«E’ stata la prima donna della letteratura che svolge una professione» e che nei racconti degli uomini è poco più di una comparsa, è un modo per criticare anche la cultura occidentale.
La letteratura è nata con i poemi omerici Iliade/Odissea come glorificazione della guerra. Ci ha abituati a pensare che nel mondo degli uomini esista solo un'alternativa: "uccidere o morire, essere uccisi".
Esiste una visione diversa e ai nostri giorni è il femminismo, quello strumento critico della violenza maschile, proiezione utopica, grazie all'immaginata comunità femminile del fiume Scamandro, dove le donne dei due popoli nemici (greci/troiani) e di ogni condizione sociale (schiave e figlie di re) si trovano per dire no alla guerra, insieme ai pochi uomini che hanno fatto la stessa scelta. «Eravamo grate perché era concesso proprio a noi di godere del massimo privilegio che esista, far avanzare una sottile striscia di futuro dentro l'oscuro presente che occupa ogni tempo» dice Cassandra, dopo aver scelto di vivere tra loro.
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