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| L'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 viene definito da scrittori come Etgar Keret come un "giorno eterno", un trauma indelebile che continua a pesare sulla memoria collettiva ebraica e israeliana. Lo Shabbat: L'attacco è iniziato alle ore 06:29 del mattino durante il sabato di riposo sacro per gli ebrei. L'operazione ha causato circa 1.200 morti tra civili e militari. Oltre 250 persone sono state rapite e portate nella Striscia di Gaza. |
Furono 1.200 i morti di quel giorno, e 250 i rapiti il cui destino non ha smesso di lacerare la società israeliana neanche dopo la liberazione dei superstiti. La ferita del massacro e la paura che si ripeta si innestano sulla attuale campagna elettorale per il voto in programma tra 20 giorni, che -sostanzialmente- si delinea come un referendum su Benjamin Netanyahu.
Netanyahu porta su di sé notevoli responsabilità. E questo lo denunciano tutti i media del mondo: Egli continua a puntare sul consolidare del dominio di Hamas a Gaza e di indebolire e delegittimare -su questa via e in ogni modo- l’Autorità nazionale palestinese in Cisgiordania, per accreditare nell’opinione pubblica mondiale la tesi che da parte palestinese non vi sia un partner affidabile.
Su questa via continua a spogliare e a disorientare quel popolo degli ultimi lembi di terra, comunità locale dopo comunità locale. D’altro lato e’ sempre lui a disporre di tutti i servizi di sicurezza israeliani e ad avere personalmente ignorato gli allarmi degli ultimi giorni, precedenti la strage portata da Hamas, compreso quello trasmessogli dal presidente degli Emirati arabi.

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