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martedì 6 ottobre 2026

Il gusto della riflessione


Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha 
partecipato alla cerimonia 
di chiusura della 
27ª 
edizione di Pordenonelegge
 
(Festa del libro e della libertà) 
il 
20 settembre 2026 
presso il Teatro Verdi di 
Pordenone. Nel suo 
discorso, il Capo dello Stato 
ha elogiato la cultura e 
la lettura come motori 
essenziali della storia e 
presidi fondamentali 
della democrazia.




Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

-  -  - elogio della cultura


«Cultura e libertà non si fermano ai confini» dichiara il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel mettere il sigillo all’edizione numero 27 del festival di Pordenonelegge,  (dove ha ricevuto l’onorificenza «Ambassador for freedom») 

=parla di libertà di espressione («è il pluralismo delle opinioni che nelle democrazie impedisce al potere, anche digitale, di fossilizzarsi in una verità che pretende di imporre. Il diritto a esprimere opinioni è argine all’arbitrio»), 

=evoca la «tentazione di democrazia illiberale che emerge a livello globale», 

=cita scrittori, intellettuali e dissidenti di ogni Paese, ricorda il valore del dissenso «ancor più prezioso dove viene negato» e cita il pensiero unico «naturalmente, strumento di oppressione». 

= Il Presidente ha ricordato che la libertà di espressione include la libertà di dissentire e di manifestare il proprio pensiero, definendola una barriera democratica contro la censura e le tentazioni globali di "democrazia illiberale"


giovedì 1 ottobre 2026

Il gusto della riflessione (30)


Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

-  -  - lanciare sospetti

Nessuna accusa esplicita, …. Solo un interrogativo, 

un dubbio, un’ombra. È questo il genio dell’insinuazione: 

non ha bisogno di prove perché non si presenta

come un’accusa. Si limita a mettere in circolo un

sospetto e poi si ritira, lasciando agli altri,

soprattutto ai social, il lavoro sporco dell’interpretazione.

 L’insinuazione è la forma più elegante della miseria retorica: 

non dice «è così», dice «e se fosse così?».

 E proprio per questo è difficile da smentire. 

Si può confutare un dubbio? 

Come si può processare una supposizione? 

L’insinuazione non cerca la verità: cerca un sospetto 

abbastanza resistente da sopravvivere alla verità.


  La frase è del giornalista Aldo Grasso, che cogliendo frasi allusive nella politica dei nostri giorni, riprende a sua volta una frase di Francesco De Santis del 1869 che scriveva “ Ci è una parola caratteristica, venuta oggi molto in voga, ed è “insinuazione”: cioè a dire un’accusa lanciata con tante scappatoie e sotto così mutevoli apparenze, che non vi è parola o frase dove tu possa coglierla, arrestarla e riconoscerla”.

mercoledì 30 settembre 2026

Il gusto della riflessione

  Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

-  -  - Riflettere, interrogarsi, ragionare.

Johann Wolfgang von Goethe
Noi esseri umani siamo per natura

creature curiose e non possiamo 

fare a meno di riflettere sul mondo

che ci circonda e sul posto vi occupiamo.

Abbiamo una potente capacità intellettuale 

che ci permette di ragionare oltre che                     

            interrogarci,

e per quanto possiamo non rendercene conto

ogni volta che  facciamo un ragionamento

pensiamo filosoficamente.


 Pensare filosoficamente sul mondo che ci circonda significa trasformare l'ovvio in un mistero da esplorare. Non si tratta di fuggire dalla realtà in un astrattismo radicale, ma al contrario di calare il pensiero nella materia per metterne a nudo i meccanismi, superando l'abitudine e i pregiudizi quotidiani.

La filosofia non è un insieme statico di risposte, bensì un movimento della mente che si attiva attraverso canali ben precisi:

-Lo stupore e la meraviglia: Come ricordava Aristotele, la filosofia nasce dalla meraviglia di fronte all'esistenza. Guardare il mondo con occhi nuovi significa chiedersi perché le cose siano così e non in un altro modo.

-La decostruzione delle certezze: Significa porsi domande radicali (es. "Quello che vedo è reale o è una costruzione della mia mente?"). Questo esercizio scardina i condizionamenti e libera lo spazio per un pensiero autenticamente critico.

