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lunedì 14 settembre 2026

Noi di fronte al dramma altrui

 Pochi giorni fa ci è stato dato leggere sui giornali una storia terribile di un padre che ha ucciso la bambina di cinque anni, la moglie e poi si è suicidato.  

 Un orribile delitto che ovviamente nessuno giustifica. Cosa può essere accaduto in quella famiglia? 

  Quei due genitori si sono sentiti lasciata soli, senza servizi, senza aiuti.


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L’omertà, l'indifferenza
sociale
 o la complicità
passiva
 di fronte a
un'ingiustizia, a un
reato o al malaffare.

Quando una comunità
sceglie il silenzio, finisce
involontariamente per 
diventare complice di
chi calpesta i diritti e la
legalità, indebolendo
il tessuto democratico.



Alcune osservazioni che possiamo allineare: 

a)  Gli esseri umani nascono liberi e uguali, nei diritti come nei doveri. 

b) Gli esseri umani sono anche diversi tra di loro: ci sono gli sportivi baciati dal talento e dalla salute. 

c) Ci sono persone particolarmente intelligenti, che troveranno cure per malattie per cui oggi moriamo.

d) Ci sono persone che nascono con diverse disabilità. La loro vita non è meno preziosa della nostra, anzi arricchiscono la comunità proprio con la loro diversità. Tuttavia hanno bisogno di aiuto. Di risorse, anzitutto. Centri specializzati, personale preparato in grado di garantire loro cure e assistenza. Quando tutto questo manca, il problema riguarda non soltanto le singole famiglie, ma tutti quanti noi. 

In quest’ultima circostanza cosa dobbiamo pensare?

Che ogni cittadino dovrebbe adempiere ai propri doveri fiscali verso lo Stato e la comunità. Molti di noi non sanno che c’è un nesso tra l’evasione e l’elusione fiscale e la mancanza di risorse della sanità. Molti di noi non sanno  che il loro denaro serva anche a garantire le cure dei compatrioti. 

E’ ovvio che la pubblica amministrazione che riceve le risorse deve impiegarle bene. Lo spreco, le serate canore e roba simile a carico degli Enti Pubblici  e -ancora- il furto ed il malaffare col denaro pubblico sono particolarmente gravissimi.

Eppure ci giriamo dall’altra parte. Noi non sappiamo e non capiamo!


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