dpfp
Il Consiglio dei Ministri ha
approvato il Documento
Programmatico di Finanza
Pubblica (DPFP) 2026 il 2
ottobre 2026, delineando la
cornice macroeconomica e i
conti pubblici italiani che
guideranno la prossima legge
di bilancio. Il nuovo strumento
di programmazione sostituisce
ufficialmente il vecchio DEF per
conformarsi alle nuove regole
della governance europea.
È il Documento programmatico di finanza pubblica che ha sostituito la Nadef attraverso la riforma delle regole Ue entrata in vigore nel 2024: viene approvato dal Consiglio dei ministri per impostare la legge di Bilancio, poi viene trasmesso in Parlamento e successivamente inviato alla Commissione europea (che esprime un parere) e all’Eurogruppo. Il testo rivede le stime macroeconomiche e di finanza pubblica per il triennio successivo in base all’andamento dell’economia.
Il governo si avvia chiedere al Parlamento fino a 29 miliardi di euro di maggiori spese in deficit, e fissare i punti fermi della legge di Bilancio. La Manovra di fatto sarà l’ultima di questa legislatura, un’inevitabile test per misurare il consenso dell’esecutivo prima delle elezioni politiche. «Io monitoro giorno dopo giorno la situazione. Credo che l’approccio debba essere più prudente», dice il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, riferendosi alla Manovra nell’intento di tenerla al riparo da una moltitudine di richieste da parte degli alleati di governo.
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