-L'intreccio tra l'interno e l'esterno: Il modo in cui interpretiamo la realtà è strettamente legato a ciò che siamo. Suggeriva Goethe, non percepiamo il mondo per come esso è, ma per come siamo noi: i nostri valori, le nostre paure e le nostre speranze colorano l'ambiente circostante.

martedì 29 settembre 2026

Il gusto della riflessione (29)

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

-  -  - 

Dagli scrittori dell'umanesimo
civile fiorentino (come
Machiavelli o Coluccio Salutati)
 fino alla politica moderna, le
fonti storiche sono spesso state
modificate o interpretate in modo
pilotato per sostenere una
specifica tesi politica.




L’uso politico della Storia

Ramses II, faraone all'epoca della fuga degli ebrei verso 

la Terra promessa, venne lungamente considerato 

l'avversario di Mosè e «il simbolo del male». 


Per alcuni secoli, nell'immaginazione degli europei,

l'Egitto fu soprattutto una terra biblica, la temporanea 

prigione degli ebrei nella mappa storica dell'Antico Testamento.


Ma verso la fine dell'Ottocento e soprattutto nei testi scolastici 

della Repubblica araba d'Egitto dopo il colpo di Stato del 1954, 

il faraone divenne, «uno dei simboli dell'unità nazionale araba 

e, più in generale, della passata grandezza del paese».


=.  =.  =

La frase è di Nicolas Grimal (1948), tra i più noti egittologi al mondo, dirige il comitato scientifico dell'Ifao del Cairo. Già docente all'Università della Sorbona, dal 2000 è professore di Egittologia al Collège de France. Ha scritto numerosi studi specialistici fra cui Le termes de la propagande royale du Nouvel Empire à la conquête d'Alexandre (1986). 

La frase vuole soltanto essere un esempio dell'uso che molti Stati, fra Ottocento e Novecento, hanno fatto del passato.

Per l'inaugurazione del Canale di Suez Giuseppe Verdi ebbe dal Kedivè d'Egitto l'incarico di scrivere un'opera patriottica e romantica che cantava le gesta di Radamēs contro l'esercito invasore degli etiopi guidato dal re Amonasro. Il libretto trasse spunto dall'idea di un grande egittologo, Auguste Mariette, e Aida andò in scena al teatro kediviale del Cairo, fra grandi festeggiamenti, il 24 dicembre 1871. 

Le feste di quell'anno divennero il prototipo culturale delle grandi celebrazioni storico politiche del secolo seguente. 

Nell'ottobre del 1971 lo Scià di Persia volle celebrare il 2500° anniversario della fondazione dell'Impero di Ciro e tenne corte a Persepoli per una grande manifestazione a cui invitò i presidenti e i sovrani del mondo. 

Più tardi, negli anni Ottanta, Saddam Hussein ordinò la ricostruzione di Babilonia e volle che su ogni mattone venisse inciso il suo nome. Quando gli archeologi scoprirono sulla porta della città un'iscrizione in onore del grande Nabucodonosor II, re dal 605 al 562 a.C. e conquistatore di Gerusalemme, il dittatore iracheno volle che un’altra epigrafe, a fianco dell’antica, celebrasse i suoi trionfi.


mercoledì 23 settembre 2026

Il gusto della riflessione (28)

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare.

-  -  - 

Ruolo dei governi

 «Il governo è la causa primaria del carattere dei popoli. 

Le virtù e i vizi delle nazioni, la loro energia o 

la loro rilassatezza, i loro talenti, le loro conoscenze o 

la loro ignoranza non sono quasi mai effetti del clima 

o attributi di una razza particolare, ma opera delle leggi»

Leopoldo Franchetti compì
un famoso viaggio in Sicilia
tra il febbraio e il maggio
del 
1876 insieme a Sidney
Sonnino (e con la partecipazione
di Enea Cavalieri) per condurre
un'inchiesta indipendente sulle
reali condizioni sociali, economiche
e politiche dell'isola.

Quella riportata è  una riflessione che sarebbe verosimilmente da approfondire, ma è la convinzione di Leopoldi Franchetti (1847–1917): Nobile, politico ed economista, noto per i suoi studi pionieristici sulla Sicilia e la mafia). 

Come ogni buon toscano dell'epoca, Franchetti col suo brillante bagaglio intellettuale si reco’ in Sicilia con Sonnino. 

