| L'antropologia rappresenta una delle chiavi di lettura più potenti per comprendere la complessità della società contemporanea. Nata storicamente come studio delle culture lontane, oggi si applica a qualsiasi gruppo umano, offrendo strumenti unici per decodificare il comportamento, le istituzioni e i conflitti del nostro tempo. L'antropologo si immerge nella comunità che studia, vivendo come i suoi membri per comprenderne il punto di vista ("dall'interno"). E’ quanto abbiamo appreso dal prof. Anton Blok che, in anni ormai lontani, visse a lungo all’interno della comunità di Contessa Entellina. |
Premessa alle pagine che seguiranno
L'antropologia è la scienza umana che studia l'essere umano e le sue diverse manifestazioni sociali, culturali e biologiche nel tempo e nello spazio. Il termine deriva dal greco anthropos (uomo) e logos (discorso). Sul blog ci piace sviluppare, nel solco di una branca di questa scienza, il processo evolutivo di tutte le culture umano in cammino lungo una sola via di sviluppo, passando dalle forme più semplici a quelle più complesse.
Trattandosi di un discorso sull’essere umano ci piace avviare questa pagina da lontano nel tempo, ma non esiteremo a studiare i comportamenti dei politici e dei politicanti dei nostri giorni, grazie agli strumenti che -appunto- l’antropologia ci offre. E’ ovvvio, come sappiamo dal particolarismo storico e dal funzionalismo, che le culture umane non seguono un unico schema obbligato, ma si adattano ai propri ambienti e storie in modi unici e differenti.
L’antropologia dei nostri giorni studia e ci spiega le relazioni complesse (per esempio, quelle dei politicanti dei nostri giorni) superando l’interesse esclusivo per i popoli primitivi per farci intendere il funzionamento del “potere” e il comportamento di coloro (i politici) che si sentono i nuovi, gli innovatori, dei giorni adesso correnti, chiarendoci gli scontri e gli incontri fra i diversi blocchi culturali, e non solamente.
L'antropologia ci servirà (ci aiuterà) a rendere strano ciò che è familiare e familiare ciò che è strano, inducendoci a guardare la nostra stessa società (comunità) con occhi critici e privi di pregiudizi.
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