Gli Atti degli Apostoli, scritti da S. Luca come seconda parte del suo Vangelo (circa 80-90 d.C.), narrano la nascita e la rapida espansione della Chiesa primitiva, guidata dallo Spirito Santo, da Gerusalemme fino a Roma. Il testo focalizza l'attività di Pietro (cap. 1-12) e Paolo (cap. 13-28), evidenziando l'evangelizzazione, la conversione dei pagani e la costituzione delle prime comunità, segnate da fraternità, preghiera e condivisione |
quadro cronologico
Volendo cercare di cogliere le proiezioni temporali, ossia la "cornice redazionale" de gli atti degli apostoli quale e’ la concezione del tempo che San Luca trasmette?.
Tempo ed escatologia
Basandoci sulle indicazioni cronologiche degli Atti in una prospettiva letteraria e probabilmente storica, e’ facile cogliere che nessuna di esse assume una speciale attenzione o il rilievo enfatico delle tre indicazioni cronologiche che scandiscono l'inizio dei primi tre capitoli del Vangelo di San Luca, ossia
1) nascita nei giorni di Erode,
2) decreto di Cesare Augusto riguardo il censimento del mondo abitato,
3) l’anno 15 del dominio di Tiberio Cesare e mentre governava la Giudea Ponzio Pilato.
Tutte puntano, in crescendo, all’annunciazione della nascita di Giovanni Battista, la nascita di Gesù e l’inizio della missione pubblica di Gesù. Pare di capire che l’importante sia l’incarnazione e la venuta di Gesù, mentre la vicenda degli apostoli e la chiesa delle origini sono conseguenze.
Nel prologo degli Atti era stata posta una questione di cronologia da parte degli apostoli: “Signore, e’ questo il tempo in cui ricostituisci il regno per Israele?”. Domanda che richiama le aspettative dei due discepoli di Emmaus: “Speravamo che fosse lui quello che deve riscattare Israele” (Lc 24,21). Aspettativa frustrata dato che Gesù era morto da tre giorni.
(segue)
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Che succede ? Siamo all’oltraggio della religione.
Nel nostro mondo la religione è di nuovo imbracciata insieme con i fucili, utilizzata come instrumentum regni , esibita a fini di consenso politico.
La religione, in Occidente, torna ad essere iscritta in progetti di potere temporale e di orgoglio nazionale.
1) Il presidente degli Stati Uniti si crede Gesù.
2) Un soldato di Israele prende a martellate una statua di Gesù.
C’è da dubitare su quanto i libri di storia ci hanno trasmesso finora sulle comuni origini «giudaico-cristiane» dell’Occidente, ai cui valori quei due grandi Paesi, USA e Israele, pure si ispirano.
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