Malgrado la celebre ospitalità del Siciliani, e la «cortesia la più squisita» di gran parte delle loro élites, quel viaggio venne effettuato in condizioni difficili e pericolose perché l'isola era attraversata in quel tempo da una grande insicurezza. «Una forza misteriosa e diabolica incombe su questa terra arida» ebbe a scrivere.


giovedì 10 settembre 2026

Il gusto della riflessione (27)

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare. 

Ciascuno e’  

artefice della propria vita.

=. =. = Nel momento stesso in cui compie 

una serie di atti nella sua vita, ciascuno 

di noi "scrive" un capitolo della propria "storia.

E capisce quasi istintivamente di essere, 

nel presente in cui vive, il risultato di 

un complesso intreccio di azioni compiute, 

di condizionamenti familiari, di influenze 

derivanti dall’essere nato e cresciuto in un 

determinato paese, in un gruppo sociale, 

in un ambiente piuttosto che in altri. 

 

Quando poi costruiamo progetti per il futuro, siamo 

naturalmente portati a tirare bilanci. E perciò siamo 

spinti a guardare indietro a riflettere sui nostri passi,

 a valutarli criticamente. 

Chi non sappia farlo, finisce per non sapere chi sia. 


Massimo L. Salvadori 
(Ivrea, 23 settembre 1936),
è un eminente 
storico e
politico italiano
,
considerato uno dei
massimi studiosi del
Novecento e della storia
delle istituzioni democratiche
e dei movimenti politici.






########

La riflessione è dello storico  Massimo L. Salvadori, secondo cui  mentre guardiamo all'indietro, lo facciamo inevitabilmente sotto lo stimolo degli interrogativi che la vita ci pone in concreto nel presente: in maniera selettiva, con l'interesse più per taluni aspetti che per altri.

 Poi nuovi bisogni inducono a ripensare ancora, con l'attenzione verso momenti prima trascurati. Così la nostra coscienza e il nostro spirito elaborano, ricostruiscono continuamente la nostra "storia" personale. Il che ci rende tutti "storici" di noi stessi. Ma nessuno vive isolato in una chiusa cerchia personale o familiare. 

Quel che è accaduto e accade nel mondo esterno determina in maniera essenziale la nostra condizione e il nostro destino. Anche qui il passato è presupposto del presente e del futuro. E perciò occorre orientarsi, per darsi orientamenti politici, compiere scelte in base ai propri valori, costruire un mondo che risponda alle nostre aspettative.

Destra e Sinistra

 

Il libretto di  Norberto Bobbio

E’ capitato di sfogliare dopo parecchi anni dall’uscita il libretto che nelle intenzioni del grande filosofo, giurista, politologo e storico Norberto Bobbio, doveva chiarire le parole chiave del linguaggio politico. Quell’ “aureo libretto” come fu estesamente definito e’ un classico del pensiero politico,  ancora attuale grazie alla circostanza che con la sua vasta cultura e formazione e’ attivato alla radice della distinzione che Destra e Sinistra all’idea di eguaglianza.

Destra e sinistra" è il celebre saggio del filosofo e politologo italiano Norberto Bobbio pubblicato nel 1994, nel quale l'autore dimostra che la distinzione tra destra e sinistra politica è ancora valida e non è affatto obsoleta. Esecutore di una sintesi rigorosa tra il liberalismo e il socialismo (liberalsocialismo), ha dedicato la sua vita allo studio della democrazia, dei diritti umani e della pace. Nel 1984 è stato nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini.

Pensieri Principali

Ha definito la democrazia attraverso le sue "regole del gioco", considerandola come l'unico sistema politico capace di garantire le libertà fondamentali senza ricorrere alla violenza.

Ha identificato l'eguaglianza come il criterio discriminante fondamentale: la sinistra tende a attenuare le disuguaglianze, la destra a considerarle naturali o inevitabili.

Ha promosso il positivismo giuridico analitico, separando lo studio del diritto com'è (fatto) da come dovrebbe essere (valore).

Si è costantemente opposto a ogni forma di fanatismo, sostenendo il valore del dubbio e del confronto razionale.

