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giovedì 17 settembre 2026

Il fenomeno migratorio

Oggi la popolazione straniera
in Italia conta oltre 5 milioni di
residenti regolari
, cifra che
rappresenta circa il 9,1% della
popolazione totale
 del Paese
.
Il fenomeno migratorio italiano
sta vivendo una fase di profonda
trasformazione, caratterizzata da
un calo significativo degli arrivi
via mare, da una presenza
extracomunitaria stabile e radicata
 e dalle recenti novità normative
europee.






Perché nel Nord Europa

sta rinascendo il fascismo

 e pure il nazi-fascismo? 

 Wirwollten Armen, Menschen sind gekommen («Volevamo delle braccia, sono arrivate delle persone»).  Questo aforisma, attribuito a Max Frisch, scrittore svizzero, nella sua sinteticità manifesta la presa d'atto del fallimento del Gastarbeitermodell, ossia di quel modello di politica dell'immigrazione - prevalso in numerosi Paesi europei fino all'inizio degli anni Settanta del Novecento- che riduce, o comunque immaginava, il fenomeno migratorio alla dimensione di importazione temporanea di manodopera. 

 Il romanziere svizzero lasciava intendere, nella seconda metà  del Novecento, ad un'opinione pubblica ancora inconsapevole che l'immigrazione non era soltanto un fenomeno economico, (quasi meccanico) bensí il fattore scatenante di una trasformazione globale delle società europee, che avrebbe investito tutte le articolazione non solo economiche, ma sopratutto quelle politiche e conseguentemente l’assetto sociale.

 A seguire i media, pare infatti che la portata del fenomeno migratorio non stia investendo solamente le strutture normative dei paesi europei, ma l’intero assetto politico/istituzionale delle democrazie occidentali.  Il diritto e l’assetto democratico del vecchio continente, con l’avanzata delle destre estreme, in più paesi, di cui abbiamo recenti notizie (vedi Francia, Germania etc.), rischiano di riportarci indietro, ai primi decenni del Novecento, quando l’essere umano non possedeva pari dignità in relazione al credo e alla visione della società degli eguali.


 Sappiamo tutti che il fenomeno  migratorio e la conseguente presenza entro i confini di uno Stato di una fascia di individui immigrati, aventi ovviamente visioni sociali e culturali in gran parte diverse da quelle degli autoctoni, spinge l'ordinamento giuridico a un processo di adattamento (tanto nei suoi contenuti normativi quanto nelle sue procedure informative, applicative, coercitive, ecc.), che risulta necessario per mantenere o per stabilire ex novo la sua capacità regolativa nei confronti dei nuovi soggetti. E però, in questo passaggio spuntano gli estremismi culturali e politici delle componenti politiche locali di ciascun paese (vedi: Francia, Germania etc.).


(Segue: e punteremo ad evidenziare che per parecchi decenni gli emigrati, con le valige di cartone rilegate con lo spago, siamo stati noi siciliani, noi italiani).

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