Sicilia nostra
13.04.1942 - Muore a Milano il poeta dialettale e medico Vincenzo De Simone, nato a Villarosa (Enna) il 19 novembre 1879. Scrisse numerose e delicate liriche ispirate dal ricordo della isola natia. E’ riconosciuto come un maestro ed un animatore della poesia dialettale.
Pur essendo vissuto fuori Villarosa, dall'età di dieci anni visse a Catania per studiare e, dopo la laurea in medicina, a Milano, dove esercitò la professione di medico-dentista, mantenne sempre vivo l'amore per la sua terra, che cantò appassionatamente in molte liriche, come quella intitolata «Luntanu e prisenti» in cui esprime la profonda nostalgia per il suo paese.
Notevoli le liriche dei poemetti: «Bellarrosa, terra amurusa, A la riddena, La Funtana, Canzuni a lamentu».
Molte sue opere in lingua e in dialetto furono conosciute anche all'estero, dove ebbe ammiratori e traduttori. Del dialetto di Villarosa egli dice che «per merito della poesia è idioma ad ogni altro superiore, perché tale noi lo vediamo con gli occhi del nostro amore».
a lu chiaru di luna la vasai;
avia la facci comu forra cira,
cci dissi: " Amuri, a cu’ penzi? chi hai?"
" Penzu ca a st’ura me matri suspira;
ah scialarata! comu la lassai!"
" Nun cci pinzari, amuri, ca stasera ti binidici di chiddu ca fai!"
Quando la rapii era di sera al chiaro di luna la baciai, aveva la faccia come fosse cera, le dissi: "amore, a che pensi? che hai?" Penso che a st’ora mia madre sospira; ah scellerata! come la lasciai!" " Non ci pensare amore che stasera ti benedice di quello che fai !"
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