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venerdì 25 settembre 2026

Pensioni sempre più lontane

Stando all’Istat campiamo

più  a lungo.

La pensione in Italia torna
ufficialmente ad allontanarsi
a causa del ripristino dei
meccanismi automatici di
adeguamento alla 
speranza di
vita dell'ISTAT
. Dopo anni
di "congelamento" temporaneo
dei requisiti, le ultime proiezioni
della 
Ragioneria Generale
dello Stato
 diffuse in questi
giorni
 delineano un
calendario di continui
incrementi sia per l'età
anagrafica (vecchiaia) sia
per i requisiti contributivi
(anticipata).







Dal primo gennaio 2029, secondo le norme di legge, ci vorranno altri tre mesi in più di lavoro per conseguire la pensione. Bisognerà cioè arrivare a 67 anni e mezzo per andare in pensione di vecchiaia oppure serviranno 43 anni e 4 mesi di contributi, indipendentemente dall’età, per la pensione anticipata (un anno in meno per le donne). Lo dice l’ultimo Rapporto della Ragioneria generale dello Stato su «Le tendenze di medio lungo periodo» sul sistema pensionistico che, aggiorna le precedenti stime, in base alla dinamica della speranza di vita. 

 Aggiornamento che vede appunto uno scatto di altri tre mesi dal 2029, rispetto ai due stimati nel precedente rapporto.

 La legge prevede che i requisiti per la pensione vengano adeguati ogni due anni. Tuttavia i tre mesi in più, che avrebbero dovuto scattare dal primo gennaio 2027, saranno spalmati su due anni: un mese in più dal prossimo anno e altri due mesi dal 2028. Così, la pensione di vecchiaia, che oggi si ottiene a 67 anni d’età, dal prossimo primo gennaio si otterrà a 67 anni e un mese e poi dal primo gennaio 2028 a 67 anni e tre mesi. Stessa cosa per la pensione anticipata: oggi bastano 42 anni e 10 mesi di contributi (un anno in meno per le donne); dal prossimo anno ci vorranno 42 anni e un mese e dal primo gennaio 2028 si salirà a 43 anni e un mese (sempre un anno in meno per le donne).

Con lo lo scatto biennale del 2029, la pensione si allontanerà ancora, toccando la soglia psicologica dei 67 anni e mezzo, per non parlare dei 43 anni e 4 mesi di contributi che saranno necessari per lasciare il lavoro in anticipo.

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