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mercoledì 14 ottobre 2026

Il Novecento (2)

 

Il Novecento (il XX secolo) è
stato giudicato dagli storici e
dai filosofi attraverso
definizioni contrastanti, a
causa della sua natura
profondamente duale,
segnata da immani tragedie
ma anche da progressi
straordinari.

Viene ricordato come
un'epoca di drammatiche
polarizzazioni. Ha visto
coesistere i più grandi
progressi scientifici,
tecnologici, medici e di
emancipazione sociale
della storia umana con
le peggiori barbarie
e tragedie, come i 
totalitarismi, i campi
di sterminio (la 
Shoah)
e la minaccia nucleare.

Nel XX secolo sono accadute (forse come sempre nel corso dell’umanità ) eventi terribili e avanzamenti dell’umanità che hanno del meraviglioso.

 Gli amanti delle statistiche ci assicurano che la statura media della gente è aumentata dai cinque ai quindici centimetri, gli adolescenti hanno raggiunto la maturità più rapidamente; la gente rimane il più a lungo possibile giovane e vive più a lungo. La fatica nei lavori agricoli e industriali è stato di molto alleviato, e tutti -se lo vogliono- dispongono di più  tempo per lo svago. Sono cambiate, e profondamente modificano, le abitudini e i costumi del vivere. Ciò in ogni paese del pianeta.


Il Progresso scientifico è avanzato, grazie anche al grande numero di scienziati che seguono ormai ogni aspetto del vivere umano.

 Dalla fine dell'Ottocento gli uomini godono dell'acqua corrente, delle strade illuminate, della possibilità di conservare o congelare il cibo, di usare macchine per cucire, per lavare o per scrivere.

Nelle nostre campagne da decenni tagliamo l'erba e falciamo/trebiamo il grano con mezzi meccanici. Da alcuni decenni disponiamo di telefoni e telefonini.

Gli aerei in poche ore collegano le più grandi città del pianeta.


Con questa pagina introduttiva contiamo di spaziare sulla “storia” di ciò che il Novecento ha lasciato alle giovani generazioni di questo XXI secolo dell’era cristiana. Nel bene e nel male.


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