valori. Contesti alpinistici e storici simboli

Eredità e interpretazioni

 Scrive Maurizio Cremonese, giornalidsta, che "Le tradizioni sono parte della nostra storia, della memoria individuale e soprattutto collettiva. Senza le tradizioni siamo nudi, condannati a un eterno presente, che ovviamente ha un passato, ma noi non abbiamo più gli strumenti per conoscere e tramandare".

Le  ‘croci di vetta’ sono
generalmente posizionate
sulle cime dei monti che
raggiungono almeno i 2mila metri.





 L'occasione gli è offerta dalle crescenti polemiche che tornano a scuotere il mondo alpinistico da parte di ambientalisti che stanno alimentando sui media un dibattito sulla cancel culture che si sviluppa nella politica italiana e in più paesi dell’Occidente. 

 Le tradizioni hanno i loro simboli e verosimilmente i significati mutano nel tempo. La polemica, sui media, sta investendo le croci sulle vette alpine.  Gruppi estremi vorrebbero abbatterle.

 Sostituirle, per esempio con statue del Budda, oppure con semplici «ometti» di sassi? 

 Il dibattito non è nuovo, nell'ambito del Club Alpino Italiano se n'è discusso din dalla fine dell’Ottocento, quando ancora lo Stato  laico si scontrava con la Chiesa, quella precedente i Patti Lateranensi. Il Fascismo si adoperò per amalgamare la simbologia religiosa con quella del patriottismo per attrarre il consenso dei credenti.

 Oggi sono tornate le polemiche spinte dagli ambientalisti più radicali dalla cancel culture che in in tutto l’Occidente da tempo si diffonde.


 Togliere le croci dalle cime appare ai più come un atto di violenza provocatoria e irrazionale, in aperto con trasto alla millenaria Storia del Cristianesimo.

 Per il responsabile del Club Alpino Italiano il problema non esiste assolutamente eds anzi  «occorre contrastare quegli estremisti che annullano la differenza tra ambiente naturale e paesaggio culturale». Le croci sulle vette fanno parte di noi, credenti o meno, cristiani o fedeli di qualsiasi altra religione, abbatterle significherebbe cancellarci in quanto esseri umani e indirizzati verso valori.

Emanuela Orlandi. Pure i piccoli Stati hanno i loro grandi misteri

 Le parole del Papa su Emanuela Orlandi

che riprendiamo dai giornali


«
Nella ricorrenza dei 40 anni dalla scomparsa di Emanuela Orlandi, desidero esprimere ancora una volta la mia vicinanza ai familiari, soprattutto alla mamma. Assicuro la mia preghiera ed estendo il mio ricordo a tutte le famiglie che portano il dolore di una persona cara scomparsa».

Papa Francesco ha citato con le poche parole ora riportate, per la prima volta, davanti ai 20 mila fedeli riuniti in piazza San Pietro, Emanuela Orlandi, cittadina del piccolo stato vaticano, scomparsa il 22 giugno 1983, senza che mai le indagini siano approdate ad un esito. 
Il Pontefice ha dunque accolto l’invito a ricordare Emanuela dell’avvocato della famiglia Orlandi Laura Sgrò che, con una mail pubblicata dal Corriere della Sera, aveva anticipato la presenza in Vaticano di amici con striscioni.

Un Personaggio

Ernesto Galli Della Loggiaè uno storico, editorialista del Corriere della Sera. Professore emerito di Storia contemporanea.

Nascita: 18 luglio 1942 (età 80 anni), Roma


L'attualità, la cultura

Introdurre a scuola l’attualità alla fine significa

una sola cosa: più o meno ripetere nelle aule scolastiche 

quello che scrivono i giornali, 

scimmiottare i dibattiti dei talk televisivi. 


E infatti, parliamoci chiaro: a cosa altro o a poco più si ridurranno 

le decine di migliaia di temi che l’altro ieri hanno scelto 

la traccia «d’attualità»?

Certo: Dante, la rivoluzione francese, le nozioni di base 

della matematica e della fisica, Marx, in quanto tali 

non hanno molto a che fare con l’attualità. 

O sono «inattuali» o sono tutta un’altra cosa.


Ma la scuola si fonda sull’idea che nel complesso la loro 

conoscenza serva più di ogni altra cosa anche a questo: 

a capire l’attualità, a orientarsi in essa a farsene 

un’opinione propria. 


Si chiama cultura, casomai lo avessimo dimenticato.

Gli Albanesi

Per una ricostruzione storica (2)

Alcuni giudizi

La storia albanese, contrariamente a 
quella greca o serba non ha nulla di
imperiale. L'Albania, come la Macedonia.
dal 1990, è uno degli stati balcanici che
non hanno avuto un predecessore nel
MedioEvo. La legittimità storica non
può quindi trovarsi in ambito statuale.
Per questa ragione, gli storici albanesi
si sforzano di valorizzare una storia
fatta di resistenza e di rivolte contro
gli invasori -vale a dire contro i vicini
che hanno una storia statale e imperiale-
di costruire un passato di Stato, in
particolare attorno agli illirici, da una
parte, e a Giorgio Castriota,
detto Skënderbe, o Skanderbeg,
dall’altra.
(rivista: Limes)

==1) Giuseppe Gasparo Mezzofanti, (nt. a Bologna19 settembre 1774 e deceduto a Roma15 marzo 1849), è stato un cardinale della Chiesa Romanalinguista e filologo. È noto per le sue doti di iperpoliglotta.

