| Laureati italiani in fuga. Il 35-43% dei giovani laureati italiani under 35 sceglie di lavorare all'estero, spinto da stipendi mediamente più alti (fino al 60% in più rispetto all'Italia), minore precarietà e percorsi di carriera più rapidi. Le mete principali sono Svizzera, Regno Unito, Germania e Stati Uniti. |
L'economista Francesco Giavazzi è molto duro con certa politica: «Fra i molti disastri che Matteo Salvini ha regalato a questo Paese, la flat tax è certamente uno dei più gravi. Oggi un piccolo imprenditore, raggiunto un fatturato di 85.000 euro, non ha più alcun interesse ad ingrandirsi. Molti lo hanno capito da tempo e se ne vanno. L'Istat calcola che circa 367.000 giovani (25-34 anni) nel decennio 2014-2023 si sono trasferiti altrove; di questi, 146.000 sono laureati».
Giavazzi boccia anche le norme fiscali che favoriscono il trasferimento in Italia: «Hanno sì aiutato il rientro di molti ricercatori, ma hanno soprattutto attratto banchieri inglesi, ricchi commercianti e finanzieri brasiliani e non solo, i quali hanno fatto esplodere il mercato immobiliare di Milano, molto raramente hanno creato alcunché».
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