| Prima che venisse inventata la moneta coniata (avvenuta nel VII secolo a.C. nell'antica Lidia), le civiltà si basavano su sistemi di scambio complessi. Il baratto: Lo scambio diretto di beni o servizi, come grano in cambio di bestiame. Era però limitato dalla "mancanza di coincidenza dei bisogni" (se avevi delle capre ma l'altro voleva solo grano, lo scambio non avveniva). |
In tempi remoti, più o meno cinquemila anni fa, il modo più semplice per entrare in possesso di un prodotto non disponibile nel proprio territorio, e che altre popolazioni vicine avevano, era quello di rubarlo.
Alle prime civiltà, da quella dei faraoni a quella dei Fenici, ben presto però fu evidente che il furto comportava guerre, morti, diffidenze, vendette e si passò all'uso di dare qualcosa in cambio. I Pigmei dell'Africa centrale facevano incursioni nelle tribù confinanti per prendere banane e altri prodotti, ed iniziarono ad avere cura di lasciare alla base delle piante della selvaggina come risarcimento.
E selvaggina lasciavano i Vedda dell'India davanti agli ingressi delle capanne abitate dai fabbri, sicuri di trovare, a breve distanza di tempo, un certo numero di punte di freccia indispensabili per esercitare la caccia.
Lo scambio di merci, già all’alba della civiltà, richiedeva buoni rapporti tra le comunità per superare antiche inimicizie; un modo per avviare incontri pacifici e convenienti fu quello del dono.
Una tribù, guidata dal suo capo, ne riceveva un'altra organizzando una festa con danze, gare e banchetti: era quella l'occasione per offrirsi vicendevolmente regali. Non si poteva rifiutare il dono, ma bisognava restituirlo; il suo valore era di secondaria importanza, anzi, ognuna delle due parti cercava di dare di più, perché la generosità era l'orgoglio della tribù, che saliva così nella stima dei vicini. Il vantaggio morale era considerato più importante di quello economico.
E’ evidente che lo scambio di beni sotto questa forma non poteva ancora dirsi commercio: esso cominciò a delinearsi soltanto con l'uso del baratto.
A volte, per ottenere una merce bisognava trattare anche coi nemici, oppure con persone di lingua diversa, e per superare la difficoltà si diffuse il baratto silenzioso: si sceglieva un luogo di confine tra due popolazioni, una portava i suoi prodotti e si ritirava dopo aver acceso un fuoco di avvertimento; l'altra allora si avvicinava, deponeva lì accanto la sua merce di scambio e si allontanava. Ecco rifarsi avanti la prima, che valutava la convenienza: se l'offerta era vantaggiosa, ritirava i prodotti e si dileguava, se era insufficiente, lasciava tutto al suo posto. In questo secondo caso l'altro gruppo aggiungeva ancora qualcosa e inține l'operazione era compiuta.
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