Nel saggio Destra e sinistra del 1994, sostiene che il criterio fondamentale per distinguere i due schieramenti politici sia il diverso atteggiamento nei confronti dell'ideale di eguaglianza. Gli esseri umani sono al tempo stesso simili e differenti, ma le due parti interpretano questa realtà in modo opposto.

== la Sinistra: Attribuisce molta importanza a ciò che rende gli individui uguali e si impegna politicamente per eliminare o ridurre le disuguaglianze sociali ed economiche che ritiene artificiali,

== la Destra: Tende a considerare le disuguaglianze come ineliminabili, in quanto legate alla natura stessa degli individui o a gerarchie sociali inevitabili, accettandole come dati di fatto.

      Altri elementi della teoria di Bobbio. 

L'asse secondario (Libertà/Autorità): Oltre all'eguaglianza, Bobbio incrocia la distinzione con il giudizio sulla libertà e sul metodo di governo, distinguendo tra moderati ed estremisti.

Uguaglianza e disuguaglianza relative: Nessuno pensa che gli uomini siano del tutto uguali o del tutto diseguali; la differenza sta nell'enfasi e nella direzione dell'azione politica.

Egalitarismo vs Disuguaglianza: Per la sinistra il motore del cambiamento è l'uguaglianza da conquistare; per la destra l'ordine sociale poggia sul riconoscimento delle gerarchie e delle differenze naturali o storiche.

Secondo Bobbio, la sinistra tende a privilegiare l'eguaglianza (anche a costo di limitare alcune libertà economiche sfrenate), mentre la destra tende a privilegiare la libertà individuale (specialmente in campo economico, come il libero mercato) accettando le disuguaglianze che ne derivano.

Il successo del libretto di Bobbio si dovette anche al fatto che uscì proprio mentre il sistema politico italiano si riassestava in senso bipolare, per via della nuova legge elettorale prevalentemente maggioritaria (il cosiddetto «Mattarellum»). Uno scenario che fino al 1992 aveva fatto perno sul centro democristiano si ristrutturava in termini di alternativa tra destra e sinistra. Lo spartiacque tra i due schieramenti diventava a quel punto cruciale.

La tesi di Bobbio era che la distinzione tra destra e sinistra riguardasse fondamentalmente l’atteggiamento verso il concetto di eguaglianza. Mentre la sinistra si pone come obiettivo la riduzione, se non la cancellazione, delle diseguaglianze tra gli uomini, la destra tende a considerarle naturali, quindi ineliminabili, e in alcuni casi proficue, in quanto generatrici del dinamismo economico. Quindi, per fare un esempio immediato, la sinistra è a favore di una tassazione progressiva sui redditi alti per poter redistribuire la ricchezza, mentre la destra ritiene necessario alleggerire il peso del fisco per stimolare gli individui intraprendenti ad alimentare la crescita.

Già più complicato risulta applicare lo schema suggerito da Bobbio al tema dell’immigrazione. In apparenza è tutto semplice: la sinistra è per dare l’opportunità di spostarsi a tutti gli abitanti del pianeta, quindi per una politica di accoglienza e di concessione di diritti ai migranti; mentre la destra ritiene che non si possano far entrare masse crescenti di stranieri, per giunta trattandoli in modo uguale agli autoctoni, senza provocare gravi tensioni sociali.

Ci sono però conseguenze dell’immigrazione che risultano destabilizzanti rispetto a questa visione. La crescente disponibilità di manodopera a buon mercato, determinata dall’afflusso di lavoratori stranieri, contribuisce a tenere bassi i salari, aumentando il tasso di diseguaglianza. Senza contare che spesso i migranti, specie quelli musulmani, sono portatori di una cultura ostile alla parità tra i sessi. Inoltre gli effetti problematici del loro afflusso pesano in larga prevalenza sui ceti più umili, nei cui quartieri vanno ad addensarsi. Il risultato è che il voto degli operai si sposta a destra, un fenomeno evidente in Italia come in Francia e in Germania.

Un’altra questione centrale che sfugge alle coordinate usuali di destra e sinistra concerne l’ambiente. La transizione verso le energie rinnovabili, che la sinistra chiede di accelerare, ha dei costi che sono particolarmente gravosi per i cittadini meno abbienti: si pensi al prezzo delle auto elettriche, o agli oneri di ristrutturazione delle case. In Francia la rivolta dei gilet gialli, nel 2018, venne innescata dall’aumento del costo dei carburanti e non è facile classificarla di destra o di sinistra secondo il criterio indicato da Bobbio.

