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mercoledì 7 ottobre 2026

Kuntisa e il regime feudale (1)

 

Le radici del parlamento risalgono
alla prima assise itinerante convocata
dal Gran Conte Ruggero I a 
Mazara
del Vallo nel 1097
. Tuttavia,
l'istituzione assunse una fisionomia
formale e deliberativa nel 
1130 a
Palermo
, quando i membri si
riunirono presso il 
Palazzo dei
Normanni
 per acclamare Ruggero
II re di Sicilia.
A differenza del feudalesimo
anarchico del nord Europa, la
 "costituzione" normanna manteneva
l'autorità centrale saldamente
nelle mani del re. Con l'emanazione
delle 
Assise di Ariano (1140)
,
Ruggero II introdusse un corpo
di leggi scritte e universali valevoli
per l'intero territorio. Il sovrano si
pose al di sopra dei particolarismi
locali: i baroni siciliani detenevano
i feudi dal sovrano ma non potevano
esercitare la giustizia maggiore o
battere moneta, prerogative che
rimasero esclusive della Corona.





L’antica Costituzione politica siciliana

   Sappiamo tutti, a Contessa Entellina, che quando nella seconda metà del quattrocento cominciarono ad arrivare sul territorio (nei pressi di Castello Calatamauro) i primi nuclei di arbereshe, in Sicilia vigeva il regime socio-economico feudale.

    L’articolazione costituzionale e sociale di quel regime resterà vigente sul territorio dell’Isola fino al 1812.

   Quel regime, se valutato e giudicato con i parametri culturali dei nostri giorni, e’ da ritenere un assetto prettamente aristocratico, governato da aristocratici e da un vice-re con residenza a Palermo. 

   Il regime, nella sua essenza di governo, risaliva a secoli ancora precedenti, al tempo dei Normanni in Sicilia e nel suo affermarsi, in quelle lontane origini, si trattava di un assetto innovativo e addirittura esemplare in un’Europa dove al “potere” non si assegnavano regole. Quella Costituzione, inesistente in assoluto negli altri Stati della penisola, conteneva comunque un patto che sanciva le attribuzioni del potere supremo e riconosceva dei diritti, il tutto attraverso un’Assemblea.

   Sul blog  ci proponiamo di contestualizzare quell’assetto istituzionale e sociale nel XV secolo e cogliere come ancora la dignità dell’uomo era da scoprire e conseguentemente da riconoscere. 

  Dall’inizio, appunto, del XV secolo (=arrivo degli arbereshe), il Regno di Sicilia era subordinato alla politica della monarchia spagnola e il governo locale era affidato ad un relativamente ristretto numero di “baroni” che avevano predominio assoluto in ogni aspetto di vita pubblica. Gli storici arrivano a sostenere che la monarchia spagnola, rispetto al potere dei baroni, era più che arrendevole.

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Segue

Ci proponiamo di sviluppare la vicenda storica di Contessa, di Hora e Kuntises, all’interno del piu’ ampio assetto feudale, vigente in Sicilia dal dominio normanno al 1812. Filo conduttore sarà  la vicenda storica feudale in Sicilia.

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