A proposito della lingua albanese ha lasciato scrito:

L'albanese spoglio di certi vocaboli greci, turchi e illirici, che si intromisero in esso con i commerci di quelle genti, è per sé un linguaggio isolato nella grande famiglia delle lingue comuni, né ha punto appiglio di analogia, di consonanze, o di costruzione con le propingui favelle d'Europa e d'Asia".

==2) Felice Cammarata, (Laurea in Beni Culturali presso l'Università di Palermo e specialistica presso l'Università di Roma "La Sapienza" in Archivistica e Biblioteconomia) valutando le vicissitudini storiche dei decenni di fine novecento dell'area albanese li considera come appartenenti ad altro pianeta, dal momento che l'esperienza democratica in Europa ha  "pronunciato una definitiva sentenza contro l'eccessivo zelo nazionalistico, la soggezione e l'autocrazia, trasformando in realtà le speranze d'autonomia dei popoli".

= = = 

 Avremo modo di cogliere che l'area albanese ha, nel corso della storia, influito sull'intera vicenda dei Balcani.

domenica 25 giugno 2023

Nostri giorni. Le diseguaglianze e la società (3)

Una questione, quella delle diseguaglianze,

che grava sull'umanità, dall'alba del mondo. 


Pietro Ichino (Milano22 marzo 1949) è un giuristapolitico e sindacalista italiano. Già deputato dal 1979 al 1983 e senatore dal 2008 al 2013, è attualmente senatore eletto nella circoscrizione Lombardia e docente ordinario di Diritto del lavoro nell'Università degli Studi di Milano. Da sempre è studioso attento al problema della "Diseguaglianza". Il testo che segue è reso pubblico sul suo sito.

= = = 

 TRA IL 1988 E IL 2008 

--I 2/3 PIÙ POVERI DELLA POPOLAZIONE MONDIALE HANNO VISTO AUMENTARE I REDDITI FRA IL 40 E L’80%; 

--IL DIECI PER CENTO PIÙ RICCO LI HA VISTI AUMENTARE FRA IL 30 E IL 60%; 

--INVECE IL VENTI PER CENTO INTERMEDIO (DOVE SI COLLOCA LA CLASSE MEDIA OCCIDENTALE) HA VISTO UN AUMENTO NON SUPERIORE AL 10%

Il “Grafico dell’elefante” proposto dall’economista Branko Milanovic in un rapporto per la World Bank, poi ripreso in un articolo del New York Times, che aiuta a capire chi sono i vincenti e chi i perdenti della globalizzazione (una immagine più nitida del grafico si trova nella settima slide della relazione di Giorgio Tonini al convegno di LibertàEguale svoltosi a Roma il 10 febbraio 2017) – Seguono una mia nota esplicativa del contenuto di questo grafico ... .
.

 

Elefante di Milanovic

NOTA ESPLICATIVA

Nel grafico a forma di elefante, proposto dall’economista Branko Milanovic in una relazione del 2012, sull’asse orizzontale è indicata, dal primo al centesimo percentile (raggruppati cinque a cinque), la popolazione mondiale in ordine crescente di reddito; sull’asse verticale è invece indicato l’aumento del reddito registratosi, per ciascun gruppo di cinque percentili, dal 1988 al 2008.

Il diagramma mostra come si possa dividere la popolazione mondiale in quattro fasce, di cui due hanno tratto scarso o nullo beneficio dal ventennio della globalizzazione galoppante, mentre due ne hanno tratto grande beneficio. 1. La prima fascia è quella dei primi cinque percentili, dove si collocano i poverissimi, i quali non hanno visto alcuna crescita del proprio reddito. 2. La seconda fascia è quella in cui si collocano tredici gruppi di cinque percentili ciascuno: qui stanno dunque i due terzi più poveri – escluso il primo cinque per cento – della popolazione mondiale; in questa fascia il ventennio ha portato una crescita del reddito impressionante: dal 40 all’80 per cento3. La terza fascia è quella tra il settantesimo e il novantesimo percentile: quella in cui si collocava nel 1988, all’incirca, la classe media europea e americana e nel  corso del ventennio ha incominciato a entrare anche la parte più ricca di quella cinese; qui nello stesso ventennio si è registrata una crescita molto  bassa, non superiore al dieci per cento, e per due gruppi di cinque percentili addirittura una riduzione (rappresentata dai due pallini che si collocano al di sotto della linea della crescita zero: la parte bassa della proboscide dell’elefante). 4. La quarta fascia è quella in cui si colloca il dieci per cento che gode del reddito più alto: qui si torna a vedere nel ventennio una crescita del reddito, fra il trenta e il sessanta per cento, più accentuata via via che ci si avvicina al centesimo percentile; è la parte alta della proboscide.
L’articolo del settimanale britannico The Economist, .... , discute e chiarisce il significato di questi dati, avvertendo che i componenti di ciascun percentile sono in parte cambiati, nel corso del ventennio, proprio per effetto del differente tasso di crescita dei redditi illustrato dal grafico: in particolare, si registra l’ingresso di un notevole numero di cinesi nel gruppo del “nono decile”, che all’inizio del ventennio era composto quasi esclusivamente dalla classe media occidentale. Lo stesso articolo dà conto di un secondo grafico (riprodotto anche qui di fianco al testo) che illustra invece l’andamento, nel ventennio, del reddito degli appartenenti a ciascun percentile del 1988. Ne risulta una curva che ha all’incirca la stessa forma “elefantina”, ma con una proboscide più alta nel punto più basso e più bassa nel punto più alto. Il che significa che in realtà la classe media occidentale non ha complessivamente subito una vera e propria perdita di reddito nel corso del ventennio precedente alla grande crisi. Resta, però, il fatto che essa costituisce la parte della popolazione mondiale che da quel periodo ha tratto il beneficio minore, rispetto al resto del mondo. Cioè ha subito un impoverimento relativo.

