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domenica 26 luglio 2026

La democrazia

Ci fu un tempo in cui la politica era cosa seria. 

I populisti, che in Italia conosciamo
ed abbiamo pure conosciuto nella
fase di governo, riducono la politica
a uno scontro binario e
moralistico. Da un lato c'è il
"
popolo puro" e dall'altro
l'"
élite corrotta" (o la casta).
Il potere si concentra nella
figura di un unico leader.
Egli si presenta come l'unico e
vero interprete della volontà
generale. 
I populisti scavalcano
 o indeboliscono i partiti tradizionali,
i sindacati e i media indipendenti.
Prediligono un rapporto verticale
e immediato con la base, spesso
supportato dai social network.

Vi è una profonda insofferenza
verso i contrappesi costituzionali,
i controlli della magistratura e le
tutele per le minoranze, considerati
come ostacoli burocratici alla
reale volontà del popolo.




* * *  

I politicanti del terzo millennio pare che non leggano mai un libro,  non riflettono e quindi non programmano

Si esprimono con espressioni usa e getta, non hanno visione alcuna sul domani e di fatto non progettanoma cercano spazio e prima fila in ogni opportunità.

Per i populisti/politicanti non esistono problemi complessi, per gli ignoranti audaci esistono soluzioni facili da attuare  e da spiegare alla base di riferimento, qui e ora, annullando qualsiasi scansione intermedia dell’arte della politica, che implicherebbe studio della questione, successiva riflessione e finale deliberazione

Da una parte, come e’ facile coglierec’è la ragione, dall’altra le passioni: cosa sia più facile stimolare in tempi di vacche magre e di scarso welfare lo cogliamo nella svolta sovranista e populista sempre più espansa in Europa e in America. 

Forse ancora non siamo all’ultima svolta, forse non ancora alla più pericolosa. In questa fase ci spiegano che, in nome delle esigenze della tecnica, vanno negati il bilanciamento democratico dei poteri e la sostanza stessa della democrazia liberale. 

*  *  *

Quanto sta accadendo è transumano e, dunque, ostile all’umana dignità. 

Abbastanza da avere attirato l’attenzione di Leone XIV nella sua potente enciclica. 


Non è detto che stiamo nuovamente cadendo nel buio pre-illuminista. 

Ma per liberare i cittadini dalle balle continue occorre che chi si occupa di politica restauri con essi un rapporto di fiducia. 

Rocard (ex primo ministro francese, storico dirigente socialista) sosteneva nel famoso «discorso del pianerottolo» che per salvare una banlieu (=sobborgo) bisognasse iniziare riparando le cassette delle lettere. Può sembrare minimalismo, forse è sano riformismo.

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