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lunedì 26 ottobre 2026

La Mafia esiste ancora?

Franco Roberti è un ex
magistrato e politico italiano,
noto in particolare per aver
ricoperto la carica di 
Procuratore nazionale
antimafia e antiterrorismo.
Il 25 luglio 2013 è stato
nominato dal CSM alla
guida della 
Direzione Nazionale
Antimafia
, ruolo che nel 2015
è stato esteso anche alle
funzioni di contrasto al terrorismo
internazionale. Ha mantenuto
l'incarico fino al pensionamento
nel novembre 2017.
Nel dicembre 2017 è stato
nominato consigliere del
Ministro dell'Interno per le
materie di terrorismo e
criminalità organizzata.
Alle elezioni europee del 2019
è stato eletto come capolista
del 
Partito Democratico nella
circoscrizione Italia meridionale.
Ha fatto parte della 
IX legislatura
del Parlamento Europeo
,
concludendo il mandato nel
luglio 2024.


Dov’è la Mafia?

Verosimilmente la risposta al quesito scritto in rosso è: la mafia è ovunque. Lo sostiene in un suo libro l’ex magistrato Franco Roberti. Lo confermano le inchieste della Magistratura e dei media e l’esperienza delle coscienze civiche che lasciano tutte, costantemente, intendere che la mafia è ovunque. L’indice che ci fa dire che essa sta ovunque in Italia e’ -anche- la corruzione diffusissima all’interno di tantissimi ambienti.

Mafia non è soltanto quella che con metodi violenti e di intimidazione ci induce o vorrebbe indurci ad atti di subordinazione. Le mafie si servono di intimidazioni, ma frequentemente puntano a servirsi del denaro. Questo serve loro per alcuni dei loro comportamenti, quale il ricorso alla corruzione.

Le ingentissime risorse finanziarie di cui essa dispone (provenienti dalle tante attività illecite) vengono riciclate e le servono per corrompere o per metterle a disposizione di imprese che operano nella legalità. Facendo ciò, la Mafia, già altera finanziando imprese a lei vicine la concorrenza e squilibrando conseguentemente il mercato. Tante imprese legali sono costrette a chiudere perché impossibilitate a competere in condizioni impari sul mercato. Ciò e’ un danno comunitario oltre che una slealtà alla concorrenza su un mercato che dovrebbe essere libero.

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