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domenica 19 luglio 2026

La domenica è fatta per riflettere

I procedimenti compositivi degli 
Atti degli Apostoli riflettono
la raffinata tecnica letteraria
 e teologica di Luca, autore
che opera sia come storico del
suo tempo sia come teologo
della salvezza. La critica
biblica ha individuato
diversi meccanismi strutturali
e stilistici fondamentali attraverso
cui l'opera è stata redatta.
L'architettura interna degli
Atti è rigorosamente
bipolare e si regge sul
parallelismo tra i due grandi
apostoli: 
Pietro domina la
prima macro-sezione
 (capitoli 1-12)
focalizzata sulla missione
interna ai Giudei. 
Paolo 
domina la seconda
macro-sezione (capitoli
 13-28) focalizzata sulla
missione ai pagani.




 Riflettendo sugli “Atti degli Apostoli”

Procedimenti compositivi

San Luca dispiega negli Atti un notevole impegno nella composizione, forse perfino superiore a quello che mostra nel Vangelo. Indichiamo qui alcune tecniche peculiari, che contribuiscono a dare unità all'opera. 64 Oltre all'uso dei sommari con valore strutturante o teologico, di cui già abbiamo parlato, possiamo menzionare:

  • Parallelismi tra i personaggi principali, soprattutto tra Pietro e Paolo, che sono i protagonisti, rispettivamente, della prima parte e della seconda parte degli Atti: parallelismi nei miracoli, nei discorsi, negli scontri con la magia, ecc. In questo modo queste due parti sono collegate dai richiami interni. Su questo aspetto torneremo parlando del personaggio di Paolo. Abbiamo già detto, a proposito dell'unità tra Atti e Vangelo di Luca, dei parallelismi tra gli apostoli e Gesù, che indicano continuità e unità del progetto divino nelle varie fasi.
  • Ripetizioni di racconti. E' uno degli aspetti più curiosi del libro, che serve a sottolineare l'importanza di un motivo riproponendolo più volte. Così la liberazione miracolosa dal carcere viene raccontata tre volte (cc. 5, 12, 16); le visioni di Cornelio e di Pietro, nell'episodio della conversione di Cornelio (cc. 10-11), sono riferite rispettivamente quattro e tre volte; tre volte viene narrata la conversione di Paolo (cc. 9, 22, 26). Più volte si ripetono i fenomeni prodigiosi della pentecoste (glossolalia, ecc.). Ripetizione non significa però mai identità: la ripresa gioca anche sulle variazioni.

     - Intreccio di forme ed eventi, con funzione di interpretazione reciproca. C'e’ combinazione di racconti e discorsi, che illuminano i fatti raccontati (se ne è parlato sopra). Ma c'è anche intreccio tra la visione di Cornelio e la visione di Pietro nell'episodio dei cc. 10-11, tra la fine di Stefano e la comparsa in scena di Paolo (cc. 7- 8), con una strana alternanza tra le menzioni dell'uno e dell'altro (anche di questo si riparlerá).

      - Alternanza tra racconti ampi e pieni di particolari vivaci e stringate cronache di collegamento, che producono varietà.


(Segue)

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