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venerdì 10 aprile 2026

Il Novecento (5)


 Un secolo diverso

Stiamo riportando alcuni giudizi sul Novecento di E.J. Hobsbawm, riportati sul suo noto e diffuso libro: Il secolo breve, Milano - 1995.

II’

= “La seconda trasformazione è stata più significativa.

Fra il 1914 e i primi anni 90 il mondo è diventato un campo operativo unitario assai più di quanto non lo fosse (ne potesse esserlo) nel 1914. In effetti, per molti scopi, soprattutto negli affari economici, il mondo è l'unità operativa primaria e le unità più vecchie, come le "economie nazionali", definite dalle politiche degli stati territoriali, si sono ridotte a complicazioni delle attività transnazionali (...). 


 Forse la caratteristica più impressionante della fine del ventesimo secolo è la tensione che sussiste tra questo processo sempre più accelerato di globalizzazione e l'incapacità delle istituzioni pubbliche e dei comportamenti collettivi degli esseri umani di accordarsi a esso.


 È un fatto abbastanza curioso che il comportamento privato degli uomini abbia faticato molto meno della loro condotta pubblica ad adattarsi al mondo della televisione satellitare, della posta elettronica, delle vacanze alle Seychelles e del pendolarismo transoceanico

(..)"

(E.J. Hobsbawm, Il secolo breve, cit.).


III


= "La terza trasformazione, e in qualche modo la più inquietante, è la disintegrazione dei vecchi modelli delle relazioni umane e sociali, da cui deriva anche la rilettura dei legami tra le generazioni, vale a dire tra il passato e il presente. ....


Una società simile, che consiste nell'assemblaggio di individui egocentrici tra loro separati, i quali perseguono solo la loro gratificazione (sia essa definita come profitto, come piacere o con qualunque altro nome), fu da sempre implicita nella teoria dell'economia capitalistica.


Sin dall'età delle rivoluzioni borghesi, osservatori di ogni tendenza ideologica predicevano la disintegrazione dei vecchi legami sociali e ne seguivano con attenzione gli sviluppi. Il tributo reso eloquente nel Manifesto dei comunisti al ruolo rivoluzionario del capitalismo è ormai diventato familiare

(…)"

(E.J. Hobsbawm, Il secolo breve, cit.).


. . . . 


Sul blog continueremo e svilupperemo la panoramica culturale, politica e sociale sul Novecento, anche avvalendoci delle rilevanti impressioni delle figure che sul Novecento si sono pronunciate.

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