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giovedì 3 settembre 2026

L’exclave di Ceuta

 Ceuta e Melilla

Il primo ministro spagnolo 
Pedro Sánchez ha difeso
fermamente la sovranità
perpetua di Ceuta e Melilla
,
dichiarando dinanzi al Congresso
dei Deputati che le due exclave
«
sono spagnole e
continueranno a esserlo
fino alla fine dei tempi
».

Ceuta fa parte del sistema
politico ed economico dell'UE,
ma ha una deroga per quanto
riguarda il sistema doganale (è
un porto franco e si trova
fuori dall'unione doganale
ordinaria).



A più di un mese dall’ingresso in massa di oltre 72.000 migranti irregolari marocchini nell’exclave di Ceuta, il primo ministro spagnolo ha riferito in Parlamento sui fatti. Il leader socialista ha dichiarato che anche la Commissione europea, «ha documentato la partecipazione di account e pubblicazioni collegati a ecosistemi informativi russi e filo-israeliani, ai quali si sono uniti anche alcuni esponenti dell'estrema destra internazionale e dell'estrema destra spagnola, che hanno approfittato della tragedia per fomentare paura e odio».

  Ha ribadito che non risultano «prove concrete» di una responsabilità delle autorità del Marocco, benché proprio in questi giorni sia filtrato un rapporto della Polizia Nazionale che indica la complicità di agenti di sicurezza marocchini nell'ingresso di migranti nella città autonoma, pur non implicando direttamente il governo di Rabat o i suoi servizi segreti.

 Sanchez ha confermato di essere costretto a muoversi come un equilibrista, per non scatenare un braccio di ferro con il confinante Marocco. «Mi tocca gestire questa crisi con rigore e con prudenza», ha detto Sánchez attaccato dall’opposizione di destra. Il premier ha negato che il governo abbia ricevuto una «allerta straordinaria» prima dell'ingresso di massa dei migranti pur riconoscendo che «tutte le istituzioni statali hanno rilevato un aumento degli arrivi nella città autonoma… un picco significativo, ma tutt'altro che senza precedenti o eccezionale».


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