| Conoscere il passato per non |
ricadere negli stessi pericoli
Nella Germania della Repubblica di Weimar l'ala sinistra del movimento operaio e gli spartachisti, sedotti dall'apparente vittoria dei sovietici, tentarono una rivolta.
Mancavano tuttavia del sostegno popolare e i loro capi, Karl Liebknechte e Rosa Luxemburg erano sprovisti di carisma. Le elezioni del giugno 1920 misero in luce lo spostamento dell'opinione pubblica verso destra, preludio dei futuri successi delle posizioni più estreme. A tale evoluzione politica contribuì anche il modo in cui erano stati stipulati i trattati di pace che non erano stati negoziati conformemente alla tradizione del diritto pubblico europeo, ma imposti, e la popolazione e l'esercito tedeschi li avevano recepiti come un diktat. Hitler perciò consolidò il suo prestigio nei confronti delle masse grazie alla sua capacità di liquidare nell'arco di tre anni le imposizioni del Trattato di Versailles. Egli presentò il comunismo e il capitalismo come creazioni ebraiche, dando vita al fantasma di un potere invisibile — gli Ebrei, i gesuiti, i massoni definiti complessivamente heimatlos — che determinò la nascita dell'antisemitismo, l'uso perverso del darwinismo e sfociò nell'idea di una razza superiore: sei milioni di persone, per la maggior parte donne, vecchi e bambini, prive di ogni potenzialità bellica, saranno sterminate nel nome di questa barbara ideologia.
In Italia la vittoria nella guerra non contribuì al ritorno della pace. Le occupazioni delle fabbriche da parte degli operai crearono un malcontento generale rapidamente sfruttato da Benito Mussolini che, nel marzo 1919, fondò un movimento, i "fasci di combattimento". Egli abbandonò il programma di riforme sociali di natura rivoluzionaria per una politica fondata sul nazionalismo, la glorificazione del passato romano e l'esaltazione della forza e del capo, il duce, seducendo le classi medie, i funzionari, i piccoli commercianti, gli agricoltori e gli studenti. Circa 50.000 fascisti marciarono su Roma senza incontrare alcuna resistenza e a Mussolini fu offerta la carica di capo del governo.
| Il crollo di Wall Street del 1929 (noto anche come il Big Crash) è stato il più disastroso crollo borsistico della storia degli Stati Uniti ed ha segnato la fine degli "anni ruggenti", dando ufficialmente inizio alla Grande Depressione su scala globale. |
La speculazione fece lievitare le azioni senza mantenere alcun rapporto con il valore effettivo delle imprese, finché nell'ottobre 1929 tutto il sistema franò in pochi giorni. In realtà, il crollo di Wall Street s'inserisce in quella che, secondo il ciclo di Kondratiev, è definita una "crisi congiunturale", conferendole un carattere drammatico senza precedenti.
L'interdipendenza delle economie si fece palese e la crisi si estese in breve tempo alle altre nazioni: le banche fallirono, le fabbriche chiusero e le scorte di materie prime marcirono nei depositi. In Brasile si bruciò addirittura il caffè nelle caldaie delle locomotive. Molti stati pensarono di evitare la crisi ricorrendo al protezionismo, limitando le importazioni e aumentando le tasse doganali.
Se negli Stati Uniti il New Deal di Franklin Delano Roosevelt, eletto alla Casa Bianca l'8 novembre 1932, consenti un risanamento economico favorito da una ripresa congiunturale, in Germania l'aumento della miseria in seguito alla crisi economica fece il gioco del Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori (NSDAP) di Adolf Hitler, che alle elezioni amministrative del settembre 1930 ottenne 6,4 milioni di voti e 107 seggi. L'industria pesante puntò su di lui e versò al suo partito circa due milioni di marchi all'anno. Nel 1932, in occasione delle elezioni presidenziali, Paul Hindenburg, figura rimasta emblematica, conquistò la maggioranza, ma Hitler, con 13,6 milioni di voti ottenne più del doppio delle preferenze raccolte nel 1930; alle elezioni legislative dello stesso anno confermò tale risultato e il 30 gennaio 1933 divenne capo del governo.
Non rispettando i principi della legalità, instaurò una dittatura, eliminando spietatamente tutti gli avversari e i rivali, soprattutto durante la "notte dei lunghi coltelli".
(Segue)
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