| Le radici del parlamento risalgono alla prima assise itinerante convocata dal Gran Conte Ruggero I a Mazara del Vallo nel 1097. Tuttavia, l'istituzione assunse una fisionomia formale e deliberativa nel 1130 a Palermo, quando i membri si riunirono presso il Palazzo dei Normanni per acclamare Ruggero II re di Sicilia. A differenza del feudalesimo anarchico del nord Europa, la "costituzione" normanna manteneva l'autorità centrale saldamente nelle mani del re. Con l'emanazione delle Assise di Ariano (1140), Ruggero II introdusse un corpo di leggi scritte e universali valevoli per l'intero territorio. Il sovrano si pose al di sopra dei particolarismi locali: i baroni siciliani detenevano i feudi dal sovrano ma non potevano esercitare la giustizia maggiore o battere moneta, prerogative che rimasero esclusive della Corona. |
Sappiamo tutti, a Contessa Entellina, che quando nella seconda metà del quattrocento cominciarono ad arrivare sul territorio (nei pressi di Castello Calatamauro) i primi nuclei di arbereshe, in Sicilia vigeva il regime socio-economico feudale.
L’articolazione costituzionale e sociale di quel regime resterà vigente sul territorio dell’Isola fino al 1812.
Quel regime, se valutato e giudicato con i parametri culturali dei nostri giorni, e’ da ritenere un assetto prettamente aristocratico, governato da aristocratici e da un vice-re con residenza a Palermo.
Il regime, nella sua essenza di governo, risaliva a secoli ancora precedenti, al tempo dei Normanni in Sicilia e nel suo affermarsi, in quelle lontane origini, si trattava di un assetto innovativo e addirittura esemplare in un’Europa dove al “potere” non si assegnavano regole. Quella Costituzione, inesistente in assoluto negli altri Stati della penisola, conteneva comunque un patto che sanciva le attribuzioni del potere supremo e riconosceva dei diritti, il tutto attraverso un’Assemblea.
Sul blog ci proponiamo di contestualizzare quell’assetto istituzionale e sociale nel XV secolo e cogliere come ancora la dignità dell’uomo era da scoprire e conseguentemente da riconoscere.
Dall’inizio, appunto, del XV secolo (=arrivo degli arbereshe), il Regno di Sicilia era subordinato alla politica della monarchia spagnola e il governo locale era affidato ad un relativamente ristretto numero di “baroni” che avevano predominio assoluto in ogni aspetto di vita pubblica. Gli storici arrivano a sostenere che la monarchia spagnola, rispetto al potere dei baroni, era più che arrendevole.
===
Segue
Ci proponiamo di sviluppare la vicenda storica di Contessa, di Hora e Kuntises, all’interno del piu’ ampio assetto feudale, vigente in Sicilia dal dominio normanno al 1812. Filo conduttore sarà la vicenda storica feudale in Sicilia.
Nessun commento:
Posta un commento