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| Gianfranco Ravasi, Dopo aver guidato il Pontificio Consiglio della Cultura dal 2007 al 2022, mantiene un ruolo attivo di studio, pubblicazione e dialogo culturale. |
Sulla scia paolina furono due autori cristiani, Tertulliano e Origene, vissuti tra il Il e III secolo, i primi a usare in modo esplicito la locuzione «Antico Testamento» per definire le Scritture Sacre di Israele accolte anche dal Cristianesimo, che le considerò un tutto unitario in sé e in collegamento col Nuovo Testamento.
Proprio perché parola di Dio e quindi testo ispirato, si preferisce ora adottare l'espressione Primo Testamento, nella consapevolezza che la storia della salvezza ha un percorso unitario le cui tappe devono essere tutte seguite dal fedele cristiano. Entrambe le formule sarebbero, comunque, accettabili, perché hanno come centro proprio quell'alleanza, testamento, patto, promessa, che nasce da un impegno diretto di Dio. E’ lui, infatti, a entrare per primo in scena, nelle varie tappe della storia, con la sua parola e la sua opera per giudicare e salvare, per rivelarsi e condurre l'umanità verso la libertà e la vita piena e perfetta.

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