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sabato 19 settembre 2026

Letteratura: personaggi del Novecento

All'inizio del Novecento, il
futuro della letteratura viene
affidato a una radicale rottura
con il passato, al rifiuto del
positivismo e del realismo
ottocentesco e alla nascita
delle avanguardie e del
modernismo
 Il Novecento?

 Un secolo orfano. Forse il padre l'ha ucciso (così: Tozzi, Svevo, Gadda e Kafta), di sicuro l’ha perduto. Savinio (pseudonimo di Andrea Francesco Alberto de Chirico (Atene, 25 agosto1891 – Roma5 maggio 1952 è stato uno scrittorepittoredrammaturgo e compositore italiano) è dell'idea che il secolo ha perso il modello e così ha guadagnato  una libertà mai goduta prima così.

Quanta nostalgia però, che voglia di ritrovarlo, di veder tornare il padre, di riavere il modello, la struttura unica che sa la verità su un'epoca. E forse non ci si è rassegnati a farne a meno neppure oggi, in età postmoderna, che ignora il padre. Dio e ogni depositario della Legge.

Il Novecento è stato un secolo che ha combattuto estenuanti guerre di successione per stabilire a chi toccava il ruolo di guida. Guerre di fratelli in lotta per il posto di padre.


 Quanti regimi totalitari per sostituire un padre e un dio al cui ruolo non si sa rinunciare. Quanti intellettuali rivoluzionari e quanti artisti anarchici sono passati al seguito di dittatori, di Mussolini, Stalin, Hitler.

Il Novecento bestemmiando Dio e il Padre ha convalidato la struttura di una cultura a piramide, sia pure spuntata dai deicidi. Una piramide capovolta che avesse il culmine sotto, cioè invisibile, e su cui si reggesse un epoca.

Eretici e miscredenti non hanno dubitato per decenni: c'era un disegno profondo nel caos contemporaneo. L'arte che lo scopre sarà premiata dalla fede di chi si sentirà dentro quel disegno o progetto e tecnica o, meglio ancora, in quel preciso linguaggio. Si pensi alle poetiche, i movimenti, i gruppi, le riviste che hanno dato la direzione al secolo. Si osservi la staffetta fra le scuole culturali e le correnti artistiche con la quale corse  la storia della cultura del secolo. Senza i movimenti non si fa storia. Così credeva chi pensava alla stona come progresso ma ora chi crede più al progresso?


La norma datasi è che c'è un solo posto, solo uno può occuparlo: un movimento (per esempio il futurismo), una rivista ("La Voce"), una corrente (gli ermetici), una ideologia (il marxismo), un gruppo (il Gruppo 63). Soltanto uno ha ragione, non escluso l'irrazionalismo, che, anzi, finge di parlare con Dio. Ha ragione il cinema invece della letteratura, la TV invece del cinema, la musica invece del teatro, la scienza invece della religione. Uno dopo l'altro e viceversa: i posti non sono stati assegnati definitivamente. Possono tornare la religione, il cinema e il teatro. Eterna è stata la musica, ma quale musica? E quale letteratura? Una volta si era certi di saperlo: quella futurista o quella ermetica o quella neorealista.


(Segue)

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