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lunedì 21 settembre 2026

La società degli uomini

 

Il dibattito su cosa prevalga
nella vita dell'uomo tra 
il
pensiero
 (la riflessione, la teoria,
l'attività mentale) e il fare
 (l'azione, la pratica, la concretezza)

 è uno dei più antichi.
Da qui la distinzione fra
-Il lavoro intellettuale ed
-Il lavoro manovale.











La “Parola”  nel contesto

della società degli uomini

Ci assicurano gli studiosi che dal primo ominide via via si è prodotta la specie homo sapiens. Il tutto sarebbe avvenuto in un contesto di caos, entro cui l'uomo per affermare la sua diversità doveva imporre il logos, trasformando l'unicum continuum naturale in cosmos, in un insieme finito di unità discrete: cioè nell'ordine della cultura. 

Sarebbe avvenuto, sostengono gli studiosi,  che sopra la realtà naturale iniziava a svilupparsi una originale realtà, quella intellettuale, che pur scaturendo dalla stessa natura, era caratterizzata da un statuto suo e differente consistente in due momenti distinti e indissociabili, il fare e il rappresentare. 

Aristotele in un passo ormai famoso asserisce: «E’ quindi manifesto che l'uomo è animale socievole in grado maggiore delle api e di altro ogni animale che vive in gregge. Niente infatti, secondo noi, la natura fa invano; solo l'uomo tra tutti gli animali ha la parola. La voce può esprimere dolore e piacere, perciò l'hanno anche gli altri animali..; la parola poi ha il fine di manifestare ciò che è utile e ciò che è dannoso e per conseguenza anche ciò che è giusto e ciò che è ingiusto. Questo infatti è il carattere proprio dell'uomo rispetto agli altri animali, che solo egli ha la nozione del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto e di tutte le altre antitesi morali». 

Per Aristotele è stato grazie al possesso della parola che l'uomo realizza la sua socialità, ed è attraverso di essa che egli discretizza il mondo in unità morali. 

Nell'incipit di San Giovanni: «In principio era il verbo, e il verbo era presso Dio, e il verbo era Dio. Questo era nel principio presso Dio. Per mezzo di Lui furono fatte le cose tutte; e senza di Lui nulla fu fatto di ciò che è stato fatto. In Lui era la vita e la vita era la luce degli uomini». E’ l’enfatizzazione sulla “parola”, piuttosto che sul “fare” che viene associato al lavoro e ai suoi attrezzi.

Su quest’ultima asserzione che enfatizza la parola sul fare, torneremo a riflettere in termini antropologici sul procedere della vita umana.

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