...
...


Politica e demografia. Fare politica significa -anche- saper leggere i fenomeni socio-demografici

Tra il 1951 e il 2019 la popolazione
dei Centri abitati è cresciuta in media
 annua del 5,1‰ in Italia e
del 4,8‰ nel Mezzogiorno. 

Le Aree Interne del Mezzogiorno,
 invece, hanno perso 1,2 milioni
di residenti (- 2,5‰ in media
annua; Italia -1,6‰) ed un comune
su tre perde sistematicamente
popolazione dal 1951
.




Politica non è saper costruire una rete di amicizie.

Politica è saper leggere i fenomeni sociali che avvengono e provare a guidarli.


 Che i politici del terzo millennio, da quelli del più piccolo comune di Sicilia a quelli che affollano Roma, in linea generale non sanno leggere nè un libro né immaginare le proiezioni che vengono fuori dalla scienza e dalla cultura in generale, è cosa ormai ben nota.

 Da tempo sul blog registriamo l'andamento demografico discendente  di un piccolo centro della Sicilia profonda, quella dove si vive ormai quasi solo di pensioni e di rimesse degli emigrati. Mai nessuno qui si scompone per il via via sempre più consolidarsi di questa realtà di vecchi e nel ritenere che sia fenomeno normale ed ovvio, per i giovani,  quello di dover emigrare. L'ovvietà è diffusissima. Mai un dibattito, mai una riflessione, mai una protesta, mai lo studio di un progetto di rinascita. Segno che la politica è scomparsa o viene assimilata all'ordinarietà della burocrazia.

= = = 

 Che la scienza demografica sia una fonte di conoscenza e di previsione del futuro lo sottolinea Alessandra Minello con un suo libro fresco di stampa "Non è un paese per Madri  (La Terza). Riportiamo di seguito un ragionamento che -riteniamo- i veri politici dovrebbero poter far proprio.

 All'inizio di gennaio 2023 le donne in età feconda (da 15 a 49 anni)  in Italia erano 607mila (corrispondenti al 38,6% delle 30milioni e 101mila donne. Il dato, di per sè, non dice nulla a chi -ai nostri giorni- si occupa di politica. I demografi, ossia uno spicchio del mondo della cultura, però ci fanno sapere che la potenzialità delle nascite in un paese, in una regione e in un territorio riposa su quello spicchio di popolazione. 

 Il dato nazionale dice che nel breve spazio di un ventennio le donne in età feconda sono passate dal 47% a meno del 39%.

 Questi pochi dati demografici, accompagnati dai dati sul numero delle bambine che oggi hanno dai 5 ai 14 anni, cosa ci dicono?  Che fra dieci anni le nascite nel nostro Paese non supereranno le 350mila ogni anno rispetto ad un numero di morti che, allora, sarà superiore al doppio. 

  Ci dicono (lo dicono ovviamente gli esperti: i demografi) che, se la politica non comincerà a saper leggere i fenomeni della vita, siamo avviati ad un avvitamento che nel lungo termine renderà deserti tutti centri dell'entroterra, quelli privi di strade, opportunità di lavoro, privi di motivi di esistere.

 L'indifferenza demografica in generale, significa, soprattutto nei piccoli comuni, mancanza di conoscenza degli elementi di base della politica. Anche perchè frequentemente l'indifferenza sulle tematiche demografiche si accompagna, in piu' realta', ad una illogica avversione verso l'immigrazione dai paesi africani o dal Medio Oriente.

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  Proposito del Blog è di insistere nel pubblicare tematiche socio-demografiche. Queste tematiche dovrebbero spingere coloro che politicamente si propongono all'attenzione delle comunità a sviluppare le problematiche socio-economico-culturali. 

 Senza l'attenzione a queste problematiche socio-economico-culturali si batte la strada che porta -nel breve e/o lungo termine- all'estinzione dei paesini dell'interno dell'Isola.