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| L’Italia, in particolare il Centro-Sud, è interessata da forti agitazioni e proteste guidate dagli autotrasportatori e dagli agricoltori contro il carovita e l'aumento dei prezzi del carburante. A queste si stanno unendo mobilitazioni studentesche. Nelle ultime ore si registra l'inizio di uno stato di agitazione in diverse scuole e università (in particolare a Palermo, ma con mobilitazioni simili a Milano, Lucca, Pistoia e Pescara). Gli studenti protestano contro le condizioni strutturali degli istituti, definite fatiscenti, e la carenza di spazi dedicati alla didattica. |
Stiamo, in Italia, vivendo un’emergenza strutturale che riguarda il prezzo dei carburanti e il carovita in generale. Si tratta di «un segnale» di ascolto nei confronti di categorie che stanno attraversando un momento complicato e di sofferenza. L’inflazione sembra sfugita al controllo degli organi preposti.
Taluni esperti parlano proprio di un’emergenza che in realtà è strutturale e che riguarda il prezzo dei carburanti e il carovita in generale. Si tratta -appunto- di «un segnale» di ascolto nei confronti di categorie che stanno attraversando un momento complicato e di sofferenza e che inevitabilmente produrrà al momento delle scelte effetti elettorali.
Certo, le cause sono interne alla politica italiana portata avanti dal centro-destra e dalla crisi in Medio Oriente che produce effetti sul caro carburanti. I camionisti in questi giorni hanno fermato le loro ordinarie attività e da questa circostanza sorge il mancato rifornimento alle pompe di benzina. In certe località del Meridione i supermercati hanno esaurito i prodotti negli scaffali.
Forse il governo deve ancora capire che serve una politica economica adeguata ai giorni che stiamo vivendo e sopratutto che con i vari sindacati si discute sempre, a prescindere se siano schierati a destra o a sinistra.

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