Più in generale il fenomeno del populismo può sembrare di sinistra: «uno vale uno» è uno slogan indiscutibilmente egualitario, la sfiducia verso i «competenti» e la finanza va in direzione analoga. Ma l’insofferenza per le regole, l’antiparlamentarismo, la tendenza a riconoscersi in leader carismatici ricordano invece una certa destra. E a bollare come «taxi del mare» le Ong che soccorrono i migranti è stato per primo il grillino Luigi Di Maio.

Insomma, destra e sinistra non sono scomparse, il libro di Bobbio rimane un punto di riferimento utile. Però in questi trent’anni le carte della politica si sono assai rimescolate e il richiamo alla discriminante tra eguaglianza e diseguaglianza non appare esaustivo.

lunedì 7 settembre 2026

Il gusto della riflessione (26)

 Contiamo per qualche tempo di pubblicare frasi, espressioni, opinioni che vanno oltre la superficialità. Vorrebbero essere inviti a riflettere e sopratutto ad operare. 

  • Le insegne del

potere?

= = = Terra, oro, armi, altari erano assunti come i simboli importanti, evidenti dell’Italia medievale.  Cosa li storicizzava ? Quei simboli rimasero tali per un lungo, lunghissimo spazio di tempo. Portavano in sé una tradizione antica quasi quanto l’uomo. 

La terra era veramente lo spazio naturale ed elementare che alimentava il gruppo ristretto degli uomini che vi risiedeva; non era uno strumento di produzione e di scambi per un'economia ampia e sviluppata. 

=  =. = L'oro era una merce preziosa, anzi la merce piú preziosa: qualcosa che valeva, nei tesori e fra i beni ambiti e depredati dei vinti. Non era il risultato di una faticosa produzione e, tanto meno, il veicolo e il sollecitatore di una nuova ricchezza. Le armi erano gli strumenti della difesa e dell'offesa. 

Gli uomini e le donne di potere
politico non si affidano più a
imponenti statue di marmo o
dipinti a olio, ma 
raffigurano
se stessi attraverso i social
media, curando un'immagine
pubblica sospesa tra
 "iper-personalizzazione" e
accessibilità programmata
.
L'obiettivo primario della
comunicazione politica
contemporanea è abbattere la
distanza percepita tra il leader
e il cittadino, trasformando il
potere in qualcosa di
apparentemente familiare,
emotivo e quotidiano.







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 Nel terzo millennio, ai nostri giorni la politica italiana ha vissuto una profonda trasformazione nei simboli e nei comportamenti, spesso percepiti dai cittadini come inadeguati o distanti dalle reali esigenze del Paese e/o della comunità locale. Questo fenomeno si articola attraverso precise costanti comportamentali e retoriche.

Ecco i principali simboli e comportamenti controversi della politica italiana recente, raggruppati per categorie:
L'uso dei beni pubblici ha spesso rappresentato il punto di massima frizione tra classe politica e opinione pubblica.
  • Le "auto blu": Lo status symbol per eccellenza del potere. Nonostante i ripetuti annunci di tagli, aste digitali e spending review da parte di diversi esponenti, l'uso (e l'abuso) delle vetture di rappresentanza con autista è rimasto un simbolo di privilegio e distanza dai cittadini comuni che utilizzano i trasporti pubblici.
  • Viaggi e voli di Stato: Spostamenti a spese pubbliche per motivi personali o per partecipare a eventi di partito e passerelle elettorali, spesso giustificati da generiche "ragioni …. inspiegabili" ma privi di un reale beneficio sociale o istituzionale per la collettività.

Uno dei tratti più evidenti del terzo millennio è la rapidità con cui personaggi nati su spinte anti-sistema o di rottura (magari risalenti a Rifondazione Comunista, …) si sono assimilati agli schemi istituzionali del centro-destra. 

In buona sostanza passaggio dai palchi di protesta alle poltrone filogovernative che  inevitabilmente svuotano di significato le promesse di "aprire i palazzi come scatole di tonno", sostituite dal rapido adattamento ai privilegi del protocollo.

Il comportamento dei  politici si è spostato dalla mediazione istituzionale alla perenne ricerca del consenso immediato.