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lunedì 13 luglio 2026

Cittadino consapevole (2)

 

La scienza economica nel terzo
millennio è passata da un modello
basato su mercati perfetti e
individui puramente razionali
a un approccio multidisciplinare.



L’Economia, una scienza sociale

Perché il cittadino comune, quello che magari vive di un solo reddito da lavoro dipendente, un salario o uno stipendio, oggi è sempre più indotto a occuparsi di questioni economiche? In passato l'unica economia che poteva interessarlo era quella «domestica», cioè come spendere il proprio reddito distribuendolo razionalmente tra i diversi bisogni primari da soddisfare: alimentazione, abbigliamento, abitazione, tempo libero e così via. Oggi invece il cittadino percepisce, e giustamente, di essere sempre più coinvolto anche dalle grandi questioni economiche (dal cosiddetto andamento macroeconomico del paese) e dagli affari della finanza pubblica e privata.


Come si è giunti a questo? È solo una moda, un interesse passeggero?

No, non è così: nel corso di un periodo molto lungo, ma con più intensità negli anni più recenti, si sono verificati numerosi mutamenti qualitativi nel rapporto tra la generalità dei cittadini e l'economia. Ciò che in passato interessava solo una ristretta cerchia di persone è ora materia di scelte quotidiane e di valutazione per una massa sempre più larga di persone. Facciamo qualche esempio di questa evoluzione.


In alcuni casi si è trattato di processi di lunghissimo periodo. Primo fra tutti la progressiva riduzione dell'occupazione agricola e, in particolare, la contrazione del peso delle attività agricole più povere: quelle del piccolo contadino e del mezzadro con un modesto appezzamento. Dietro a questa economia rurale c'era molto autoconsumo. In altre parole, la famiglia contadina produceva in primo luogo per soddisfare direttamente i propri bisogni, quelli alimentarı innanzitutto, e solo il residuo veniva scambiato sul mercato con denaro.

Era un'economia familiare nella quale la moneta, i movimenti dei prezzi e tutto ciò che vi è connesso avevano in definitiva un ruolo marginale. La riduzione di questa agricoltura per l'autoconsumo, la sua progressiva sostituzione con un'agricoltura più moderna e decisamente orientata al mercato costituiscono un processo che ha coinvolto milioni di italiani, soprattutto a partire dal dopoguerra. Nel 1951 ancora il 42,2 per cento della popolazione attiva era assorbito dall'agricoltura, contro il 3,5% - 4% della popolazione attiva totale dei nostri giorni, per un totale di poco più di 1 milione di lavoratori dipendenti (registrati dall'INPS) a cui si aggiungono oltre 400.000 lavoratori autonomi.


(Segue)


(Contiamo di rendere via via sempre più frequente e più interessante questa pagina: acquisire cognizioni della scienza economica equivale a meglio conoscere il mondo entro cui viviamo).

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