| L’escalation di conflitti nel Golfo (2026) sta provocando un significativo aumento dei prezzi energetici, con il greggio e le bollette in forte crescita. Ne discendono rincari significativi per il sistema produttivo italiano, con impatti diretti sui costi dei carburanti. |
L’attuale situazione geo-politica mondiale, con la guerra intrapresa da Trump in Medio Oriente, ci sta scombussolando, in quanto cittadini, nel confronto prezzi dei beni/redditi da pensione o da retribuzioni. Che i prezzi dei beni siano il risultato del libero incontro tra la domanda e l'offerta è spesso solo una favola che alcuni (non tutti) economisti amano raccontare. Un simile regime presupporrebbe un mercato perfettamente concorrenziale, una situazione, questa, che costituisce più spesso l'eccezione che non la regola sui mercati della gran parte dei beni. |
Sul blog non abbiamo mai condotto analisi sul funzionamento dei cosiddetti liberi mercati come vengono impartite all’Universita’.
Alcune merci sono prodotte dallo Stato in regime di monopolio, altre dai privati sempre in regime di monopolio o oligopolio, per altre ancora vi sono accordi sui prezzi tra produttori, in molti casi i beni arrivano sul mercato attraverso un sistema distributivo ove vige la concorrenza imperfetta, a volte, infine, sono i consumatori di un determinato bene ad avere in mano il monopolio o l'oligopolio della domanda (che, in questo caso, si chiamano monopsonio e oligopsonio). I prezzi, di conseguenza, anziché essere il prodotto di una mano invisibile, sono l’espressione della volontà di pochi soggetti, interessati al proprio tornaconto assai più che alla stabilità dei prezzi.
Soprattutto nelle fasi di forte inflazione, lo Stato si è posto, quindi, in Italia e altrove, l'obiettivo di esercitare un controllo sui prezzi, di impedirne crescite ingiustificate, molto superiori a quelle dei costi di produzione dei beni. Si è così via via venuto a formare anche nel nostro Paese un sistema articolato di regolazione dei prezzi.
Nessun commento:
Posta un commento