1786
Sicilia nostra
I tentativi di riforma fiscale promossi dal Principe di Caramanico, viceré in Sicilia tra il 1786 e il 1795, puntavano a istituire un catasto moderno per superare il sistema feudale, ma incontrarono forti resistenze baronali. Sebbene il periodo sia cruciale per le riforme illuminate, il vero catasto fondiario borbonico cartografico fu realizzato successivamente, tra il 1837 e il 1853. Egli provò più volte di riformare il sistema fiscale siciliano, puntando a colpire i privilegi feudali e a imporre una tassazione più equa tramite il nuovo catasto. Per questo fine affidò a Francesco Paolo Di Blasi il riordino delle Prammatiche del Regno (leggi del regno) per limitare gli abusi feudali, base necessaria per la riforma catastalè.
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